I sette operai di Brescia che sono stati licenziati su WhatsApp

I lavoratori della Maccarinelli di Travagliato hanno ricevuto un messaggio sul telefonino e poi la raccomandata. I sindacati: i proprietari hanno comunicato un giorno di ferie per calo della produzione e poi sono scomparsi
March 16, 2026
La sede delle vetrerie Maccarinelli
La sede delle vetrerie Maccarinelli
Un messaggio improvviso sul telefono e una vita professionale cancellata in un istante: questa la realtà con la quale hanno dovuto fare i conti i sette lavoratori della “Vetrerie Maccarinelli” di Travagliato nella Bassa bresciana, azienda storica del territorio, dopo la decisione improvvisa della proprietà di cessare l’attività, con conseguente licenziamento dei dipendenti. La modalità scelta dalla società è definita dal sindacato - impegnato a fianco degli occupati ora rimasti senza una prospettiva -, come «gravissima e inaccettabile, sia sul piano industriale, sia dal punto di vista umano». I dipendenti prima hanno ricevuto la comunicazione, relativa all’interruzione del rapporto di lavoro, tramite un messaggio WhatsApp contenente la lettera di licenziamento (successivamente arrivata attraverso raccomandata), recapitato la mattina successiva a una normale giornata di lavoro di otto ore più straordinari.
Fino al giorno precedente, nulla lasciava presagire un epilogo simile: l’azienda aveva dichiarato la volontà di proseguire l’attività, parlando anche di passaggio generazionale. Non solo, ma nel corso del 2025 - ricorda ancora il sindacato - «erano stati effettuati nuovi investimenti», anche sul fronte della sostenibilità ambienteale, «e lo scorso febbraio non era stato attivato alcun ammortizzatore sociale né avviato un confronto sindacale che facesse ipotizzare la chiusura». Inoltre, sempre l’anno scorso la società aveva ottenuto anche un riconoscimento con riferimento al rispetto dei criteri sociali e di governance. Invece, dopo aver comunicato un giorno di ferie per calo produttivo, la proprietà «è sparita nel silenzio totale, non rispondendo più né alle maestranze, né ai rappresentanti sindacali», evidenzia Andrea Cassago della Uiltec-Uil di Brescia. Prendendo spunto dalla vicenda Cassago sottolinea un altro aspetto: «Parliamo di persone che hanno dedicato oltre 25 anni di servizio a questa vetreria, sostenendola anche nei momenti più difficili. Oggi queste stesse persone sono trattate come numeri, liquidate con un messaggio senza nemmeno il coraggio di essere guardate negli occhi. Dietro ogni licenziamento ci sono famiglie e vite intere dedicate all’impresa che non possono essere cancellate nell’indifferenza».
In sindacato chiede ora chiarezza assoluta su quanto accaduto e sulle reali motivazioni della cessazione dell’attività produttiva, insieme a responsabilità e rispetto per chi ha costruito la storia dell’azienda. «Siamo pronti a fornire tutta la tutela legale ai lavoratori - aggiunge Andrea Cassago - valutando tutte le azioni necessarie, sia sindacali che legali, per proteggere i lavoratori e le loro famiglie». Nel frattempo è già stato attivato il percorso per consentire agli addetti interessati di poter accedere alla Naspi, la nuova indennità mensile di disoccupazione. Quanto successo nella Bassa Bresciana ricorda un altro caso simile accaduto nell’estate del 2021 con sfortunati protagonisti gli oltre 150 dipendenti della Gianetti Fad Wheels di Ceriano Laghetto (Monza e Brianza), azienda attiva da oltre un secolo nella produzione di ruote in acciaio per mezzi pesanti, licenziati un sabato pomeriggio con una comunicazione improvvisa tramite email e sms: un provvedimento poi bocciato dal Tribunale, con risarcimenti e disposizione del reintegro di alcuni addetti in un altro sito del gruppo nel Bresciano.

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