Accoglienza. Sospesa la norma sui sacerdoti come pubblici ufficiali


Paolo Lambruschi venerdì 11 agosto 2017
Il governo ascolta le rimostranze di chi opera accanto ai richiedenti asilo. Sospeso il trasferimento dell’incarico ai responsabili dei centri
Sospesa la norma sui sacerdoti come pubblici ufficiali

Sospese sul filo di lana dal Viminale le disposizioni del decreto Minniti che avevano introdotto disposizioni per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale. Ma che in sostanza trasferivano a partire da domani ai responsabili dei centri di accoglienza il compito di comunicare formalmente agli ospiti gli atti delle Commissioni territoriali, compresa quindi la decisione sugli esiti della loro domanda di asilo. Quindi poteva essere il parroco a comunicate un’espulsione. In più riprese la era stata la Caritas ambrosiana, che da tempo collabora con le autorità nell’accoglienza dei profughi sul territorio della diocesi milanese, a esprimere perplessità e preoccupazioni. Il decreto, sosteneva l’ente ecclesiale, avrebbe trasformato di fatto i responsabili dei centri di accoglienza, e indirettamente i parroci nel caso dell’accoglienza in parrocchia, in ufficiali giudiziari, con responsabilità penali e civili.

Era stato il direttore di Caritas Ambrosiana Luciano Gualzetti a ribadire, dopo che la Caritas italiana aveva inviato una lettera al ministro dell’Interno Minniti, l’adozione di un intervento correttivo o esplicativo della norma. In caso contrario, aveva aggiunto Gualzetti «ci vedremmo costretti a rimodulare il nostro piano di ospitalità diffusa così come è stato concepito». Caritas Ambrosiana ospita e ha inserito in percorsi di integrazione circa 2.200 richiedenti asilo nel territorio della diocesi di Milano. Ieri la richiesta è stata accolta. In serata è stata diffusa una circolare dalla Commissione nazionale per il diritto d’asilo per chiarire che il Viminale ha bisogno di «ulteriori approfondimenti tecnico-organizzativi » e per tale ragione il ministro ha optato «sino a nuovo avviso» per la sospensione delle norme. Non cambia nulla dunque e le comunicazioni sugli esiti delle domande di asilo verranno recapitate agli ospiti dei centri ancora dalle pubbliche autorità. Intanto ieri il ministero dell’Iinterno ha reso noto che in Italia sono in calo le accettazioni delle domande asilo e contemporaneamente sono esplosi i ricorsi. A giugno i no delle commissioni alle richieste di protezione internazionale nel nostro paese sono arrivati al 58% mentre i ricorsi contro i dinieghi nel 2016 hanno supe- Srato quota 46 mila, con altrettanti procedimenti. Il dato è stato di recente reso noto dalla Settima commissione del Csm, che ha chiesto un cambio di passo per far fronte al contenzioso.

Continuano a diminuire anche gli arrivi sulle coste italiane. Dall’inizio dell’anno a oggi sono sbarcati 96.861 migranti, il 3,46% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (100.328). Secondo il Viminale al calo contribuiscono soprattutto i dati degli sbarchi di luglio (11.459 contro 23.552, il 51,3% in meno) e di agosto (1.648 in dieci giorni contro i 21.294 dell’agosto 2016). Restano pochi i ricollocamenti: 7.942 le persone trasferite in diciotto Paesi, cui vanno aggiunte 673 richieste approvate ma in attesa di trasferimento e 1.294 richieste in attesa di approvazione. I minori stranieri non accompagnati sono 12.583 nei primi sette mesi del 2017.

© Riproduzione riservata

ARGOMENTI:

Migranti

Marco Impagliazzo
Stabilizzazione della Libia, politiche di co-sviluppo, nuovo decreto flussi, ricongiungimenti, corridoi umanitari. Cosa fare in concreto per affrontare al meglio un fenomeno epocale.