giovedì 29 aprile 2021
Le decisioni del Consiglio dei ministri: salta la "quota" del 50% di lavoro da casa. Nessuna decisione sulle concessioni balneari. Resta il nodo delle cartelle esattoriali
Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta

Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta - Ansa

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Dalle disposizioni in materia di lavoro agile alla proroga della validità dei documenti di identità, ma anche "golden power" e "misure urgenti in materia di controlli radiometrici". È composta di 11 articoli la bozza del decreto legge proroghe, all'esame stamattina del Consiglio dei ministri. Il Cdm riprende nel pomeriggio per il varo finale al Piano nazionale di ricostruzione e resilienza e al decreto sul Fondo complementare per opere pubbliche da finanziare per un valore di circa 30 miliardi.

Le misure "urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19 in ambito penitenziario" sono prorogate dal 30 aprile al 31 luglio, ovvero fino alla nuova scadenza prevista per lo stato di emergenza.

In materia di validità dei documenti di identità, la bozza del decreto legge "proroghe" prevede che il termine attualmente fissato al 30 aprile, già frutto di una norma che prorogava la validità di tutti i documenti, sia posticipato di altri 5 mesi al 30 settembre.

Cadrebbe l'obbligo di ricorrere allo smart working al 50% nella Pubblica amministrazione. Il testo non prevede più una quota per il lavoro da casa, ma che ogni realtà della P.A. organizzi il lavoro dei dipendenti assicurando che "l'erogazione dei servizi rivolti a cittadini ed imprese avvenga con regolarità, continuità ed efficienza". Viene prolungato (fino al 31 dicembre) il tempo per esercitare il "golden power" nei settori di rilevanza strategica.

Addio alla prova teorica per ottenere la patente di guida per le domande presentate a partire dal primo gennaio 2021 e fino alla fine dello stato di emergenza. Mentre per chi ha fatto domanda l'anno scorso, il termine per eseguire l'esame è fissato alla fine di quest'anno.

Il termine per la deliberazione dei rendiconti di gestione relativi all'esercizio 2020 per gli enti locali è prorogato al 31 maggio 2021. Per l'esercizio 2021, il termine per la deliberazione del bilancio di previsione è differito al 31 maggio 2021. Fino a tale data è autorizzato l'esercizio provvisorio. Il termine ultimo di adozione dei bilanci d'esercizio delle Camere di commercio, delle loro Unioni regionali e delle relative aziende speciali riferiti all'esercizio 2020, fissato al 30 aprile 2021, è prorogato alla data del 30 giugno 2021.

Tra gli ambiti interessati dalle proroghe, le imprese ferroviarie avranno tempo fino al 15 maggio per la rendicontazione necessaria per ottenere i benefici a compensazione delle perdite subite a causa dell'emergenza da Covid e il ministero delle Infrastrutture avrà tempo fino al 15 giugno 2021 per emanare il decreto ministeriale con il riparto delle risorse.

Non c'è stata nessuna discussione sulle concessioni balneari nel Cdm di questa mattina. La norma non è mai stata contemplata nel dl proroghe approvato poche ore fa, perché il governo, riferiscono fonti di Palazzo Chigi, sta in realtà pensando ad una norma ponte sulle spiagge. L'Italia, su questo, è in procedura d'infrazione dal dicembre 2020, sei mesi dopo che il governo Conte, con il dl rilancio, aveva prorogato le concessioni balneari fino al 2033. Tanto che il Tar ha suonato la sveglia, ricordando ad alcuni Comuni che Bruxelles chiede all'Italia di recepire la direttiva Bolkestein: evitare di fare bandi per le concessioni con durata fino al 2023, la raccomandazione. Nel Pnrr, sul tema, non c'è una riga. In attesa di una riforma delle concessioni, spiegano fonti di governo, si sta pensando a una norma ponte, che faccia però espressamente riferimento a una riforma di sistema, che rimetta l'Italia sui binari giusti.

Leggendo la bozza resta fuori un altro tema caldo come quello di una nuova sospensione dell'invio delle cartelle esattoriali. Il governo sta valutando l'ulteriore rinvio alla fine di luglio, con il termine dello stato di emergenza, ma gli spazi finanziari sono ridotti. La precedente proroga fiscale è già costata alle casse dello Stato 500 milioni di euro e un nuovo intervento potrebbe richiedere anche di più. La misura potrebbe alla fine essere inserita nel decreto Sostegni bis che dovrebbe essere varato la prossima settimana.

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