Il sindaco pacifista: «Tutti i giovani di Capaci nelle liste di leva potranno dichiararsi obiettori»

di Roberto Puglisi, Palermo
Pietro Puccio, sindaco del Comune siciliano, si attiva per informare tutti i giovani “richiamabili” dell’alternativa civile al servizio militare e comunicarlo al ministero della Difesa: «L’idea nasce dalla necessità di pace»
April 26, 2026
Il sindaco pacifista: «Tutti i giovani di Capaci nelle liste di leva potranno dichiararsi obiettori»
Una manifestazione per la pace organizzata da "Libera dalle mafie"
«Il nostro mondo è alla deriva, si parla di guerra come se fosse una cosa ineluttabile. Con la mia proposta, per quello che si può fare, cerco di dare un segnale anche minimo. Credo che impegnarsi in prima persona sia importantissimo, l’ho pensata sempre così».
Pietro Puccio, 72 anni, è il sindaco di Capaci, incantevole centro a pochi minuti da Palermo. Con la sensibilità che contraddistingue chi cammina, come quasi tutti, accanto alla Storia e se ne ritrae sgomento, nei suoi passaggi più drammatici, ha lanciato un’idea «per ricordare – dice – quanto sia necessaria la pace». E lo ha fatto nel corso di un’assemblea cittadina, celebrata nei giorni scorsi, dal titolo inequivocabile: “Venti di guerra. Conflitti e prospettive di pace”.
«I comuni – spiega Puccio – ogni anno sono obbligati a trasmettere al ministero della Difesa gli elenchi dei giovani che, avendo compiuto diciassette anni, sono d’ufficio nella lista dei richiamabili all’obbligo di leva che è sospeso, ma non abolito. Basta un decreto della Presidenza del Consiglio per ripristinarlo. Cosa possono fare i Comuni a riguardo? Per esempio, raccogliere la preferenza di chi, in caso di chiamata, esprime la volontà di dichiararsi obiettore di coscienza e perciò disponibile a forme di difesa non violenta».
«Il Comune di Capaci – incalza il sindaco – è il primo in Italia che informerà tutti gli interessati di questa opzione, impegnandosi a trasmettere le dichiarazioni al ministero. Così, sarai pronto per il servizio civile, non per combattere, in caso malaugurato di un conflitto che impegni l’Italia. Si tratta di una dichiarazione che è estensibile ai richiamabili, ovvero a coloro che si trovano in una fascia d’età che va dai 18 ai 45 anni. Basta inviare una comunicazione formale al proprio sindaco, chiedendo che, accanto al proprio nominativo nelle liste di leva, venga annotata la qualifica di obiettore di coscienza disponibile al servizio civile».
Pietro Puccio è un politico siciliano di centrosinistra, con un ampio curriculum civile. È stato, in anni lontani, presidente della Provincia di Palermo. Milita nel Partito Democratico. «Non voglio incentivare l’obiezione – puntualizza – ma informare che esiste una strada. Estendo il mio invito agli altri sindaci, alle altre amministrazioni. Finora non ho avuto risposte istituzionali, ma sono contento perché tante associazioni mi hanno contattato. Qualcosa si muove».
La parola “pace” risuona come un balsamo concettuale, offre sollievo, in anni che hanno normalizzato le visioni distopiche dei film di fantascienza.
«Non posso fare a meno di rammentare i riti della Prima Repubblica – prosegue il sindaco -, quando esistevano tensioni nello scenario internazionale, ma l’Italia aveva una politica estera che la portava ad assumere un ruolo da protagonista. Non ho mai avuto politicamente nulla in comune col presidente Andreotti, tuttavia devo riconoscere che come ministro degli Esteri aveva una linea insuperabile. Parlavamo sia con gli arabi che con gli israeliani, riuscendo a trovare un punto d’intesa».
Un politico oltre la settantina conserva memorie di cui altri sono privi e una prospettiva differente.
«Vede – continua il sindaco Puccio – io non ho paura per me. Sono preoccupato per mia figlia, per i giovani. Se mi avessero raccontato quello che stiamo passando, avrei pensato a una bufala, a una barzelletta di Ficarra e Picone, a un film horror o di fantascienza. Il mondo sembra pervaso dall’assuefazione alla violenza. Il Papa ha levato la sua voce forte contro la guerra. Ognuno di noi, nel suo piccolo, ha il dovere di scendere in campo per la pace. Capaci coltiva una splendida tradizione di accoglienza. Purtroppo, non certo per sua colpa, è legata, nell’immaginario collettivo, alla strage orrenda in cui perirono Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e i coraggiosi uomini de lla scorta. Noi vogliamo ribadire che l’unica lotta che conosciamo è in favore dell’armonia, della giustizia e dell’umanità».
E chissà che, un giorno, il nome di questa piccola e bellissima cittadina alle porte di Palermo non sia ricordato per il contribuito che diede al ritorno della ragione, dopo una terribile follia.
Il sindaco di Capaci Pietro Puccio 
Il sindaco di Capaci Pietro Puccio 

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