Grammatica e poesia prima dell'IA: la ricetta per la scuola spiegata dal ministro Valditara
Intervista al ministro all'inizio del nuovo anno scolastico: «Che sia di armonia, motivazioni, entusiasmo». Il bilancio delle cose fatte, le sfide per il futuro

«Basta con la narrazione dell’ultimismo: la nostra scuola gode di buona salute». All’inizio di un nuovo anno scolastico, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, usa un neologismo («Che ho coniato io», precisa) per augurare un «anno di armonia, motivazioni, entusiasmo» a studenti, famiglie, insegnanti, dirigenti e personale Ata, alle prese con la ripresa delle lezioni a seconda dei calendari regionali. A certificare il miglioramento degli apprendimenti dei nostri ragazzi, è stata la recentissima indagine, internazionale Ocse Pisa 2025, che vede, appunto, l’Italia sopra la media nella lettura, ma anche in matematica e in scienze.
Ministro, come si è arrivati a questo risultato e quali sono i prossimi obiettivi?
I dati Ocse hanno accertato che, mentre la scuola nella maggioranza dei Paesi crolla, quella italiana è solida. Nessuno può più sostenere che siamo gli ultimi della classe, siamo diventati piuttosto un punto di riferimento. E per questo risultato ringrazio docenti e presidi che svolgono quotidianamente un grande lavoro. Su queste solide basi, bisogna adesso affrontare alcuni aspetti che devono essere certamente migliorati, come le competenze in Italiano e Matematica, perché noi non ci accontentiamo.
I dati Ocse hanno accertato che, mentre la scuola nella maggioranza dei Paesi crolla, quella italiana è solida. Nessuno può più sostenere che siamo gli ultimi della classe, siamo diventati piuttosto un punto di riferimento. E per questo risultato ringrazio docenti e presidi che svolgono quotidianamente un grande lavoro. Su queste solide basi, bisogna adesso affrontare alcuni aspetti che devono essere certamente migliorati, come le competenze in Italiano e Matematica, perché noi non ci accontentiamo.
Come si inseriscono, in questo quadro, le nuove Indicazioni Nazionali per l’infanzia e il primo ciclo che entrano a regime da quest’anno?
Negli ultimi dieci anni il mondo è cambiato (basti pensare all’avvento massiccio del digitale e al Covid) e le competenze sono peggiorate rispetto al passato. Riteniamo, perciò, che bisogna focalizzare l’attenzione su grammatica e sintassi con un potenziamento dello studio dell’italiano e introdurre un nuovo metodo nell’insegnamento della Matematica per appassionare i giovani. In particolare, è necessaria un’autentica rivoluzione che rimetta al centro carta, libro e penna dopo l’enfasi del digitale. Vogliamo ripartire dai fondamentali, la calligrafia, il corsivo, i riassunti, le poesie a memoria. Cioè, dall’intelligenza umana per poter utilizzare al meglio l’Intelligenza artificiale. Ci attendiamo, insomma, una scuola sempre più adeguata alle sfide del futuro ma, allo stesso tempo, capace di consolidare le sue radici per diventare sempre di più un punto di riferimento a livello internazionale.
Negli ultimi dieci anni il mondo è cambiato (basti pensare all’avvento massiccio del digitale e al Covid) e le competenze sono peggiorate rispetto al passato. Riteniamo, perciò, che bisogna focalizzare l’attenzione su grammatica e sintassi con un potenziamento dello studio dell’italiano e introdurre un nuovo metodo nell’insegnamento della Matematica per appassionare i giovani. In particolare, è necessaria un’autentica rivoluzione che rimetta al centro carta, libro e penna dopo l’enfasi del digitale. Vogliamo ripartire dai fondamentali, la calligrafia, il corsivo, i riassunti, le poesie a memoria. Cioè, dall’intelligenza umana per poter utilizzare al meglio l’Intelligenza artificiale. Ci attendiamo, insomma, una scuola sempre più adeguata alle sfide del futuro ma, allo stesso tempo, capace di consolidare le sue radici per diventare sempre di più un punto di riferimento a livello internazionale.
Un’altra novità di quest’anno è la riforma degli istituti tecnici, il cosiddetto “4+2”, in che modo la scuola sarà collegata al mondo aziendale e cosa risponde a chi dice che, in questo modo, si sacrifica la formazione umanistica dei ragazzi?
Che non è affatto così. Nella legge è scritto che va potenziato lo studio dell’Italiano, della Matematica e dell’Inglese. Ci rendiamo conto che su questi tre aspetti fondamentali i tecnici e professionali hanno performance inferiori rispetto ai licei. L’analisi dell’Ocse segnala che l’Italia è indietro rispetto ad altri Paesi riguardo al cosiddetto problem solving, cioè nella capacità di soluzione dei problemi, che per la prima volta è stata considerata tra le competenze da raggiungere. Proprio per questo abbiamo voluto introdurre le competenze interdisciplinari (le soft skills), già nella legge del “4+2”. Tutto questo sta a significare che semmai si potenziano le materie di base. Quello che, piuttosto, noi vogliamo è che ci sia un collegamento molto stretto tra scuola e mondo dell’impresa.
Che non è affatto così. Nella legge è scritto che va potenziato lo studio dell’Italiano, della Matematica e dell’Inglese. Ci rendiamo conto che su questi tre aspetti fondamentali i tecnici e professionali hanno performance inferiori rispetto ai licei. L’analisi dell’Ocse segnala che l’Italia è indietro rispetto ad altri Paesi riguardo al cosiddetto problem solving, cioè nella capacità di soluzione dei problemi, che per la prima volta è stata considerata tra le competenze da raggiungere. Proprio per questo abbiamo voluto introdurre le competenze interdisciplinari (le soft skills), già nella legge del “4+2”. Tutto questo sta a significare che semmai si potenziano le materie di base. Quello che, piuttosto, noi vogliamo è che ci sia un collegamento molto stretto tra scuola e mondo dell’impresa.
Perché vuole dare il nome di “liceo” anche agli istituti tecnici e professionali?
Perché investiamo risorse importanti per inserire l’Intelligenza artificiale anche in questi percorsi, stiamo riscrivendo i programmi dei tecnici, stiamo per esportare anche in questi istituti la rivoluzione della Matematica, che parte dall’osservazione della realtà per arrivare a definire la teoria. È dunque evidente che non vi è nessun motivo per fare differenze di denominazioni. Pur essendo ben diversi i canali di formazione – infatti non intendiamo certo “liceizzare” i tecnici o i professionali – vogliamo dare pari dignità anche sotto il profilo della denominazione ai tecnici e ai professionali rispetto ai licei. Oggi, socialmente parlando, se definisco un certo percorso “istituto” anziché “liceo”, gli do un bollino di Serie B. E, purtroppo, questa è anche la valutazione che spesso fanno le famiglie. Invece, noi vogliamo che il percorso tecnico professionale sia considerato dalle famiglie, dagli studenti e dalla società un percorso formativo di Serie A. Noi riteniamo infatti che le intelligenze, che sono tante, abbiano tutte pari dignità e valore.
Perché investiamo risorse importanti per inserire l’Intelligenza artificiale anche in questi percorsi, stiamo riscrivendo i programmi dei tecnici, stiamo per esportare anche in questi istituti la rivoluzione della Matematica, che parte dall’osservazione della realtà per arrivare a definire la teoria. È dunque evidente che non vi è nessun motivo per fare differenze di denominazioni. Pur essendo ben diversi i canali di formazione – infatti non intendiamo certo “liceizzare” i tecnici o i professionali – vogliamo dare pari dignità anche sotto il profilo della denominazione ai tecnici e ai professionali rispetto ai licei. Oggi, socialmente parlando, se definisco un certo percorso “istituto” anziché “liceo”, gli do un bollino di Serie B. E, purtroppo, questa è anche la valutazione che spesso fanno le famiglie. Invece, noi vogliamo che il percorso tecnico professionale sia considerato dalle famiglie, dagli studenti e dalla società un percorso formativo di Serie A. Noi riteniamo infatti che le intelligenze, che sono tante, abbiano tutte pari dignità e valore.
A scuola lo smartphone è vietato ma il 94% degli studenti usa l’Intelligenza artificiale: perché la scelta di vietare il telefono in classe?
Siamo sempre più convinti che la scelta di vietare lo smartphone a scuola vada nella giusta direzione. Alla luce proprio di quello che ha detto l’Ocse, che ha addebitato il crollo drammatico, che ha coinvolto tutti i principali sistemi scolastici (dalla Finlandia alla Germania, dalla Francia alla Svezia), all’abuso delle nuove tecnologie digitali. Con lo smartphone si impara peggio e questo è un dato scientificamente dimostrato. Cosa diversa è l’Intelligenza artificiale, che abbiamo introdotto dalle elementari, per quanto riguarda il linguaggio. Cioè, abituiamo i bambini a rapportarsi con il linguaggio dell’Intelligenza artificiale. Queste sono nozioni di carattere basico che non necessitano del cellulare. Per i percorsi successivi, un buon computer o il tablet sono assolutamente idonei per utilizzare in modo consapevole l’Intelligenza artificiale sotto la guida dei docenti.
Siamo sempre più convinti che la scelta di vietare lo smartphone a scuola vada nella giusta direzione. Alla luce proprio di quello che ha detto l’Ocse, che ha addebitato il crollo drammatico, che ha coinvolto tutti i principali sistemi scolastici (dalla Finlandia alla Germania, dalla Francia alla Svezia), all’abuso delle nuove tecnologie digitali. Con lo smartphone si impara peggio e questo è un dato scientificamente dimostrato. Cosa diversa è l’Intelligenza artificiale, che abbiamo introdotto dalle elementari, per quanto riguarda il linguaggio. Cioè, abituiamo i bambini a rapportarsi con il linguaggio dell’Intelligenza artificiale. Queste sono nozioni di carattere basico che non necessitano del cellulare. Per i percorsi successivi, un buon computer o il tablet sono assolutamente idonei per utilizzare in modo consapevole l’Intelligenza artificiale sotto la guida dei docenti.
Come state integrando l’IA nell’insegnamento e nella formazione del personale docente?
Abbiamo stanziato 450 milioni di euro per l’educazione dei docenti al digitale e all’Intelligenza artificiale e altri 100 milioni per introdurre l’Intelligenza artificiale nelle scuole. Abbiamo modificato i programmi per le superiori specificando che l’Intelligenza artificiale è uno strumento importante, al servizio dello studente, per un miglior apprendimento delle materie Stem. Poi siamo tra i primi al mondo ad aver introdotto, anche se in via sperimentale, l’Intelligenza artificiale per la personalizzazione della didattica: lo abbiamo fatto in quindici scuole di Calabria, Lombardia, Toscana e Lazio. Durante quest’anno scolastico estenderemo ulteriormente questo percorso ad altre regioni, come Liguria, Piemonte e Campania, dove saranno coinvolti migliaia di studenti. I primi risultati sono incoraggianti.
Abbiamo stanziato 450 milioni di euro per l’educazione dei docenti al digitale e all’Intelligenza artificiale e altri 100 milioni per introdurre l’Intelligenza artificiale nelle scuole. Abbiamo modificato i programmi per le superiori specificando che l’Intelligenza artificiale è uno strumento importante, al servizio dello studente, per un miglior apprendimento delle materie Stem. Poi siamo tra i primi al mondo ad aver introdotto, anche se in via sperimentale, l’Intelligenza artificiale per la personalizzazione della didattica: lo abbiamo fatto in quindici scuole di Calabria, Lombardia, Toscana e Lazio. Durante quest’anno scolastico estenderemo ulteriormente questo percorso ad altre regioni, come Liguria, Piemonte e Campania, dove saranno coinvolti migliaia di studenti. I primi risultati sono incoraggianti.
Altra novità di quest’anno è il consenso informato sui temi che riguardano la sessualità e anche su questo non sono mancate le polemiche…
Mi indigna vedere che fatti drammatici come i femminicidi vengono strumentalizzati per fare una polemica falsa sulla legge del consenso informato. L’educazione sessuale in senso biologico si insegnerà, così come la conoscenza dei rischi legati alle malattie sessualmente trasmissibili. Soprattutto, si continuerà ad insegnare l’educazione al rispetto, a relazioni corrette, all’empatia, al contrasto alla violenza di genere, alla valorizzazione della figura femminile, alla parità di genere, che proprio noi abbiamo per la prima volta introdotto come obiettivi obbligatori di apprendimento. Dire che Valditara ha vietato l’educazione al rispetto e quindi che indebolirebbe la lotta contro i femminicidi è una falsità. Quando si ha a che fare con donne che vengono uccise non si può mentire spudoratamente. Non è questa la politica che fa bene al Paese. Il vero tema per il consenso informato è piuttosto il cuore della cultura woke, ovvero le teorie gender.
Mi indigna vedere che fatti drammatici come i femminicidi vengono strumentalizzati per fare una polemica falsa sulla legge del consenso informato. L’educazione sessuale in senso biologico si insegnerà, così come la conoscenza dei rischi legati alle malattie sessualmente trasmissibili. Soprattutto, si continuerà ad insegnare l’educazione al rispetto, a relazioni corrette, all’empatia, al contrasto alla violenza di genere, alla valorizzazione della figura femminile, alla parità di genere, che proprio noi abbiamo per la prima volta introdotto come obiettivi obbligatori di apprendimento. Dire che Valditara ha vietato l’educazione al rispetto e quindi che indebolirebbe la lotta contro i femminicidi è una falsità. Quando si ha a che fare con donne che vengono uccise non si può mentire spudoratamente. Non è questa la politica che fa bene al Paese. Il vero tema per il consenso informato è piuttosto il cuore della cultura woke, ovvero le teorie gender.
Come si presenta, a oggi, la situazione dell’organico scolastico e dell’assorbimento dei precari?
Fino a due anni fa l’anno cominciava con molte cattedre scoperte e senza nemmeno il supplente, mentre quest’anno tutti gli insegnanti saranno in cattedra fin dal primo giorno di lezione. Dal 2023 ad oggi abbiamo assunto 206mila precari tra docenti e personale Ata. Non c’è mai stato nella scuola italiana un piano di assunzioni così importante. Il problema che vedo oggi è che al Nord e, in particolare, nelle scuole primarie, ci sono scoperture di organico perché ci sono dei docenti di ruolo che rifiutano di trasferirsi, soprattutto in Lombardia e Veneto, anche per il costo della vita oltreché per una insufficiente formazione da parte delle università di docenti specializzati sul sostegno.
Fino a due anni fa l’anno cominciava con molte cattedre scoperte e senza nemmeno il supplente, mentre quest’anno tutti gli insegnanti saranno in cattedra fin dal primo giorno di lezione. Dal 2023 ad oggi abbiamo assunto 206mila precari tra docenti e personale Ata. Non c’è mai stato nella scuola italiana un piano di assunzioni così importante. Il problema che vedo oggi è che al Nord e, in particolare, nelle scuole primarie, ci sono scoperture di organico perché ci sono dei docenti di ruolo che rifiutano di trasferirsi, soprattutto in Lombardia e Veneto, anche per il costo della vita oltreché per una insufficiente formazione da parte delle università di docenti specializzati sul sostegno.
Come si affronta questo problema?
Noi abbiamo varato il Piano casa, che è un tema strategico. Ho chiesto al ministro Salvini di inserire nel Piano casa il personale della scuola, che è stato messo in cima alla lista dei futuri beneficiari. Si tratta di un investimento che dovrebbe superare nel corso degli anni i dieci miliardi di euro: era dai tempi del piano Fanfani, alla fine degli anni Quaranta, che non si faceva un intervento di queste dimensioni in Italia.
Noi abbiamo varato il Piano casa, che è un tema strategico. Ho chiesto al ministro Salvini di inserire nel Piano casa il personale della scuola, che è stato messo in cima alla lista dei futuri beneficiari. Si tratta di un investimento che dovrebbe superare nel corso degli anni i dieci miliardi di euro: era dai tempi del piano Fanfani, alla fine degli anni Quaranta, che non si faceva un intervento di queste dimensioni in Italia.
A quattro anni dall’insediamento del Governo, il più longevo della storia della Repubblica, qual è il risultato più importante per la scuola?
Di cose ne sono state fatte tante. Un risultato di straordinaria importanza è aver ridotto drasticamente la dispersione scolastica. Quella esplicita era al 12,5% nel 2022 e oggi, secondo Invalsi, è al 7,3%. Significa che abbiamo recuperato 520mila ragazzi che non andavano a scuola. È un risultato straordinario, sia per quanto riguarda la promozione sociale di tanti giovani, sia per quanto riguarda la lotta al lavoro nero e anche la lotta contro la criminalità organizzata.
Di cose ne sono state fatte tante. Un risultato di straordinaria importanza è aver ridotto drasticamente la dispersione scolastica. Quella esplicita era al 12,5% nel 2022 e oggi, secondo Invalsi, è al 7,3%. Significa che abbiamo recuperato 520mila ragazzi che non andavano a scuola. È un risultato straordinario, sia per quanto riguarda la promozione sociale di tanti giovani, sia per quanto riguarda la lotta al lavoro nero e anche la lotta contro la criminalità organizzata.
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