A Catania l'Etna ha fermato tutto: i turisti dormono sulle brandine in aeroporto

Le eruzioni hanno fatto saltare circa 700 voli. Comiso ha assorbito oltre cento tratte, ma molte persone sono costrette ad attendere ai terminal catanesi: distribuite migliaia di bottigliette d'acqua
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August 12, 2026
A Catania l'Etna ha fermato tutto: i turisti dormono sulle brandine in aeroporto
Una colata di lava fuoriesce dal vulcano Etna in una foto scattata l'11 agosto 2026 / ANSA
Settecento voli saltati e migliaia di passeggeri rimasti a terra o costretti a cambiare aeroporto. È il conto, ancora provvisorio, dell'eruzione dell'Etna che da giorni sta mettendo in crisi i collegamenti della Sicilia orientale. Dentro quei numeri c'è anche la storia di Michele e della sua famiglia, le cui vacanze cominciano con oltre duecento chilometri di strada che non avevano previsto.
Dovevano volare da Catania a Vienna, ma la cenere ha spostato la loro partenza dall'altra parte della Sicilia. Il volo è stato riprogrammato con partenza da Palermo e una navetta li porterà da Fontanarossa fino all'aeroporto del capoluogo siciliano. «Viaggiare con due bambine piccole è già impegnativo – racconta Michele ad Avvenire – e aggiungere anche il trasferimento in autobus rende tutto più complicato. Però ci riteniamo fortunati: tanti voli sono stati cancellati, noi almeno riusciremo a partire per le nostre vacanze».
Nei terminal di Fontanarossa sono comparse brandine e panche per chi non sa quanto dovrà aspettare, mentre migliaia di bottiglie d'acqua sono state distribuite ai passeggeri. Da giorni lo scalo procede tra aperture, chiusure e limitazioni, trasformando partenze e rientri in una continua ricerca di alternative.
Le conseguenze hanno rapidamente coinvolto l'intero sistema dei trasporti dell'isola. Comiso ha assorbito oltre cento voli dall'inizio dell'emergenza, mentre altri collegamenti sono stati dirottati verso Palermo e Trapani, costringendo migliaia di viaggiatori a spostarsi in autobus, treno o automobile.
A complicare la gestione è soprattutto l'imprevedibilità del fenomeno. Come spiega Sac, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso, direzione e intensità dei venti modificano la traiettoria della nube e possono cambiare rapidamente le condizioni dello spazio aereo. Sac e Protezione civile hanno intanto rafforzato l'assistenza a terra e i collegamenti alternativi per i passeggeri.
A sorvegliare senza sosta il vulcano è l'Osservatorio etneo dell'Ingv, l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Nel cratere sommitale della Voragine l'attività stromboliana è stata particolarmente sostenuta, mentre al cratere di Nord-Est sono state registrate esplosioni. Il tremore vulcanico resta alto, mentre diverse bocche alimentano colate nella Valle del Bove, scese fino a circa 1.850 metri di quota.
È soprattutto la cenere, però, a pesare sulla vita quotidiana. Quella che in quota costringe a chiudere porzioni dello spazio aereo, a valle si deposita su strade, piazze, tetti, balconi e automobili. Nei centri più colpiti amministrazioni e cittadini raccolgono grandi quantità di materiale vulcanico, mentre nuove ricadute tornano a coprire strade e spazi appena ripuliti. Spinta dai venti, la nube ha raggiunto anche Malta, a oltre 220 chilometri dall'Etna, provocando cancellazioni e ritardi nei voli.
L'emergenza riapre anche il dibattito sul futuro di Fontanarossa. «Ad essere fuori posto non è il vulcano ma l'aeroporto», sostiene il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci. Già nel 1999, da presidente della Provincia di Catania, aveva proposto la delocalizzazione dello scalo e fatto elaborare uno studio preliminare per un nuovo aeroporto nella Piana tra Catania ed Enna, pensato per servire sette province su nove. Un'ipotesi che allora non trovò sostegno e che oggi lo stesso Musumeci non propone necessariamente di recuperare nella stessa forma. Per il ministro, però, l'emergenza impone «una riflessione seria e lungimirante» sulle grandi infrastrutture dell'isola.
La situazione negli scali resta intanto legata all'evoluzione della nube. A Fontanarossa le sospensioni delle operazioni sono state più volte prorogate, mentre Comiso, dopo essere stato a sua volta interessato dalla cenere, è tornato operativo.
Michele e la sua famiglia sono sul pullman verso Palermo. Li aspettano oltre duecento chilometri e poi il volo per Vienna. «Cerchiamo di prenderla con filosofia, soprattutto per le bambine. Un giorno magari rideremo anche di questo viaggio. Siamo usciti di casa pensando di andare a Vienna e invece, per prendere l'aereo, ci siamo ritrovati ad attraversare la Sicilia».

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