Le fiamme, il crollo della cupola, il dolore di Napoli: il teatro Sannazaro non c'è più

di Antonio Averaimo, Napoli
All'origine dell'incendio che ha distrutto un pezzo di storia della città, probabilmente, un cortocircuito. L'arcivescovo Battaglia: «La bellezza ferita ci chiede di diventare più responsabili. Il Sannazaro tornerà»
February 17, 2026
Le fiamme, il crollo della cupola, il dolore di Napoli: il teatro Sannazaro non c'è più
L'incendio al Sannazaro di via Chiaia a Napoli / Ansa
«Il Teatro Sannazaro non c’è più». Le parole del comandante dei vigili del fuoco di Napoli, Giuseppe Paduano, sintetizzano quanto è accaduto questa mattina a via Chiaia, strada del centro del capoluogo campano, dove un pezzo di storia della città è andato in fumo per un vasto incendio che lo ha completamente distrutto. Otto residenti sono rimasti intossicati e sono stati condotti in ospedale per ricevere le cure del caso. Sono state in tutto 60 le persone fatte evacuare dalle loro abitazioni. Nel corso delle operazioni di spegnimento del rogo, domato dopo alcune ore, due vigili del fuoco sono rimasti feriti nel crollo di un palchetto. La conta totale dei danni è ancora in corso, ma dello storico teatro napoletano non resta più nulla: la suggestiva cupola è crollata sul palco e la sala è andata completamente distrutta, come testimoniano anche le tante immagini rilanciate in Rete fin dalla tarda mattinata.
Tra le 25 case colpite dalle fiamme, 12 risultano estremamente danneggiate. Stando ai primi rilievi dei vigili del fuoco, che continueranno nelle prossime ore, all’origine dell’incendio ci sarebbe un cortocircuito da cui sarebbero partite le fiamme che hanno colpito il teatro e gli appartamenti sgomberati. La Procura di Napoli ha intanto aperto un fascicolo per incendio colposo contro ignoti. «A proposito di tracce della nostra immensa creatività, la piccola grande bomboniera di Napoli tornerà splendida com’era prima. Ve lo prometto», ha assicurato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, durante il suo intervento alla Spezia nel corso della cerimonia per l’ingresso della città ligure nella Rete delle città creative dell’Unesco per il Design. Giuli ha seguito dalla Liguria l’evolversi dell’incendio che ha distrutto il Sannazaro ed è rimasto in costante contatto con il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi.
Le prime immagini dell'interno del teatro / ANSA
Le prime immagini dell'interno del teatro / ANSA
L'arcivescovo di Napoli, il cardinale Mimmo Battaglia, ha espresso la sua vicinanza alla proprietaria e direttrice artistica del teatro, Lara Sansone, alle maestranze, agli artisti, agli sfollati e ai parrocchiano della chiesa d Santa Maria della Mercede: «Alla città intera dico: ciò che brucia in questa mattina grigia di febbraio non è solo il legno antico di una cupola, ma un pezzo della nostra memoria comune, della nostra bellezza condivisa. E la bellezza, quando viene ferita, chiede a tutti noi di diventare più responsabili, più custodi, più capaci di volerle bene - ha detto Battaglia -. Il Sannazaro tornerà. Ne sono certo, con la stessa certezza con cui credo che nulla di ciò che è stato davvero amato possa andare perduto per sempre».
Il sottosegretario alla Cultura, Gianmarco Mazzi, nel primo pomeriggio di ieri si è recato nel capoluogo campano per un sopralluogo utile al monitoraggio dei danni e alla valutazione degli interventi necessari. Il sindaco Gaetano Manfredi e il governatore della Campania, Roberto Fico, hanno affidato il loro commento a una nota congiunta. «Insieme al Comune di Napoli – ha dichiarato Fico − faremo di tutto per restituirlo alla città». Il primo cittadino ha parlato di «grande dolore a nome dell’amministrazione comunale e di tutta la città di Napoli per questo evento così doloroso per la famiglia Sansone, gli artisti e la cultura napoletana» e ha assicurato: «Siamo pronti a sostenere in qualsiasi modalità concreta, insieme alla Regione, la rinascita del Teatro Sannazaro: non li lasceremo soli. E ci stiamo adoperando anche per le famiglie evacuate nelle vicinanze».
Manfredi si è lasciato anche andare a una previsione sui tempi di ricostruzione dell’edificio. «Ci vorranno almeno due anni per vederlo ricostruito». L’incendio che ha colpito il teatro dedicato al poeta e umanista napoletano Jacopo Sannazaro ha scosso il mondo della cultura italiana. Tra i tanti interventi provenienti da personaggi del mondo della cultura, spicca quello dello scrittore napoletano Maurizio De Giovanni. «In rappresentanza della fondazione Premio Napoli (di cui De Giovanni è presidente, ndr) e anche a titolo personale, mi dico disponibile da subito a qualsiasi iniziativa sia utile all’immediato ripristino del teatro», ha dichiarato lo scrittore, che si è rivolto a «istituzioni, mondo della cultura e dello spettacolo, per una serie di rappresentazioni da fare negli altri teatri della città, il cui ricavato vada integralmente devoluto a questa finalità. Si richiedono adesioni esplicite», ha specificato De Giovanni.
Inaugurato il 26 dicembre 1847, su progetto dell’architetto Fausto Niccolini e incarico del duca di Marigliano Giulio Mastrilli, il teatro è stato sempre considerato la bomboniera della città. Decorato con stucchi e dorature realizzate da Vincenzo Paliotti, fin dall’Ottocento si è imposto come uno dei principali palcoscenici cittadini dedicati alla prosa, dove si sono esibiti artisti come Eleonora Duse, Tina Di Lorenzo, Ermete Novelli ed Emma Gramatica. Nel 1888 è stato il primo teatro napoletano a dotarsi di illuminazione elettrica. Nel 1889 ha ospitato la prima di Na Santarella di Eduardo Scarpetta, che vi concluse anche la sua carriera. Nel Novecento è stato frequentato dai fratelli De Filippo e da Luigi Pirandello. Dopo un periodo di declino e la trasformazione in cinema, è rinato dagli anni Sessanta grazie a Nino Veglia e Luisa Conte. Dal 1971 è tornato stabilmente all’attività teatrale con la Compagnia Stabile Napoletana. E proprio l’attrice Lara Sansone, nipote di Luisa Conte (che per anni ha condiviso il palco con Eduardo, della cui compagnia è stata prima donna), da cui aveva ereditato la guida del piccolo tesoro, è stata vista in queste ore davanti al Sannazaro in lacrime.

© RIPRODUZIONE RISERVATA