La legge elettorale e la norma «anti-nuovi»: si fa l'ennesimo sgambetto alla partecipazione
Il blitz del centrodestra alza il muro delle firme contro i centristi del campo largo. Ma gli effetti negativi andranno ben oltre le prossime elezioni. E si inseriscono in uno schema che già mortifica la rappresentanza.

Alla lunga lista delle perplessità che accompagna la nuova legge elettorale, si è aggiunta nelle ultime ore quella che si potrebbe ribattezzare come «norma anti-nuovi». In sostanza, chi non ha rappresentanza in Parlamento alla data del 31 dicembre 2025, deve raccogliere una mole impressionante di firme materiali, 6-7mila per collegio, almeno 500mila lungo l’intero territorio nazionale. A essere danneggiati in questo momento storico sono alcuni movimenti di centro che vogliono partecipare al «campo largo», ed è questo che ha indotto la maggioranza di centrodestra all’ennesimo blitz. Ma si tratta di una scelta il cui effetto negativo va ben oltre le elezioni del 2027. Si alza infatti un muro poderoso e invalicabile contro chiunque vorrà partecipare con regole sostenibili alle competizioni elettorali nazionali, un muro che oggettivamente scoraggia la partecipazione, comprime la rappresentanza, marginalizza sensibilità comunque presenti nel Paese. Come se la nostra democrazia non avesse già sufficienti problemi nel coinvolgere i cittadini...
La norma «anti-nuovi», che tra l’altro per un voluto paradosso tutela partiti dall’esiguo consenso ma già innestati nel “sistema”, è lo sbocco di una precedente norma «anti-cespugli», per fortuna cancellata, che addirittura avrebbe sterilizzato per imperio la scelta di centinaia di migliaia di elettori. Come detto, il “muro di firme” si aggiunge a uno schema che con la rappresentanza ha sempre meno a che fare. In ordine sparso: un premio di governabilità che sovraesalta una maggioranza relativa, capilista di collegio bloccati con scranno assicurato, preferenze che avranno un significato solo nei grandi partiti, “garanzia rosa” prevista solo nei listini bloccati circoscrizionali che scatteranno per la maggioranza... Sembra una sfida al buon senso. Serve dirlo prima degli ultimi due voti al Senato e alla Camera, che teoricamente, molto teoricamente, offrirebbero ancora l’opportunità di aggiustare qualcosa. Ma meglio non illudersi.
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