Un mese dopo, Modena riparte dai quartieri e da un'alleanza di pace

La comunità locale ha dialogato con l’arcivescovo Erio Castellucci e con il referente della comunità islamica Adil Laamane. Le domande di Adam, Agnese e Paola: «Come possiamo essere migliori di così?». Sullo sfondo il dramma vissuto il 16 maggio dalla città con l'azione stragista condotta da El Koudri
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June 13, 2026
Un mese dopo, Modena riparte dai quartieri e da un'alleanza di pace
L'arcivescovo Erio Castellucci e Adil Laamane, referente della comunità musulmana di Modena, insieme a operatori Caritas, docenti e studenti che hanno partecipato al progetto
La sete di «pace» unisce studenti, insegnanti e volontari di Modena. «Ma una speranza rimane: che un giorno tacciano le armi lontane», è l'auspicio scritto da Khadija Raoui, studentessa, su un murale inaugurato venerdì al quartiere Crocetta, i cui residenti non si arrendono al bollino «pericoloso», che alcuni associano indebitamente all'alta densità migratoria del territorio. «Volevamo incarnare il desiderio di pace nelle cose concrete», racconta Francesca Macchia, insegnante, durante l'inaugurazione dell'opera, alla Palazzina Pucci. Quel murales è l'istantanea delle «esperienze» che avvengono nel Gruppo educativo Crocetta, «luogo di cura», poiché «facilita l'incontro», hanno commentato Ciro Ludovico e Isabella Vignoli, della Caritas.
Per Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi, l'opera - nata da un percorso che ha coinvolto Caritas, Gruppo volontari Crocetta (attivo dal 1974) e Cooperativa "Don Bosco" - è una raccolta di «semi di pace» da individuare «scavando dentro di noi» e «far germogliare», in un tempo segnato da «guerre» e «sopraffazioni» a tutti i livelli. Interpellato dai presenti, Castellucci ha invitato a «far germogliare la pace», anche attraverso il «dialogo interreligioso», utile a scoprire, nelle radici di ogni confessione, «ciò che ci unisce all'altro». Partendo dalla sua esperienza come parroco a Forlì, Castellucci ha sottolineato l'importanza di «seminare pace nel cuore dei piccoli», creando «buone fondamenta» per una vita adulta responsabile.
Il dialogo comunitario ha visto anche la partecipazione di Adil Laamane, referente della comunità islamica di Modena e responsabile della Moschea della misericordia. Segnale importante, questo, a un mese dalla strage del 16 maggio in cui il 31enne Salim El Koudri, ora sotto custodia cautelare, ha falciato sette persone con la sua macchina, in via Emilia Centro, ferendo un'intera comunità. «Atto gravissimo, riconducibile al tema delle fragilità, specie psicologiche, che non possiamo sottovalutare», ha detto Laamane. «La violenza non va normalizzata, è un'eccezione, e va affrontata coltivando il terreno delle relazioni» ha spiegato, osservando che, nell'islam, «anche un sorriso, che non costa nulla, viene considerato un gesto di carità».
Al confronto hanno preso parte Adam Salim, adolescente; Paola Malagoli, insegnante; e Agnese, volontaria, che hanno portato i loro interrogativi all'arcivescovo e all'imam. «Se la violenza rimane comunque nelle nostre vite di tutti giorni, come possiamo vivere insieme», è la domanda di Adam Salim, adolescente, per il quale il fenomeno è ovunque: non solo nell'aggressione fisica, ma in «atteggiamenti o parole che possono ferire le persone». Questione posta da Paola Malagoli, insegnante, che, dall'altra parte della cattedra, si chiede su «come testimoniare la pace» e «crescere insieme» in un contesto «così complesso e faticoso». L'insegnante sostiene l'importanza di «mostrare» ai bambini che «esiste un modo diverso di stare al mondo».
Anche Agnese, volontaria, si interroga su «come possiamo essere migliori di così», evitando di «dividere il mondo in buoni e cattivi». E le risposte un po' si insinuano nei loro interventi, che parlano di una «bellezza» insita «nei piccoli gesti» e «capace di salvare il mondo»; oppure di «collaborare tutti», nel rispetto reciproco. Rispondendo agli stimoli Castellucci e Laamane parlano della necessità di «educare al dialogo», ricordando che un tale sforzo educativo «non si esaurisce nell'immediato».

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