Le “famiglie sospese” di Milano hanno occupato il cantiere fermo da 841 giorni: «Qui doveva esserci casa nostra»
Il comitato ha ribadito l’intenzione di rimanere nell’area fino a quando il Comune di Milano non rilascerà i primi titoli edilizi per la ripartenza dei lavori. Su cui il sindaco Sala aveva rassicurato i cittadini coinvolti

Le “Famiglie sospese” intensificano la protesta contro lo stallo urbanistico in città, occupando simbolicamente il cantiere edile di via Baldinucci 46 e annunciando un presidio permanente a partire da oggi, con una veglia notturna che si terrà ogni sera dalle 22 alle 02. I promotori hanno ribadito l’intenzione di rimanere nell’area fino a quando il Comune di Milano non rilascerà i primi titoli edilizi per la ripartenza dei lavori. «La mobilitazione giunge a 841 giorni dal primo sequestro di cantiere avvenuto a luglio 2024 e a 305 giorni dalle rassicurazioni espresse dal sindaco Giuseppe Sala all’inizio dell’anno in merito all’individuazione di una soluzione per gli acquirenti bloccati. Da allora nessun titolo è stato rilasciato, mentre le difficoltà aumentano. Ci sentiamo presi in giro», spiega Filippo Borsellino, portavoce del Comitato Famiglie Sospese. «Noi continuiamo a pagare e ad attendere. Da oggi, domenica, ogni notte, aspetteremo qui, dove doveva essere casa nostra, che il sindaco mantenga la sua promessa».
Il comitato chiede lo sblocco prioritario di un pacchetto di interventi indicati dagli stessi uffici comunali come prossimi al rilascio, tra cui figurano i cantieri di Baldinucci 46, Le Altane di Lambrate, Cohabitat Udine, via Crespi 28, Frigia 7, La Goccia, LAC, Ornato 78, Papiniano 48, Petitti 15, via Ripamonti 248, Savona 105, Scalo House e Taggia. Il comitato punta il dito anche sul quadro istituzionale complessivo: «Otto sentenze su otto hanno dato torto alla Procura, ma i ricorsi continuano e gli unici a pagare le conseguenze sono le famiglie, mentre il blocco dei cantieri spinge al rialzo prezzi e affitti in tutta la città. Nessuno può più nascondersi dietro i tempi della giustizia e della burocrazia». Sulla vicenda è intervenuto Samuele Piscina, segretario provinciale della Lega. «La protesta delle “Famiglie sospese”, arrivate a dover occupare il cantiere incompiuto di via Baldinucci 46 e ad annunciare veglie notturne al freddo – ha attaccato Piscina – è l'emblema del fallimento politico e gestionale della Giunta Sala. Sono trascorsi oltre 840 giorni dal primo sequestro e ben 305 giorni dall'impegno pubblico del sindaco di risolvere la questione: il risultato è un desolante zero titoli edilizi rilasciati». La decisione del comitato “Famiglie sospese” di dare vita a questa forma di protesta, riporta in primo piano la vicenda dell’Urbanistica a Milano. L’intervento della magistratura, che ha ipotizzato una serie di reati, ha portato al blocco di tutta una serie di costruzioni quando i lavori erano già iniziati. Nel caso di via Baldinucci, il costruttore aveva iniziato i lavori grazie a una semplice Scia. Poi, dopo l’intervento dei giudici, aveva bloccato in autotutela ogni progresso in attesa di un via libera formale da parte del Comune. Via libera che tarda ad arrivare e che i proprietari si sono stancati di attendere passivamente.
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