Niscemi, la frana e la paura del silenzio: arriva Zuppi

di Andrea Cassisi, Caltanisetta
Il presidente della Cei nella cittadina nissena colpita dalla frana per incontrare famiglie, volontari e operatori Caritas. Il vescovo Gisana: «Non dimentichiamo chi ha perso casa e lavoro». E il Comitato teme che, spenti i riflettori, si spenga anche l’attenzione
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September 12, 2026
Il fronte della frana di Niscemi
Il fronte della frana di Niscemi
«L’esperienza amara della frana, che ha colpito molte nostre famiglie, in particolare alcune lasciandole sul lastrico, non può essere trascurata, o peggio ancora dimenticata». A poche ore dal monito del vescovo di Piazza Armerina Rosario Gisana, arriva l’abbraccio della Chiesa italiana alla cittadina nissena colpita alla frana, con la visita del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, prevista domani. Nei giorni scorsi il prelato ha diffuso una lettera aperta intitolata “Destiamo le nostre coscienze” in cui ha sottolineato come «le promesse, fatte in questi mesi, sono tante e probabilmente - lo speriamo - saranno tutte adempiute», riferendosi a «questi nostri fratelli e sorelle che, avendo perso la casa, si chiedono quale prospettiva possano loro avere da qui in avanti». Nei giorni scorsi la visita del capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano e le contestazioni del Comitato “Evento franoso”. «Non possono ridurre anni di lavoro a una semplice liquidazione di 19mila euro e poi a un prestito per indebitarci ancora di più. Noi non possiamo più lavorare», hanno protestato gli esercenti che hanno perso le loro attività economiche, raccogliendo le rassicurazioni del commissario che ha subito ribadito come «stiamo valutando soluzioni per quelle attività che non è stato possibile delocalizzare». Gisana ha poi parlato della necessità di «promuovere e custodire la dignità dell’altro, come espressione di una fraternità che elude qualsiasi interesse personale» per «interrogarci su cosa possiamo fare noi. Oltre alle esigenze quotidiane che sono variegate e che in qualche modo vengono soddisfatte da parenti e amici, coloro che possiedono terreni edificabili o case dismesse, data l’emergenza, potrebbero venderli o affittarli, non approfittando della circostanza e soprattutto venendo incontro ai loro bisogni con prezzi modici».
Intanto Niscemi si prepara a ricevere la visita del cardinale Zuppi. Prima l’incontro in aula consiliare alla presenza del prefetto, poi un breve sopralluogo lungo corso XX settembre fino al Belvedere, luogo ormai simbolo del disastro franoso. Prima di lasciare la cittadina nissena, Zuppi incontrerà gli operatori Caritas ed una cinquantina di volontari, assieme alle famiglie che la Chiesa assiste. «Accogliamo il presidente della Cei con il cuore di una comunità ferita, ma non rassegnata», ha detto il vicario foraneo don Giuseppe Cafà che al telefono con Zuppi, lo scorso 27 gennaio, lo aveva invitato a visitare i luoghi del disastro. «La sua presenza - ha continuato - rappresenta per noi un segno concreto di vicinanza e di speranza. In questi mesi abbiamo visto paura, preoccupazione e sofferenza, ma anche tanta solidarietà e capacità di farsi prossimi gli uni agli altri. Come Chiesa vogliamo stare accanto alle famiglie, condividere le loro fatiche e accompagnarle nella preghiera». Cafà ha ribadito come «questo sarà un momento importante per ascoltare, incoraggiare e far sentire a questa comunità che non è sola». I canali Caritas «che si occupano e preoccupano di assistere i niscemesi restano attivi, ma non basta». Prima di lasciare Niscemi, il cardinale Zuppi sosterà in preghiera davanti a Maria Santissima del Bosco per un momento di preghiera e affidamento del popolo alla protezione mariana. Se da un lato proseguono le visite (ad ottobre è atteso il Ministro Urso), dall’altro «il nostro timore è che, spenti i riflettori dell’emergenza, si spenga anche l’attenzione su Niscemi», ancora dal Comitato.
«Dietro una frana ci sono famiglie, case, attività e persone che hanno bisogno di risposte e certezze. Chiediamo che l’attenzione delle istituzioni rimanga alta e che alle parole seguano interventi concreti. Non vogliamo essere ricordati soltanto nei giorni della cronaca, ma accompagnati nel lungo percorso della ricostruzione e della messa in sicurezza». La frana, lo ricordiamo, nei giorni scorsi è tornata a fare preoccupare. Una fessurazione si è aperta lungo il fronte della gigantesca frana che lo scorso 25 gennaio ha squarciato il territorio. I tecnici hanno appurato che il movimento franoso si è registrato in via Ustica, in un’area che ricade già all’interno della zona rossa. Dove il tempo è rimasto fermo allo scorso gennaio.

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