Il sangue vola da Patti alle Eolie: ecco come funzionano i primi droni salvavita italiani
L'Asp di Messina avvia il primo servizio pubblico per il trasporto biomedico con velivoli a pilotaggio remoto: ospedali raggiungibili anche con meteo avverso

Siamo abituati ad associare i droni alle immagini della guerra: distruzione, paura, vite spezzate. Dalla Sicilia arriva ora un progetto che mostra un altro volto di questa tecnologia. Dal servizio di Immunoematologia e medicina trasfusionale (Simt) dell’ospedale “Barone Romeo” di Patti, in provincia di Messina, i droni non porteranno morte ma speranza: trasporteranno sangue donato e farmaci all’ospedale di Lipari, nell’arcipelago delle Eolie. Il servizio è pronto a partire. Ottenute tutte le autorizzazioni necessarie, comprese quelle dell’Ente nazionale per l’Aviazione civile (Enac), e conclusa con successo la fase sperimentale, l’Asp di Messina si prepara ad avviare il trasporto biomedico con velivoli a pilotaggio remoto: un’innovazione importante per l’emergenza sanitaria. Sarà il primo ospedale pubblico in Italia a offrire un servizio di questo tipo. L’idea è del direttore del Simt, il dottor Gaetano Crisà, che l’ha fortemente voluta. «Ci sono droni che portano distruzione e morte – spiega –. Dal Simt di Patti nasce un progetto per farli volare al servizio della vita. Le immagini delle guerre ci hanno abituato ad associare i droni alla paura, alle armi, alle vite spezzate. Noi vogliamo affidare loro un carico diverso: il sangue donato, una possibilità di cura, una speranza per chi lotta per sopravvivere».
È una scelta che fa propri i principi più volte richiamati da papa Leone: l’innovazione tecnologica al servizio della dignità umana, della cura e del bene comune. La tecnologia, spesso evocata per la sua potenza distruttiva, garantisce a chi vive su un’isola lo stesso diritto alle cure, tutelato dalla Costituzione, di chi abita accanto a un grande ospedale. Serve il bene comune, perché è un servizio pubblico pensato per un’intera comunità. E si fonda su un gesto di generosità: il sangue che volerà è quello donato gratuitamente dai volontari, una risorsa che nessuna tecnologia può produrre, e alla tecnologia spetta il compito di custodirlo e farlo arrivare in tempo. Nelle emergenze, soprattutto in caso di gravi emorragie, il tempo è parte della cura: sono interventi fortemente tempo-dipendenti, in cui avere il sangue compatibile al momento giusto può essere decisivo. Per le comunità che vivono sulle isole minori, spesso penalizzate da complessi limiti geografici e logistici, soprattutto in caso di maltempo, i collegamenti tradizionali rischiano di rallentare i soccorsi. Il drone in pochi minuti è pronto a partire, e impiegherà poco più di 35 minuti di volo per raggiungere Lipari da Patti: le distanze si accorciano e ogni minuto guadagnato rappresenterà una possibilità in più di salvare una vita. Il cuore tecnologico è un sistema sviluppato da “Abzero”, dotato di una capsula intelligente, brevettata e completamente automatizzata. Il contenitore integra algoritmi di intelligenza artificiale e sensori di ultima generazione che monitorano in tempo reale temperatura, umidità, vibrazioni e integrità biologica, garantendo che gli emocomponenti viaggino nel rispetto delle norme di sicurezza e qualità, dal momento della partenza fino all’arrivo a destinazione. Il piano di innovazione tecnologica e telemedicina rientra in una visione più ampia, sostenuta dalla Direzione Strategica dell’azienda sanitaria di Messina. Dalla Sicilia parte così un modello che anticipa il futuro della sanità pubblica: la generosità dei donatori, grazie alla tecnologia, arriva in poco più di mezz’ora a chi ne ha bisogno.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di Avvenire





