venerdì 16 ottobre 2020
Allerta su terapie intensive. Dal Pd pressing su Conte per nuove misure. L'ospedale Spallanzani di Roma accetta solo pazienti Covid. Lombardia, Campania e Piemonte le regioni più colpite
A Milano le mascherine indossate sui mezzi del trasporto pubblico, affollati all'ora di punta

A Milano le mascherine indossate sui mezzi del trasporto pubblico, affollati all'ora di punta - Fotogramma

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Si impenna ancora la curva epidemica in Italia, superando per la prima volta la soglia psicologica dei 10mila casi. Sono 10.010 i nuovi contagi registrati nelle 24 ore, contro gli 8.804 di ieri, e per di più con 150.377 tamponi, 12mila meno di ieri. Il totale sale così a 391.611 casi dall'inizio dell'epidemia. I soggetti attualmente positivi sono oltre 100mila, precisamente 107.312. Il picco più alto mai registrato nel Paese è stato il 19 aprile quando ci sono stai 108.257 positivi totali. Nelle ultime 24 ore sono stati 8.046, ieri 6.821. Il dato non comprende dimessi e deceduti. In calo i decessi, 55 oggi (ieri erano 83), per un totale di 36.427. Preoccupano ancora le terapie intensive, 52 nuovi pazienti oggi ricoverati, (ieri +47), arrivano a 638, mentre i pazienti ricoverati nei reparti ordinari sono 382 in più, (ieri +326), e sono ora 6.178 in tutto. I dimessi sono in totale 247.872, 1.908 nelle ultime 24 ore, ieri erano stati 1.899. È quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute. Il rapporto tra tamponi effettuati e positivi trovati sale al 6.6%, ieri era stato del 5.4%.

Prima​ di questa seconda ondata, il picco precedente si era verificato il 21 marzo scorso. I contagi in 24 ore erano stati 6.557 a fronte di soli 26.336 tamponi. I ricoveri erano 17.708 e in terapia intensiva c'erano 2.857 persone. Le strutture sanitarie erano in netta crisi e i decessi erano stati ben 793.

La curva epidemiologica è tornata a correre e dopo l'aumento esponenziale dei casi di coronavirus negli ultimi tre giorni di fila, con in testa Lombardia (+2.419 oggi) e Campania (oggi +1.261 positivi in 24 ore) e con i Pronto soccorso di alcune zone che cominciano a entrare in difficoltà, il capo delegazione Pd al governo, Dario Franceschini, ha chiesto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte "una riunione, appena sarà rientrato da Bruxelles, per decidere senza indugio nuove misure nazionali per contenere il contagio, ovviamente d'intesa con le Regioni".

Il segretario generale della Federazione italiana dei medici di medicina generale, Silvestro Scotto, ha lanciato un appello alla popolazione. "È giunto il momento che i cittadini considerino la necessità di un autolockdown per limitare al massimo il rischio di contagio a fronte dei numeri in preoccupante crescita". "Vanno preservate le attività lavorative - ha precisato Scotto - ma tutto il resto, ciò che non è cioè necessario, in questo momento deve essere sacrificato in nome della salute pubblica".

Gli anestesisti: terapie intensive a rischio in 10 regioni

"In dieci regioni la tenuta delle terapie intensive è particolarmente a rischio, poiché ci si sta avvicinando alla soglia massima fissata dal ministero della Salute del 30% di posti dedicati a malati Covid occupati", ha detto all'Ansa Alessandro Vergallo, il presidente nazionale dell'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani-emergenza area critica (Aaroi-Emac). "Tuttavia - ha aggiunto - ci troviamo in una situazione di allerta in tutte le regioni perché si rischia, nel breve termine, una saturazione dei posti Covid se il trend dei contagi non si modificherà". In Abruzzo le terapie intensive sono già sature secondo il report settimanale dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, anche se l'assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, ha smentito. Secondo il report poi, le terapie intensive sono aumentate ma non il numero di anestesisti e rianimatori. L'ospedale romano Spallanzani ha deciso che da oggi accetterò solo pazienti malati di Covid in accordo con il servizio sanitario regionale.

Sulle terapie intensive è intervenuto anche il Commissario per l'emergenza, Domenico Arcuri, che ha chiesto alle Regioni di attivare 1.600 posti letto in terapia intensiva "per cui abbiamo già inviato i ventilatori polmonari". Arcuri ha anche aggiunto che ci sono altri 1.500 ventilatori disponibili, che saranno distribuitili una volta che le terapie intensive di cui si diceva sopra saranno attivate.

Nuove misure, le ipotesi in campo

Le ipotesi che circolano sono quelle di un coprifuoco alle 22 e della didattica a distanza almeno per le scuole superiori. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha però sottolineato che ancora non è stata presa nessuna decisione in merito alle misure.

In Campania le scuole da oggi sono già state chiuse su ordinanza del governatore Vincenzo De Luca. "Abbiamo preso e dovremo prendere decisioni di rigore prima degli altri", ha detto De Luca soffermandosi sulla densità abitativa dell'area metropolitana di Napoli. In Campania il governatore ha anche annunciato che nel fine settimana di Halloween ci sarà il coprifuoco alle 22 con divieto anche di mobilità. Decisione di chiusura degli istituti scolastici fortemente avversata dalla ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina e accompagnata da proteste da parte del mondo scolastico. "La didattica a distanza al 100% non aiuterebbe a tutelare la salute dei ragazzi", ha detto la ministra, sottolineando come i ragazzi, a scuole chiuse, si incontrerebbero in altri luoghi. Secondo il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, il presidente regionale della Campania non riaprirà le scuole prima di Natale. "Il tema vero non sono né il trasporto né la scuola, ma è la sanità pubblica ma ce la si prende con la scuola", ha detto.

In Piemonte dal 18 ottobre la Regione ha disposto la chiusura notturna di tutte le attività commerciali al dettaglio, da mezzanotte alle 5 del mattino, escluse le farmacie. Oggi questa è stata la terza Regione più colpita con 821 casi in 24 ore.

In Lombardia il governatore Attilio Fontana sospenderà gli sport di contatto a livello dilettantistico ma non gli allenamenti. Tra sta sera e domani la nuova ordinanza. Le misure, secondo le anticipazioni, riguarderanno anche la chiusura anticipata degli esercizi commerciali dopo che a Milano si sono regisrati 1.319 nuovi casi, più della metà di tutta la Regione. Per bar e pub viene infatti proposto al Comitato tecnico scientifico dalle 18 lo stop alle somministrazioni al banco; mentre le somministrazioni ai tavoli sono ammesse fino alle 21, quando scatterà la chiusura. Per i ristoranti, invece, l'ipotesi è di anticipare la chiusura alle 23. Ipotesi didattica a distanza per gli studenti delle scuole superiori.

Nel Lazio è allerta arancione per i contagi. Su quasi 20mila tamponi si sono registrati 795 nuovi positivi, duecento in più rispetto a ieri. "Temo un peggioramento della situazione", ha detto l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato. "Se non si piega la curva nei prossimi giorni saranno inevitabili nuove misure", aveva dichiarato ieri. Intanto a Roma partono altri quattro drive-in: quello di Arco di Travertino (già attivo), Tor di Quinto (domani) e presto Ponte Mammolo e Cecchignola.

In Veneto, con 704 nuovi contagi in 24 ore, i dati tornano sui livelli di marzo-aprile. Ma per ora i numeri sotto controllo di ospedali e rianimazioni frenano i timori. Il 97% dei contagiati non ha sintomi. Il governatore Luca Zaia giudica un nuovo lockdown nazionale come una sconfitta ma non esclude invece chiusure locali e circoscritte anche nella sua Regione.

Ricciardi: stop mirati, tutelare scuole e aziende

Il consigliere del ministro della Salute per l'emergenza Covid-19, Walter Ricciardi, ha detto di aver indicato chiusure mirate nelle regioni con altissima circolazione del virus, finalizzate a consentire lo svolgimento delle attività scolastiche e produttive. "Le chiusure, nelle zone dove l'indice di contagio è superiore a 1, dovranno riguardare punti di aggregazione come circoli, palestre, ed esercizi commerciali non essenziali. Mentre lo smart working dovrebe diventare la forma ordinaria di lavoro in tutto il Paese", ha detto Ricciardi.

Massimo Galli, virologo dell'Ospedale Sacco di Milano, intervistato da Repubblica ha espresso preoccupazione per il capoluogo lombardo "La situazione si sta facendo molto allarmante, al limite della saturazione; ci sono forti criticità anche altrove. Abbiamo assoluto bisogno di far funzionare le indicazioni del decreto del governo. Diversamente la strada già tracciata è quella degli altri Paesi europei", ha detto il virologo.

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