venerdì 13 ottobre 2017
A bordo della Aquarius 606 salvati. Tra loro intere famiglie siriane e undici donne incinte. Molte hanno raccontato violenze sessuali.
Lo sbarco dalla nave dei bambini (Fotogramma)

Lo sbarco dalla nave dei bambini (Fotogramma)

Sono più di duemila i migranti partiti dalla Libia e sbarcati in Italia negli ultimi quattro giorni. Quasi tutti i barconi sono partiti da Zuara, la località nella quale si sono svolti aspri combattimenti tra clan rivali. Traversate che si aggiungono a quelle dalla Tunisia, sempre ad opera dei trafficanti libici, e che dimostrano come gli accordi per l’interruzione del traffico di esseri umani incontrino tensioni e resistenze tra le milizie libiche.

«Alla nave Aquarius è stato chiesto di intervenire in 7 operazioni in 36 ore: cinque salvataggi e due trasferimenti, prima a Est di Tripoli, poi a Ovest, poi di nuovo a Est», ha riassunto Madeleine Habib, coordinatrice delle operazioni di ricerca e soccorso di Sos Mediterranee, che con la Acquarius e un team di Medici senza frontiere pattuglia il Canale di Sicilia su ordine del centro di coordinamento dei soccorsi a Roma.

Ma tra i migranti che cercano di raggiungere l’Europa dall’Africa occidentale, ne muoiono molti di più nel deserto del Sahara che nel Mediterraneo. Tuttavia, gli sforzi per dissuaderli dal compiere il pericoloso viaggio potrebbero, invece di fermarli, portare all’apertura di nuove rotte. Lo ha fatto sapere l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), secondo cui quest’anno 2.569 migranti morti sono stati registrati nel Mediterraneo centrale. «Non abbiamo ancora una stima del numero di morti nel deserto», ha dichiarato Richard Danziger, direttore dell’organizzazione per Africa occidentale e centrale. «Presumiamo – ha aggiunto – siano almeno il doppio rispetto quelli morti nel Mediterraneo», ben più di 5mila.

Sui numeri restano incertezze alimentate anche dal singhiozzo delle comunicazioni dalle autorità italiane e libiche. Nel corso di un’intervista concessa da Marco Rotunno (Acnur) a Radio Radicale si è appreso che lo scorso 4 ottobre «760 persone e tre cadaveri sono state sbarcate a Catania», ha spiegato Rotunno confermando che i migranti erano stati trasbordati, dopo diversi salvataggi, sulla nave Dattilo della Marina italiana. Seppure con numeri ridotti, ha ribadito Rotunno, sono riprese le partenze da Zuara, una delle roccaforti dei trafficanti libici, dove il clan Dabbashi, che in cambio di aiuti aveva assicurato di voler interrompere le partenze, è stato scalzato durante violenti combattimenti avvenuti dalla fine di settembre.

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Flavio Di Giacomo, portavoce dell’Organizzazione internazionale dei migranti parla di 1.374 migranti sbarcati in Italia dal 9 all’11 ottobre, a cui si aggiungono altre 659 persone soccorse ieri. In totale 2.033 migranti in meno di quattro giorni. Il gruppo più numeroso - 606 persone - è a bordo della Aquarius dell’organizzazione umanitaria Sos Mediterranée, arrivata questa mattina a Palermo e subito ribattezzata "la nave dei bambini": fra le 606 persone salvate e accolte a bordo, 241 sono minori, di cui molti piccoli e un neonato di pochi giorni. Tra questi 120 hanno fatto la traversata del Mediterraneo soli, senza legami parentali. Il numero è stato confermato dal Comune di Palermo. Entro venerdì mattina saranno accolti in 15 comunità di prima accoglienza tra Palermo, Trapani e Agrigento.

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A bordo c'erano anche undici donne incinte e numerose persone ferite, tra le quali un giovane che presenta tagli da machete e da altre armi. Molte le donne di origine subsahariana che hanno dichiarato di essere state ripetutamente vittime di violenze sessuali e di essere state imprigionate per diversi mesi. Cinquanta persone sono richiedenti asilo siriani in fuga dalla Libia, e tra questi intere famiglie con bambini e due donne incinte al nono mese di gravidanza.

È il primo grande sbarco di persone che provengono anche da zone di guerra e dell'Africa centrale (Siria, Egitto, Mali, Costa d'Avorio, Guinea Bissau, Sudan, Marocco, Somalia, Eritrea, Senegal, Camerun, Nigeria, Liberia, Etiopia, Algeria, Ghana, Benin, Gambia, Yemen) nell'ultimo mese.

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