La strage di ragazzini sulle strade. In arrivo altre misure per la prevenzione: serviranno?
di Luca Mazza
Tra sabato e domenica 28 morti, nove dei quali con meno di 18 anni. Vertice di governo in settimana per studiare nuove iniziative di educazione stradale

Ancora un weekend drammatico sulle strade italiane. Ancora tante giovanissime vite spezzate per sempre da incidenti con conseguenze mortali e causati da diversi fattori: scelte scellerate (basti pensare ai nove passeggeri in auto omologata per cinque nella strage di Senago in cui sono morti due minorenni e una 18enne di Paderno Dugnano, finiti con la vettura in un canale), velocità eccessiva, guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di droghe. Tra sabato e domenica, riferisce l'Osservatorio sulla sicurezza stradale Asaps, sono stati 28 i morti, nove dei quali con meno di 18 anni. Quasi in un terzo dei casi, quindi, si tratta di minorenni. Se si inizia a contare già dal venerdì le vittime salgono a 43.
La tragedia che si è consumata a notte fonda nelle strade della provincia milanese si aggiunge alla lunga serie degli incidenti mortali del fine settimana, dalla Versilia alla Liguria, da due minorenni deceduti per uno scontro in scooter a Salerno alla ciclista amatoriale uccisa nel Palermitano da un sorpasso folle su una strada stretta. Tra le categorie più colpite ci sono i pedoni e i ciclisti. Dai dati Asaps, da inizio anno si registrano già 200 vittime tra i primi e oltre 100 tra chi andava in bicicletta. Al 30 aprile scorso i sinistri stradali - nei primi quattro mesi dell'anno - secondo i dati forniti dalle forze dell'ordine, sono stati circa 23mila, in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno mentre le vittime sarebbero in lieve calo. Una flessione per cui c’è poco da festeggiare visti i tantissimi ragazzi che escono nel weekend per non rientrare mai più a casa.
Tragedie che si susseguono da Nord a Sud e che hanno portato il governo ad attivarsi per mettere in campo nuovi interventi sul fronte della prevenzione. Due giorni fa, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha annunciato che verrà fissato già in settimana un incontro col collega Matteo Piantedosi sull'emergenza legata alla sicurezza stradale. L’idea è quella di potenziare il piano educativo: «Vorrei andare a casa di questi ragazzi e cercherò di trovare il modo di fare un giro dei licei e dei neopatentati». C’è anche chi chiede un investimento culturale sui ragazzi molto più forte di previsto attualmente. L'associazione Vittime Incidenti Stradali, attraverso le parole del presidente Domenico Musicco, sottolinea che siamo in presenza di una «emergenza sociale», a volte non abbastanza considerata come tale. «Il nuovo Codice, come avevamo detto, non basta a fermarla». Musicco torna inoltre a chiedere l'introduzione dell'educazione stradale obbligatoria nelle scuole. «Abbiamo sollecitato più volte questo intervento e a breve avremo un incontro con il ministero dell'Istruzione».
Chi già da tempo lavora sul campo per evitare le stragi di ragazzi sulle strade è l’associazione “Ragazzi On the Road”, fondata due decenni fa, che continua a portare i ragazzi accanto alle Forze dell’Ordine, alle Polizie Locali, ai soccorritori, ai medici, agli operatori del Numero d’emergenza Unico Europeo 112 e a chi ogni giorno raccoglie le conseguenze di certe scelte. «Non lo facciamo per spaventarli, ma per aiutarli a guardare la realtà negli occhi e arrivare prima che sia troppo tardi – spiega Alessandro Invernici, giornalista, fondatore e vicepresidente di Ragazzi On the Road –. Siamo presenti in oltre 160 Comuni e vogliamo coinvolgerne altri. Continueremo a incontrare giovani, ascoltarli, accompagnarli e provare a trasmettere loro ciò che troppo spesso la società fatica a comunicare: il senso del limite, della responsabilità e soprattutto il valore della vita».
Purtroppo, nel weekend, l’associazione On The Road ha perso anche uno dei suoi ragazzi. Gabriele Sorgon, 18anni, che aveva partecipato a corsi sull’educazione stradale, è morto in un incidente durante una gita in moto tra amici domenica pomeriggio in provincia di Pordenone. Fatale è stato uno scontro con un’auto mentre era in sella alla sua Kawasaki Ninja. «Mentre piangiamo Gabriele, diversi giovani che hanno appena concluso il loro percorso hanno scelto di entrare nello staff dell’associazione per dedicare tempo, energie e passione ad altri loro coetanei – afferma Invernici – . È il segno più bello che possiamo raccogliere da questo enorme dolore: ragazzi che decidono di mettersi al servizio di altri ragazzi, attraverso quell’educazione tra pari che rappresenta il cuore del nostro modello».
In attesa di conoscere i nuovi interventi del governo sull’educazione stradale, Autostrade per l’Italia si appresta a lanciare nuove iniziative di comunicazione e sensibilizzazione per l’estate, sulla scia di un impegno che prosegue da anni su questo fronte per rafforzare la consapevolezza sull’importanza del rispetto delle regole. La nuova campagna di comunicazione va in questa direzione e prenderà il via il 6 luglio, promossa da Aspi in collaborazione con la Polizia di Stato. Al centro dell’iniziativa il messaggio “La sicurezza ci rende tutti campioni”, un invito positivo e inclusivo che richiama ogni automobilista alla propria responsabilità. A prestare il volto alla campagna saranno due grandi protagoniste dello sport italiano: la campionessa paralimpica Ambra Sabatini e la campionessa olimpica Francesca Lollobrigida. Attraverso le loro storie e i valori che rappresentano – determinazione, disciplina, attenzione e rispetto delle regole – le due atlete interpreteranno il messaggio della campagna, costruita sul parallelismo tra il percorso di un campione e quello di chi ogni giorno si mette alla guida.
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