L'estate calda dei genitori lavoratori, tra campus aziendali e coworking con l'asilo

Per gestire i figli quando le scuole chiudono le imprese offrono iniziative interne per i figli dei dipendenti. Le proposte di Nestlé, Generali e Ferrari. E i freelance si organizzano con gli uffici condivisi, con il "summer camp" integrato
Google preferred source
June 11, 2026
L'estate calda dei genitori lavoratori, tra campus aziendali e coworking con l'asilo
Attività estive per bambini nel quartiere di San Giovanni a Teduccio a Napoli
L’estate sta per cominciare e le giornate si allungano. Soprattutto per i genitori italiani alle prese con il dilemma della gestione dei figli. Dal suono dell’ultima campanella a giugno fino alla ripresa quasi a metà settembre trascorrono 14 settimane lungo le quali mamme e papà lavoratori si trovano a doversi destreggiare tra l’accaparrarsi un posto a caro prezzo in un centro estivo, appoggiarsi agli oratori feriali – che però non sono ugualmente diffusi lungo tutta la Penisola – o rassegnarsi al dover chiedere ferie extra al datore di lavoro. Per le famiglie italiane la conciliazione tra famiglia e lavoro in estate si fa estrema: una ricerca della piattaforma di salute mentale Unobravo ha calcolato che il 75% sperimenta una stanchezza costante caratterizzata da irritabilità e frustrazione. Una situazione pesante per la quale – secondo un sondaggio condotto nel 2025 da WeWorld su tremila coppie – un genitore su venti arriva a lasciare la professione per far fronte a questo tempo. E a pagare il prezzo più alto sono in primis le madri, su cui ricade la maggior parte del carico di lavoro di cura.
Per ovviare alla questione delle vacanze scolastiche più lunghe d’Europa, ci si muove anche a livello privato e le aziende si organizzano: alcune (sono circa il 20% secondo una stima del 2021 dell’Osservatorio sul Capitale Umano della multinazionale Mercer) offrono nel proprio pacchetto di welfare contributi per coprire i campi estivi; altre – meno numerose ma in crescita – offrono campus interni riservati ai figli dei dipendenti. «Ci siamo accorti già quindici anni fa – spiega per esempio Giacomo Piantoni, responsabile delle risorse umane di Nestlé – che tra i dipendenti aumentavano le famiglie a doppio reddito senza nonni a supporto: perché lontani o essi stessi ancora lavoratori. Ovviamente per queste famiglie le scuole chiuse 90 giorni all’anno erano un problema, così abbiamo ideato un centro estivo aziendale, chiamato proprio “Campus 90 giorni” che funziona per tutto giugno e luglio e poi riapre all’inizio di settembre, prima della ripresa scolastica».
Concretamente alcune sale riunioni nella sede di Assago, durante l’estate, vengono ridestinate a una cinquantina di bambini, figli dei dipendenti dai 5 ai 12 anni che – durante l’orario di lavoro dei genitori – vengono seguiti dagli educatori dell’associazione Stripes. «Ciò che fa funzionare queste esperienze – sottolinea Piantoni – è la vicinanza fisica tra figli e genitori: arrivano insieme, si incontrano durante le pause, condividono la mensa». L’esperimento è ormai rodato tanto che l’azienda lo ha testato anche nella fabbrica di San Giorgio in Bosco (Padova) e ora sta pensando di aprirne anche in altre sedi.
Qualcosa di simile succede a Maranello dove Ferrari ha modellato il proprio campo sugli orari della fabbrica: “Formula Estate Junior” apre alle 7,30 del mattino e chiude alle 20,30 per coprire i turni dei lavoratori e – collaborando con scuole, educatori e Comuni del territorio – arriva ad accogliere ogni anno circa 900 bambini. Dal 2018, invece, Allianz ha trasformato le sedi di CityLife a Milano e quella storica di Trieste in spazi condivisi tra lavoro e genitorialità: durante l’estate i figli dei dipendenti timbrano il cartellino insieme ai genitori e trascorrono la giornata in ufficio seguiti da educatori professionisti, tra laboratori creativi, sport e compiti. Unipol ha invece pensato di dedicare la propria proposta estiva – aperta a tutti ma prioritariamente ai figli dei colleghi – ai ragazzi tra i 12 e i 17 anni, una fascia d’età spesso dimenticata anche dai campus aziendali, con laboratori di cinema, doppiaggio, animazione e disegno manga ospitati negli spazi del museo d’impresa Cubo di Bologna. Chi non ha modo di costruire centri estivi interni prevede però convenzioni: lo fa Intesa Sanpaolo erogando contributi per oltre settemila ragazzi dai 4 ai 14 anni per frequentare un centro estivo di libera scelta ma anche Poste Italiane e Tenaris Dalmine presso campus convenzionati.
In aggiunta a queste iniziative, per salvare l’estate dei genitori lavoratori numerose tra le grandi aziende mettono in campo lo smartworking elastico: per esempio Generali – che pure prevede nel proprio pacchetto welfare campus estivi, asili nido aziendali e convenzionati – consente una gestione ancora più autonoma e flessibile della presenza e dell’orario in sede per chi ha figli under 14. Nestlé invece lascia a ogni team la possibilità di scegliere la quantità di giorni in presenza e da casa in funzione delle attività ma anche del periodo dell’anno per bilanciare al meglio scadenze ed esigenze familiari.
A tal proposito anche i lavoratori full remote si stanno ormai organizzando per trovare soluzioni alle scuole chiuse: perché se lavorare da casa aiuta a conciliare il tempo familiare con le scadenze lavorative, dedicare attenzione ai figli è un mestiere a tempo pieno che difficilmente si riesce a concretizzare quotidianamente senza un aiuto dedicato. Per questo, soprattutto nelle grandi città, stanno nascendo coworking attrezzati con servizio babysitting o un vero e proprio asilo integrato. Le mamme e i papà lavorano alla scrivania e, accanto, i figli giocano seguiti da educatori professionisti. A Milano “QF – Quoziente Famiglia” è uno dei pionieri di questa soluzione: «Lo abbiamo creato nel 2014 – ci spiega Erika Martinazzoli, grafica e fondatrice dello spazio insieme alla psicologa Raffaella Celi – con la volontà di conciliare lavoro e famiglia. Da neomamme e libere professioniste, per noi era fondamentale creare un ambiente dove lavorare e gestire i figli. Così abbiamo aperto un coworking su due piani: uno dedicato a scrivanie e uffici, il classico spazio di lavoro condiviso, e l’altro riservato ai bambini dei genitori che lavorano qui». A usufruire del servizio per l’80% sono mamme lavoratrici ma oggi l’asilo si è ampliato, ha 20 posti e serve anche le famiglie del quartiere. QF resta aperto tutto l’anno e – a luglio e agosto – attiva un campus estivo proprio all’interno del coworking, aperto per i figli dei lavoratori dell’ufficio ma anche a chi non trova posto in un centro estivo. «L’idea di attivare una soluzione per l’estate ci è venuta fin da subito, perché sappiamo bene cosa vuol dire gestire questo periodo: il campus è organizzato con attività e laboratori ed è ultra flessibile, aperto dalle 8 alle 18 e frequentabile su base settimanale. Il massimo per andare incontro alle esigenze dei genitori di oggi nella stagione più critica per le famiglie».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire