La storia a lieto fine della metropolitana di Catanzaro
Avviato per ora a livello sperimentale, il servizio di superficie consentirà collegamenti rapidi all’interno di un esteso e frammentato territorio cittadino

Dopo quasi vent’anni di attese, rinvii, ripartenze e carte bollate, dal Sud arriva una storia che va in direzione ostinata e contraria rispetto al luogo comune dell’incompiuta permanente. Catanzaro vede finalmente muoversi i treni della sua metropolitana. E non si tratta solo dell’avvio di un servizio di trasporto, ma anche della chiusura simbolica di una lunga parentesi fatta di scetticismo e disillusione. Un segnale che parla all’intero Mezzogiorno e che dimostra come anche qui opere complesse possano diventare realtà.
Con la prima corsa sperimentale della linea A, tra i quartieri Sala e Lido, il capoluogo calabrese entra in una nuova fase della propria storia urbana. Città con meno di 100mila abitanti, Catanzaro ha un territorio comunale vastissimo e frammentato, che si estende dal mare Ionio fino alle soglie della pre-Sila. Quartieri distanti, funzioni urbane separate, poli cresciuti nel tempo senza un vero asse di collegamento: è anche per questo che la metropolitana di superficie è stata a lungo una necessità strutturale. Il tratto inaugurato nei giorni scorsi misura oltre 8,5 chilometri e comprende cinque fermate. È solo una parte del progetto complessivo, ma restituisce già la dimensione dell’opera: un’infrastruttura pensata per ricucire una città lunga e disarticolata, sospesa tra collina, mare e nuovo polo direzionale. «Quest’opera non è soltanto un collegamento ferroviario, ma un segno di speranza concreta per una comunità che ha bisogno di sentirsi unita e proiettata in avanti», ha sottolineato all’inaugurazione l’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, monsignor Claudio Maniago.

Il progetto nasce nel 2007, in una stagione in cui la Calabria provava a immaginare infrastrutture capaci di reggere il confronto con le grandi aree urbane del Paese. I fondi europei iniziali, pari a 145 milioni di euro, furono stanziati quando alla guida della Regione c’era Agazio Loiero e sindaco era Rosario Olivo. Da allora il percorso si è fatto accidentato: ritardi burocratici, varianti in corso d’opera, rimodulazioni finanziarie, fasi di stallo che hanno fatto temere più volte l’ennesima incompiuta. «Quando ci siamo insediati – ha ricordato il presidente della Regione Roberto Occhiuto – non c’era nemmeno una pietra. Oggi questa metropolitana è la dimostrazione che anche in Calabria le cose si possono fare e si possono fare bene, se c’è sinergia istituzionale».
A regime la metropolitana sarà articolata su tre linee. Le linee A e B collegano Catanzaro Lido a Catanzaro Sala, mentre la linea C, il cui completamento è previsto entro questo mese, unirà Germaneto FS a Sala. Da qui, grazie al sistema a cremagliera, si raggiunge la stazione di Catanzaro Città. Un asse fondamentale che mette in comunicazione il quartiere marinaro, il centro storico e la zona di Germaneto, dove si concentrano la Cittadella regionale, l’Università e il Policlinico Mater Domini. «Catanzaro oggi si proietta nel futuro – ha evidenziato il sindaco Nicola Fiorita -. Questa metropolitana è un’infrastruttura strategica sotto il profilo della mobilità e della visione urbana». Fiorita ha voluto anche ringraziare «chi quest’opera l’ha pensata e avviata, e chi ha governato a lungo il processo. Questo risultato è il frutto di un lavoro che attraversa più stagioni».
Dal punto di vista tecnico e realizzativo, l’opera si sviluppa su circa 14 chilometri di linea ferroviaria, con 11 tra fermate e stazioni, 8 chilometri a doppio binario e 22 chilometri complessivi di binari posati. Gallerie, viadotti, sottopassi e opere idrauliche sono stati realizzati in un contesto urbano complesso e densamente antropizzato. A completare l’infrastruttura la Vianini Lavori, che ha portato a termine l’opera in due anni e mezzo dopo una lunga fase di criticità iniziali, grazie anche alla collaborazione con la Regione Calabria. L’investimento complessivo ha raggiunto circa 180 milioni di euro, in parte coperti da fondi europei. Nella fase iniziale il servizio sarà parziale, in attesa del completamento dei sistemi di segnalamento e sicurezza da parte di Ferrovie della Calabria. A pieno regime, però, la frequenza delle corse potrà ridursi a pochi minuti, rendendo la metropolitana un vero asse portante della mobilità urbana, consentendo di raggiungere rapidamente dal centro città il quartiere Lido, la Cittadella regionale, l’Università e il Policlinico. La metropolitana di Catanzaro diventa così qualcosa di più di un’infrastruttura, la riprova che anche al Sud obiettivi complessi possono essere raggiunti. E restituisce a una città e a una regione spesso raccontate solo attraverso le loro difficoltà l’immagine concreta, e finalmente in movimento, di un futuro possibile.
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