venerdì 18 gennaio 2019
Il soccorso della Capitaneria è avvenuto nella notte. Il gruppo era composto da pachistani ed egiziani. Molti portano i segni della prigionia. Da gennaio 121 arrivati. A Sirte riaffiorati 25 corpi
Lampedusa, sbarcate 68 persone partite dalla Libia
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Sono arrivati a bordo di mezzi della Capitaneria (foto d'archivio) i 68 migranti sbarcati all'alba di oggi nel porto di Lampedusa. Stando alle prime notizie il gruppo, interamente composto da uomini di nazionalità pachistana ed egiziana, è stato soccorso in acque italiane dopo essere stato avvistato dai mezzi di soccorso. Le condizioni di salute dei migranti a un primo controllo non destano preoccupazioni. Sono stati riscontrati alcuni casi di scabbia, "segno che sono stati imprigionati a lungo" spiega un soccorritore secondo il quale gli stranieri sarebbero salpati dalla Libia. A bordo, infatti, non c'era nessun altro nordafricano, ad esclusione degli egiziani. Nessuna comunicazione ufficiale è arrivata dalle autorità governative. La notizia è stata poi confermata dall'Organizzazione mondiale delle migrazioni (Oim) che a Lampedusa sta assistendo i migranti sbarcati. "Sono partiti mercoledì notte da Zawyah", hanno spiegato gli operatori Onu. Zawyah è una delle capitali del traffico di esseri umani, storica roccaforte di milizie fedeli al governo di Tripoli.

Nel corso di una diretta Facebook durante il viaggio verso Rigopiano, il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha ribadito che i migranti arrivati "dall'inizio dell'anno sono 53". Con quello di oggi in realtà la contabilità sale a 121. A cui vanno aggiunti i morti in mare. Fonti libiche hanno confermato ad Avvenire che dall'inizio dell'anno sono stati recuperati solo nel golfo di Sirte 25 cadaveri. Poiché non si ha notizia di barconi intercettati e riportati a terra dalla Guardia costiera di Tripoli, "temiamo che il numero di migranti affogati sono molto più alto", spiega una fonte sanitaria da Sirte.

Dal Paese continuano ad arrivare cattive notizie. Dieci persone sono morte e altre 41 sono rimaste ferite in due giorni di combattimenti tra milizie rivali a sud di Tripoli. Lo ha riferito il ministero della Salute libico, aggiungendo che tra le vittime figurano anche donne e bambini. Ieri sono avvenuti violenti scontri tra la località di al-Sbiaa e la città di al-Azizia. Mercoledì nei pressi dell'aeroporto di Tripoli, 25 chilometri a sud della capitale, erano ripresi gli scontri tra la milizia armata nota come Settima brigata e le Forze di protezione di Tripoli, una forza di difesa congiunta creata a settembre per difendere le aree a sud della capitale. Le due fazioni si stanno scambiando l'accusa di aver violato il cessate il fuoco raggiunto a novembre ma che in realtà è stato interrotto ripetutamente.



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