Fede a fumetti da Fra Tino ai missionari (passando per Snoopy)

"Fede a strisce" 2026 premia il volume di Filippo e Renzo Maggi che raccoglie testimonianze autentiche dei missionari del Pime
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July 22, 2026
Fede a fumetti da Fra Tino ai missionari (passando per Snoopy)
Una tavola di "Ad gentes" di Filippo e Renzo Maggi
C'è un fumetto che racconta la missione nelle foreste dell'Amazzonia, un altro che fa sorridere con un piccolo frate francescano, un altro ancora che parla di amicizia tra i ragazzi di un oratorio. Ma anche supereroi “improbabili” come Rat-Man o il bracchetto Snoopy e personaggi come Linus (spesso abbracciato alla sua coperta) che affrontano grandi "fame d'assoluto" e riflessioni su Dio. Tutti dimostrano la stessa cosa: anche il linguaggio delle "nuvolette" può farsi luogo di ricerca del senso ultimo dell'esistenza. È questa, da vent'anni, la scommessa di "Fede a Strisce – Famiglia Ramberti", unico premio italiano dedicato ai fumetti che contengono elementi religiosi, assegnato nell'ambito della 42ª edizione di Cartoon Club, il Festival internazionale del cinema d'animazione, del fumetto e dei games di Rimini. Un riconoscimento originale che continua a ricordare come si possa parlare di fede con stile, senza retorica, anche attraverso una tavola disegnata e un balloon. A imporsi è stato Ad Gentes. Racconti dalla missione (Festina Lente), il doppio volume di Filippo e Renzo Maggi che raccoglie testimonianze autentiche dei missionari del Pime trasformandole in tavole a fumetti. Storie di coraggio, povertà, incontri inattesi e piccoli miracoli quotidiani, dove la fede non resta un concetto astratto ma prende forma nella vita delle persone. Le vicende, pubblicate originariamente su Italia Missionaria, sono restituite con grande attenzione non solo alla dimensione spirituale, ma anche ai contesti storici e geopolitici, dall'Africa al Myanmar. La motivazione della giuria, presieduta dal giornalista ed esperto di fumetto Stefano Gorla, parla di "una brillante antologia che recupera i lavori dei fratelli Maggi realizzati per Italia Missionaria, rileggendo l'esperienza missionaria con attenzione allo sviluppo geopolitico dei Paesi, all'architettura, agli elementi religiosi e all'ambiente delle vicende narrate". Accanto al vincitore, una menzione speciale è andata ad Athos per Fra Tino – Cielo a pecorelle (Sbam! Libri), dedicata al piccolo frate nato nel 1982 sulle pagine de Il Giornalino. Un fumetto senza parole che, da oltre quarant'anni, racconta con ironia e delicatezza una comicità ispirata alla "perfetta letizia" francescana. Il premio, intitolato alla memoria di Roberto Ramberti, santarcangiolese impegnato accanto ai più fragili e vicino alla spiritualità francescana, continua così a testimoniare come il fumetto possa essere anche uno spazio di ricerca spirituale. Tra i titoli selezionati dalla giuria compare anche “La Banda”, serie pubblicata da dieci anni sul Messaggero dei Ragazzi. Un piccolo record di longevità per un fumetto italiano che, attraverso la vita di un gruppo di ragazzi attorno alla parrocchia e all'oratorio, affronta con ironia e freschezza temi come amicizia, accoglienza, rispetto e responsabilità, dimostrando che esiste ancora uno spazio per storie capaci di coniugare intrattenimento e valori. "Nel fumetto mainstream italiano – osserva Stefano Gorla – i contenuti religiosi espliciti sono oggi piuttosto rari. Eppure continuano ad affiorare opere che aprono domande di senso. Penso, ad esempio, al manga Taiga di Kōji Mori, dove la riflessione sulla nascita della coscienza assume un respiro sorprendentemente spirituale". Una constatazione condivisa, seppure con toni più critici, da Alessandro Bottero, sceneggiatore e componente della giuria. "Le principali case editrici italiane continuano sostanzialmente a evitare racconti con un autentico elemento religioso o spirituale. Si affrontano i temi più diversi, ma la religione sembra ancora un tabù. Per fortuna esistono editori indipendenti che hanno il coraggio di percorrere questa strada". È proprio qui che il Premio "Fede a Strisce" continua a mostrare la sua originalità. In un panorama editoriale dove la dimensione religiosa fatica a trovare spazio, il riconoscimento riminese valorizza opere capaci di raccontare il Mistero senza retorica e senza trasformarlo in semplice apologetica. Le storie premiate dimostrano che il linguaggio del fumetto, spesso considerato soltanto intrattenimento, può diventare uno strumento efficace per interrogare la coscienza, raccontare la speranza e aprire percorsi di significato. Perché anche una tavola disegnata, una vignetta o un balloon possono custodire domande profonde. E ricordare che, tra le nuvole del fumetto, c'è ancora spazio per il Vangelo e per la ricerca del senso della vita.

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