giovedì 16 giugno 2011
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L’inchiesta sulla cosiddetta P4 riporta in prima pagina Henry John Woodcock, il pm d’origini britanniche ma napoletano d’adozione, noto anzitutto per le sue inchieste contro vip e colletti bianchi. Uno dei primi casi clamorosi risale al dicembre 2003 quando il pm allora a Potenza raccoglie nell’inchiesta "Vip Gate" 78 persone tra cui personaggi dello spettacolo e del giornalismo, due ministri, funzionari ministeriali e amministratori locali. Tra le accuse ipotizzate: associazione a delinquere per la turbativa d’appalti, estorsione, corruzione, millantato credito e favoreggiamento. Il gip lucano, però, non emette le ordinanze cautelari dichiarando l’incompetenza territoriale. L’inchiesta viene smembrata passando al vaglio di vari Tribunali e accendendo le prime polemiche sulla tenuta delle inchieste di Woodcock. Nel novembre 2004 l’operazione "Iene 2" approfondisce i presunti legami tra criminalità organizzata e politica in Basilicata, coinvolgendo un parlamentare dell’allora Forza Italia, che avrebbe favorito aziende di amici degli amici in cambio di sostegno elettorale. Sono indagati pure un parlamentare dei Ds e uno dell’Udeur. L’inchiesta si arena nella fase dei rinvii a giudizio, portando l’allora Guardasigilli, Roberto Castelli, ad aprire un’ispezione sull’operato del pool inquirente: la verifica si chiude senza riscontrare scorrettezze.Nel 2006 scoppia il caso "Somaliagate" che alza il coperchio su una ipotizzata rete di truffatori che avrebbero ottenuto denaro da imprenditori millantando rapporti con servizi segreti e organizzazioni internazionali. La polizia arresta 17 persone tra cui un funzionario del Sisde già coinvolto in altre indagini e poi allontanato dal servizio. Tra un’intercettazione e una verifica spunta il nome di Vittorio Emanuele di Savoia, che a giugno diventa l’indagato numero uno del fascicolo "Savoiagate" per associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, alla concussione, alla falsità ideologica, alle minacce e al favoreggiamento. È inoltre accusato d’essere a capo di un’organizzazione impegnata nel gioco d’azzardo illegale. L’indagine coinvolge 24 persone, anche in questo caso anzitutto vip. Come in passato, l’inchiesta lascia Potenza per incompetenza territoriale e nel settembre 2010 il gip di Roma, al termine del giudizio con rito abbreviato, scagiona da tutte le accuse Vittorio Emanuele di Savoia e altre cinque persone.Sempre nel 2006 i media raccontano l’inchiesta "Vallettopoli" che porta a galla presunti ricatti di cui sarebbero rimasti vittime giornalisti, manager, vallette e altri volti noti. Spuntano, tra gli altri, i nomi di Elisabetta Gregoraci, Lele Mora, Fabrizio Corona.
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