giovedì 16 marzo 2017
Una campagna di sensibilizzazione fatta di locandine, incontri nelle scuole, film e convegni: la lotta contro l’azzardopatia di don Maurizio Mirilli, parroco al Santissimo Sacramento a Tor de' Schiavi
Don Maurizio, il parroco «no slot» a Tor de' Schiavi

Una campagna di sensibilizzazione con locandine, incontri nelle scuole, un convegno: contro l’azzardopatia don Maurizio Mirilli, parroco della parrocchia Santissimo Sacramento a Tor de’ Schiavi, periferia est di Roma, ha avviato una battaglia su più fronti. Cerca di alzare un argine a quella che si presenta, anche in questa zona della Capitale, come un’autentica emergenza sociale. Basta pensare che sono ben dieci le sale slot presenti nel raggio di pochi chilometri e aperte a qualsiasi ora del giorno e della notte in un quartiere che conta poco più di 100mila abitanti.

«Non giocarti la vita. No slot machine», è il titolo della campagna (#nongiocartilavita #noslot) avviata dal sacerdote all’indomani dell’ennesima richiesta di aiuto da parte di familiari di uomini e donne irretiti da questa piaga dilagante che ha provocato gravissime conseguenze nelle famiglie. In tanti hanno perso tutto. Finire dalle sale slot nelle mani degli usurai il passo è stato breve. Ma ci sono anche segnali incoraggianti: una locandina, con scritta rossa a caratteri cubitali «No slot», è stata affissa in 18 bar che hanno aderito alla campagna sui 25 presenti nel quartiere. Dei sette bar che hanno al loro interno le slot, tuttavia, uno ha allestito un’apposita sala aperta al pubblico 24 ore su 24 ed è ubicato a pochi metri dalla parrocchia, dall’oratorio e dalle scuole.

L’invito lanciato dal parroco alla comunità è quello di recarsi solo nei bar che espongono la locandina nella speranza che gli altri, riscontrando il sensibile calo della clientela, decidano di eliminare le macchinette dal proprio esercizio commerciale.

Don Maurizio è stato invitato anche nelle scuole medie del quartiere «per collaborare con gli insegnanti nell’educare le nuove generazioni a combattere il gioco d’azzardo. Bisogna prevenire un fenomeno che è più grande di quanto si possa pensare - spiega - partendo dai più giovani perché chi dovrebbe farlo, cioè lo Stato, è il primo complice». La campagna è stata pubblicizzata anche sulla pagina Facebook della parrocchia, ottenendo oltre 27mila visualizzazioni in pochi giorni: dopo sole due ore dalla pubblicazione, una persona, che trascorreva ore a giocare, ha trovato il coraggio di contattare il parroco per chiedere aiuto.

Questo ha spinto il sacerdote a coinvolgere nella campagna anche la Caritas diocesana: per domenica 14 maggio, in parrocchia, è stato organizzato un convegno contro l’azzardopatia al quale interverranno esperti della materia e un ispettore della Polizia di Stato.

Parlarne e coinvolgere tutta la comunità è la parola d’ordine: per questo il gruppo culturale della parrocchia ha programmato, per la Quaresima in corso, la proiezione di due film sul tema: il 31 marzo sarà trasmesso “Una nobile causa” di Emilio Briguglio e il 7 aprile il documentario di Dario Albertini, “Slot. Le intermittenti luci di Franco”.

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