La lezione di Eleonora in quel «grazie a chi non ha mai lasciato la mia mano»

La veterinaria 29enne scampata al rogo di Crans-Montana sui social rivolge i suoi pensieri alla famiglia, al fidanzato, ai medici. Le sue parole raccontano la volontà di guardare ciò che resta umano e prezioso anche davanti all’orrore
January 24, 2026
La lezione di Eleonora in quel «grazie a chi non ha mai lasciato la mia mano»
Crans-Montana, una foto postata sui social da Eleonora Palmieri dopo l’incendio di Capodanno / Fotogramma
Più che il volto segnato dalle ustioni, c’è l’immagine simbolica di una mano al centro del post di Eleonora. Una mano che non l’ha mai lasciata: né al Le Constellation quella notte di Capodanno, né nelle settimane successive, tra corsie, stanze d’ospedale e lunghi silenzi. Una mano che racconta la forza e l’amore che l’hanno sostenuta nei momenti più duri, dalle prime ore del 2026 fino a oggi. Eleonora Palmieri, 29 anni, veterinaria originaria di San Giovanni in Marignano (Rimini), sopravvissuta e gravemente ferita al rogo di Crans-Montana, dopo un ricovero all’ospedale Niguarda di Milano, nelle ultime ore è stata trasferita a Cesena, al Centro Grandi Ustionati. Ora è più vicina a casa. Sta meglio, anche se è consapevole che il percorso di guarigione sarà ancora lungo. Da qualche ora la giovane romagnola è tornata attiva sui social, con immagini e parole che colpiscono. Ha deciso di mostrare sia le foto di lei prima del 31 dicembre scorso sia il suo viso com’è oggi, dove l’accenno di un sorriso prevale sulle cicatrici.
Il post pubblicato da Eleonora Palmieri sui social
Il post pubblicato da Eleonora Palmieri sui social
Non solo. Avrebbe potuto urlare rabbia, esternare dolore, piangersi addosso, gridare giustizia e chiedere pene severe per i responsabili della tragedia svizzera. Ne avrebbe avuto il pieno diritto, ma non l’ha fatto. Selezionando fotografie e frasi da pubblicare per il suo ritorno sui social, Eleonora ha compiuto altre scelte. «Voglio dire grazie a chi non ha mai lasciato la mia mano: alla mia famiglia e al mio fidanzato che è rimasto insieme a me anche in quella stanza d’ospedale – ha scritto -. Un ringraziamento immenso va ai medici e a tutto il personale sanitario degli ospedali che mi stanno curando con estrema professionalità e umanità».
Non sono parole di circostanza. Raccontano la volontà di guardare ciò che resta umano e prezioso anche davanti all’orrore. Anche quando tutto crolla, ci si può rialzare e ripartire. Eleonora non nasconde timori e fragilità, ma la sua determinazione non vacilla. «Un centimetro alla volta», come scrive lei stessa. Nel post c’è spazio anche per un pensiero a chi non ce l’ha fatta, «agli angeli di quella notte». E allo stesso tempo Eleonora ricorda a chi la tragedia di Crans-Montana l’ha seguita attraverso televisioni e giornali che «dietro ogni articolo e ogni titolo c’è stata la vita vera»: fatta di paura, ma «soprattutto di coraggio e  forza per andare avanti». Non numeri, ma persone. Il messaggio finale del post parla ai coetanei della sua generazione, ma anche agli adulti. Parla a tutti noi. È una lezione di dignità, consapevolezza e amore. «Non smettete mai di onorare la vita!», ci invita a fare dalla stanza di un ospedale. Quella vita a cui Eleonora continua a restare aggrappata, anche grazie a chi non ha mai lasciato la sua mano.

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