A Napoli manca il sangue negli ospedali e gli interventi in sala operatoria sono a rischio

Possono essere rinviate le operazioni programmate non urgenti. L'Ospedale Cardarelli: abbiamo bisogno di 150 donazioni al giorno, ma in estate siamo molto al di sotto
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July 21, 2026
A Napoli manca il sangue negli ospedali e gli interventi in sala operatoria sono a rischio
Con l'estate tornano a scarseggiare le scorte di sangue / ImagoEconomica
Come ogni estate, puntualmente le scorte di sangue calano. Ma non diminuisce invece la necessità, per gli ospedali, di averne a disposizione sempre la stessa quantità. L’ospedale Cardarelli di Napoli - il più grande del capoluogo campano e dell’intero Sud Italia - ne è talmente a corto che cominciano a essere a rischio gli interventi già programmati non urgenti, ha fatto sapere ieri la direzione sanitaria. Il Cardarelli necessita infatti di almeno 150 donazioni al giorno per poter rispondere alla mole di lavoro a cui devono far fronte ogni anno i suoi medici. Che, in termini numerici, si traduce in 30mila operazioni e 70mila pazienti accolti nel proprio pronto soccorso.
Quelle 150 donazioni di sangue occorrono per assicurare le normali attività assistenziali, sia nell’area dell’emergenza-urgenza sia in quella degli interventi programmati. Ma in estate il meccanismo si inceppa, per il venir meno della disponibilità a donare: i donatori che vanno in vacanza, oppure fenomeni più strutturali, come il sopraggiungere di patologie e il superamento del limite d’età dei volontari storici, a cui fanno fatica a subentrare nuovi altri più giovani. Sono queste le principali ragioni che spiegano quel che sta succedendo in questo periodo al Cardarelli e in altri luoghi di cura italiani.
«Gli ospedali non devono essere lasciati soli – dice il direttore generale del nosocomio napoletano, Antonio D’Amore −. La donazione è un gesto semplice, indolore, che porta via pochi minuti, ma testimonia un atto di solidarietà e di generosità enorme. Basti pensare che una sola può arrivare a salvare fino a tre vite. La situazione con cui dobbiamo fare i conti è davvero molto delicata. Non soltanto per quanto riguarda gli interventi non urgenti e programmati, ma anche per quel che concerne l’emergenza. Il Cardarelli viaggia infatti – spiega il suo direttore – intorno a una media giornaliera di oltre 200 accessi, e il 58 per cento dei casi è rappresentato da codici a media ed alta intensità di cura, cioè azzurri, arancioni e rossi. Al nostro ospedale servono ogni giorno 150 donazioni di sangue per assicurare le normali attività assistenziali, e purtroppo siamo molto al di sotto di tale fabbisogno in questo periodo estivo. Ecco perché chiunque può farlo deve compiere questo gesto. Rivolgo un appello, pertanto, a coloro che sono in buona salute e non hanno superato i 65 anni di età: venite a donare il sangue».
Con l’obiettivo di fronteggiare il calo estivo delle donazioni, il Cardarelli ha anche dato vita a una campagna di comunicazione che ha coinvolto volti noti come Stefano De Martino, Pierluigi Pardo, Myrta Merlino, Marco D’Amore e Lina Sastri. Perché, tiene a sottolineare la direzione dell’ospedale, «il sangue non si può fabbricare in laboratorio, ma si può solo donare». Prima di rivolgersi a personaggi famosi perché il loro appello a donare risuonasse soprattutto sui social network, i dirigenti del principale nosocomio meridionale si erano rivolti l’anno scorso agli stessi primari, nella doppia veste di donatori e testimonial. Sempre ieri, intanto, la Fiaso - la Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere - ha lanciato un appello pubblico per incentivare la donazione in questo periodo. «Prima della valigia, metti in agenda una donazione», è l’invito ai cittadini a donare il sangue prima di partire per le vacanze, «un gesto semplice e prezioso per garantire continuità all’assistenza anche nei mesi estivi. Nel 2025, in Italia, quasi 3 milioni di donazioni hanno permesso di curare circa 638mila pazienti: in media oltre 1.700 ogni giorno», fa sapere la Fiaso. «Ogni estate, queste tendono fisiologicamente a diminuire, ma il bisogno di sangue resta costante − afferma il presidente Giuseppe Quintavalle −. Donare è un gesto semplice, sicuro e concreto, che fa la differenza per molte persone. Invitiamo tutti coloro che ne hanno la possibilità a programmare la propria donazione prima della partenza».

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