La radioterapia per i bambini? Non fa più paura se accanto c'è Capitan Delfino

L’esperienza di Silvio Irilli, fondatore di Ospedali dipinti che trasforma i reparti ospedalieri per renderli più a misura dei piccoli pazienti. «Così ho realizzato il mio sogno
di fare il pittore»
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June 27, 2026
La sala di radioterapia oncologica dell'ospedale di Salerno tutta dipinta in azzurro e con delfini che nuotano sulle pareti / Ospedali dipinti
La sala di radioterapia oncologica dell'ospedale di Salerno / Ospedali dipinti ©©
Se hai Capitan Delfino nella stanza accanto a te o se puoi ammirare sulle pareti le evoluzioni della Sirenetta Sofia, puoi stare tranquillo. Anche la macchina della radioterapia diventa una nave in mezzo a un mare calmo e ci si può rilassare, abbandonati nelle mani di medici e infermieri. Per un bambino con una grave patologia o con disabilità complesse, esami diagnostici e terapie sono spesso fonte di grandi tensioni quando non addirittura di crisi di panico. Un ambiente a misura di bambino, con grandi disegni di “personaggi” sorridenti, colori vividi e scenari da favola, può fare un’enorme differenza.
«Fino a ridurre del 70% la necessità di sedazione dei bambini da sottoporre a radioterapia per la cura di alcuni tumori infantili», spiega Silvio Irilli, fondatore e anima artistica di “Ospedali dipinti”, società benefit che progetta e realizza l’umanizzazione dei reparti ospedalieri. «Attraverso l’arte trasformiamo gli ospedali in ambienti di speranza ed emozione, per far viaggiare con la fantasia i piccoli pazienti e gli adulti, per semplificare le terapie e stare accanto alle famiglie, ai medici e infermieri». L’idea nasce nel 2012 quando un medico del Gemelli, dopo aver visto il grande soffitto dell’acquario di Atlanta dipinto da Silvio Irilli, gli chiede un progetto per il grande ospedale di Roma. «Da quell’esperienza ci siamo resi conto dei grandi benefici che un ambiente accogliente, nel quale il piccolo paziente possa “immergersi”, riveste per il rapporto con il medico, le terapie e i macchinari che vengono utilizzati – spiega Irilli –. Sono stati provati la riduzione dello stress e del dolore percepito, un maggiore benessere psicologico ed emotivo dei piccoli, che può rappresentare una parte significativa del loro processo di guarigione».
Da quella prima esperienza positiva, in 14 anni sono diventati 41 gli ospedali “dipinti” e 70 i reparti pediatrici trasformati, per un totale di oltre 10mila metri quadrati di pareti decorate. Tecnicamente, in realtà, si tratta di una sorta di tappezzeria, una pellicola in pvc che viene prima stampata e poi applicata direttamente al muro o su pannelli di supporto. «Questa tecnica che abbiamo sviluppato ha due grandi vantaggi: il primo è che riusciamo a trasformare un reparto da pareti grigie a colorate in un solo giorno, senza dover “occupare” per settimane degli spazi di cura, come avverrebbe dipingendo tutto con vernici e pennelli – dice ancora l’artista Irilli –. Il secondo è che la pellicola è facilmente lavabile e sterilizzabile senza rischiare di “rovinare” i disegni». Tutti i progetti di trasformazione vengono donati agli ospedali e sono finanziati o attraverso aziende sponsor oppure grazie alla raccolta fondi di associazioni di malati o di volontariato, alle quali Ospedali dipinti offre visibilità e collaborazione.
«Il mio sogno, fin da bambino, era fare il pittore. Poi gli studi e la vita mi avevano portato da tutt’altra parte, fino a quando ho iniziato a disegnare caricature per i giornali sportivi e ho poi avuto l’occasione di dipingere appunto il soffitto dell’acquario di Atlanta e da lì la svolta», racconta Silvio Irilli che ora ha 56 anni. «Pensare che Capitan Delfino, il coniglio Super Joy o il nuovo personaggio dell’astronauta bambino Kyro possano portare un beneficio concreto ai più piccoli, è la migliore realizzazione di quel sogno di bambino».
L'artista Silvio Irilli, fondatore di "Ospedali dipinti"
L'artista Silvio Irilli, fondatore di "Ospedali dipinti" mentre colora un muro di un reparto /Ospedali dipinti
La sala di radioterapia dell'ospedale di Salerno com'era prima dell'intervento di Irilli / Ospedali dipinti
La sala di radioterapia dell'ospedale di Salerno, bianca e fredda, com'era prima dell'intervento di Irilli

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