
Per evitare che l'hantavirus possa circolare sul territorio nazionale, il ministero della Salute con una circolare pubblicata ieri sera ha stabilito una serie di misure restrittive e di sorveglianza.
Quarantena e monitoraggio dei contatti: Chiunque sia stato a bordo della nave o sia entrato in contatto stretto con casi confermati è classificato come "contatto ad alto rischio". Per questi soggetti è prevista una quarantena fiduciaria di sei settimane (42 giorni), con l'obbligo di utilizzare una stanza singola, mantenere il distanziamento dai familiari e sottoporsi a un monitoraggio quotidiano dei sintomi da parte delle autorità sanitarie.
Restrizioni ai trasporti: I contatti ad alto rischio non possono utilizzare mezzi di trasporto pubblico o voli commerciali per il rientro. In caso di spostamenti autorizzati, è obbligatorio l'uso di mascherine mediche resistenti ai liquidi e il mantenimento di spazi liberi intorno al sedile.
Contact tracing aeroportuale: In deroga alle norme standard, il ministero ha deciso che, se un caso probabile o confermato viene identificato su un aereo, tutti i passeggeri del volo saranno considerati contatti ad alto rischio, indipendentemente dalla durata del viaggio o dalla posizione del posto a sedere.
Rete dei laboratori e test: È stata avviata la creazione di una rete nazionale di laboratori regionali di riferimento per garantire diagnosi rapide tramite test molecolari. Il testing è considerato prioritario per i soggetti che presentano sintomi compatibili con la sindrome cardiopolmonare.
Vigilanza alle frontiere: Gli uffici di sanità marittima e aerea sono stati allertati per potenziare i controlli sui viaggiatori provenienti da aree a rischio e per gestire eventuali casi sospetti con dispositivi di protezione individuale avanzati (FFP2, camici e protezioni oculari).
Raccomandazioni cliniche: Il ministero raccomanda ai medici un elevato livello di attenzione: anche in assenza di un collegamento diretto con il focolaio della nave, test specifici per l'hantavirus possono essere considerati per pazienti con quadri respiratori gravi non altrimenti spiegabili. Attualmente non esistono vaccini o terapie antivirali specifiche, rendendo la prevenzione e l'isolamento precoce le uniche armi efficaci contro il virus.
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