Già mille morti sul lavoro nel 2026 (e c'entrano gli appalti a cascata)

I dati drammatici dell'Osservatorio indipendente di Bologna curato da Carlo Soricelli
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September 16, 2026
Già mille morti sul lavoro nel 2026 (e c'entrano gli appalti a cascata)
La scena di un incidente sul lavoro/ ANSA
Raggiunta e superata la soglia psicologica dei mille morti sul lavoro da gennaio a martedì. A certificare la strage quotidiana è l’Osservatorio indipendente di Bologna curato dal 2008 da Carlo Soricelli, che ha deciso di aprire questo memoriale online per dare un volto e un nome alle vittime del lavoro, dopo la strage con sette morti della ThyssenKrupp del 6 dicembre 2007. Con gli ultimi casi di questi giorni (martedì un operaio di 64 anni ha perso la vita, a causa di un malore, in un cantiere edile a Pordenone, mentre nel tardo pomeriggio di lunedì un lavoratore di 46 anni, padre di tre figli, è morto, a Roma, precipitando dal cestello di una gru mentre un altro collega si è salvato aggrappandosi), si è arrivati a 1.002 vittime complessive, di cui 805 nei luoghi di lavoro, mentre il resto in itinere, cioè lungo il tragitto casa-lavoro-casa. Nel computo dei dati, l’Osservatorio tiene conto di tutti gli incidenti mortali sul lavoro, anche di quelli che riguardano lavoratori non assicurati all’Inail o in nero.
«Non si tratta di semplici numeri, ma di vite spezzate: persone uscite di casa per guadagnarsi da vivere che non hanno più fatto ritorno – ricorda Soricelli –. Una strage quotidiana che continua all’assuefazione generale», sottolinea. Denunciando un «aumento vertiginoso» di casi dal 2023, quando con il nuovo Codice degli appalti è stato legalizzato il cosiddetto “subappalto a cascata”.
«Da allora – riprende Soricelli – l’Osservatorio ha registrato un aumento dei morti del 15%, soprattutto in edilizia e nel settore dell’autotrasporto. Quest’anno, gli autotrasportatori morti sono già 136, il doppio dell’anno scorso».
Un altro settore monitorato dall’Osservatorio Bolognese è quello dell’agricoltura. Nel 2026, secondo gli ultimi dati, sono già 133 i lavoratori morti sotto il trattore. Una tragedia che riguarda, soprattutto, i lavoratori anziani. Proprio per aumentare il livello di sicurezza dei mezzi agricoli, spesso vetusti e sprovvisti dei dispositivi di protezione del guidatore in caso di ribaltamento, è stato concesso più tempo alle Pmi dei settori agricolo, agroindustriale/agromeccanico e agroalimentare per accedere ai contributi a fondo perduto previsti nell’ambito dell’Accordo di cooperazione Masaf-Inail-Ismea-Crea per realizzare interventi di ammodernamento e di miglioramento della sicurezza dei trattori agricoli o forestali. In una nota Ismea annuncia, infatti, che il Bando per interventi di ammodernamento e miglioramento della sicurezza dei trattori agricoli o forestali è prorogato fino al 15 dicembre 2026.
Intanto, martedì prossimo l’Inail presenterà la Relazione annuale 2025 alla presenza della ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone. Stando a dati, ancora provvisori, diffusi dall’Istituto di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, nei primi sette mesi del 2026, le denunce di morte sul lavoro (al netto degli studenti) sono state 422, 10 in meno rispetto alle 432 registrate nel 2025. Diminuiscono anche le morti in itinere, che (sempre al netto degli studenti) sono state 160 contro le 168 del 2025 (-8 casi). C’è però un aumento rispetto ai decessi registrati in tutti gli anni del quinquennio 2020-2024 e una riduzione sul 2019 (-6 denunce).
Le denunce di infortunio durante il lavoro (al netto degli studenti) presentate all’Inail nei primi sette mesi del 2026 sono state invece 256.471, in aumento del 4,9% rispetto alle 244.495 dello stesso periodo del 2025.
In drammatico aumento i casi mortali tra gli studenti. Entro il mese di luglio, quelli registrati dall’Inail sono stati tredici: si tratta di una cifra quasi doppia rispetto ai sette del 2025. Complessivamente, le denunce di infortunio degli studenti di ogni ordine e grado presentate all’Inail nei primi sette mesi dell’anno sono state 52.744, in aumento del 5,6% rispetto alle 49.970 dei primi sette mesi del 2025. Delle circa 53mila denunce di infortunio, 597 hanno riguardato studenti coinvolti nei percorsi “formazione scuola-lavoro”, in riduzione del 50% rispetto a luglio.
Balzo in avanti, infine, anche per le malattie professionali. Le denunce protocollate dall’Inail, sempre nei primi sette mesi del 2026, sono state 69.796, +9.939 casi rispetto al pari periodo 2025 (+16,6%). I dati mostrano incrementi delle patologie denunciate nelle gestioni Industria e servizi (+17,5%, da 49.616 a 58.301 casi), Agricoltura (+11,6%, da 9.802 a 10.936) e Conto Stato (+27,3%, da 439 a 559). Inoltre, l’aumento interessa il Nord-Ovest (18,1%), il Centro (+17,8%), le Isole (+16,2%), il Nord-Est (15,6%) e il Sud (+15,4%).

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