Il cardinale Pizzaballa è tornato a Gaza: «Non sarete mai abbandonati»
di Luca Foschi
Il patriarca ieri ha salutato i fedeli nella chiesa della Sacra Famiglia assieme al patriarca greco-ortodosso Teofilo III

«Portiamo il saluto di tutte le Chiese di Gerusalemme, il loro desiderio di unità e sostegno. Non verrete mai abbandonati. La comunità cristiana di Gaza sarà sempre la nostra priorità». Così il patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, ha salutato nella chiesa della Sacra Famiglia di Gaza i fedeli riuniti ieri mattina per riceverlo in occasione della visita pastorale effettuata, come avvenuto in altre occasioni, assieme al patriarca greco-ortodosso Teofilo III. Sono immagini di festa quelle che ritraggono i due patriarchi durante gli incontri con il clero, le comunità religiose e le famiglie cristiane della Striscia devastata da una guerra che il “cessate il fuoco” del 10 ottobre 2025 non ha arrestato. Proprio nelle stesse ore in cui si svolgeva la visita l’esercito israeliano ha colpito nell’area di Gaza un veicolo a bordo del quale viaggiava un membro dell’ala militare di Hamas, uccidendo anche Raghad Ashour, una studentessa di 18 anni. «Esprimiamo rammarico per qualsiasi danno arrecato a persone non coinvolte», ha commentato in una nota l’esercito israeliano. Almeno mille persone sono state uccise dall’inizio di una tregua che ha portato solo parziale sollievo nell’enclave palestinese, attanagliata da una devastante crisi umanitaria.
Durante la visita pastorale, il cardinale Pizzaballa e Teofilo III hanno partecipato all’inaugurazione della clinica dell’Ordine di Malta, portando la loro benedizione. La struttura, nata dalla collaborazione fra l’Ordine di Malta e il patriarcato latino di Gerusalemme, garantirà assistenza sanitaria di base ad almeno 100 pazienti al giorno. «A oltre 900 anni dalla nostra fondazione in Terra Santa, continuiamo a servire le persone in difficoltà indipendentemente dalla loro religione o provenienza. Questa clinica fornirà cure mediche salvavita alle persone in stato di necessità», ha dichiarato Josef Blotz, gran ospedaliero dell’Ordine di Malta, presente alla visita pastorale. «L’assistenza sanitaria per la popolazione di Gaza è in condizioni catastrofiche », ha affermato Ali Ibrahim Al-Musaddar, direttore della clinica che conta uno staff di 30 fra medici, infermieri e farmacisti. «Il 60% delle strutture sanitarie è stato completamente distrutto e molte altre sono gravemente danneggiate. Quasi l’intera popolazione è stata ripetutamente sfollata ed è dipendente dagli aiuti umanitari. Le persone arrivano qui malate, esauste e profondamente traumatizzate, in urgente bisogno di assistenza. Le precarie condizioni igieniche stanno favorendo la diffusione delle malattie della pelle», ha aggiunto . Secondo l’ultimo report dell’Ufficio Onu per gli affari umanitari (Ocha), il 70% della popolazione della Striscia dipende dai camion-cisterna per il consumo di acqua dato che l’89% delle infrastrutture legate al settore idrico-sanitario, sono state distrutte o danneggiate dai bombardamenti israeliani.
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