Firenze sta avendo più problemi del previsto a vietare i monopattini elettrici
A un giorno dal primo bando italiano dei veicoli a noleggio, l'azienda Bird ha continuato lo stesso con un servizio "privato". La polizia ha sequestrato 115 mezzi

Mercoledì scorso Firenze si sarebbe dovuta svegliare senza monopattini elettrici a noleggio, che il Comune per primo ha vietato – o, più precisamente, ne ha interrotto le convenzioni – ritenendoli i responsabili di «una situazione di potenziale violazione sistematica del codice della strada». Ma non è stato così. Bird, l’azienda con il maggior numero di mezzi in città, ha deciso di non ritirare i propri veicoli, dando il via un vero e proprio braccio di ferro con l’amministrazione. La società ha di fatto continuato a offrire il servizio di sempre, presentandolo come una prestazione «completamente privata e on demand» e registrando circa 800 corse nel primo giorno di divieto: «Un dato in linea con quello del periodo in cui operavamo in convenzione con il Comune», spieega l’azienda. La polizia municipale, però, ha comunque iniziato a sequestrare i loro mezzi parcheggiati sugli stalli o a bordo strada: 80 monopattini mercoledì e 25 ieri.
Bird ha già ritirato una parte dei mezzi parcheggiati nella depositeria comunale che li custodisce e ha chiesto al Comune l’emissione dei verbali di sequestro: «Al momento non ci è stato fornito alcun documento ufficiale – diceva ieri l’azienda –. Senza atti ufficiali non è possibile comprendere pienamente quanto accaduto». Al centro della polemica è la possibilità di sosta sul suolo pubblico dei monopattini non convenzionati. Giorgio Cappiello, responsabile delle relazioni istituzionali per l’Italia di Bird rilancia: «Molto probabilmente, con i verbali in mano, faremo ricorso: lo Stato ci consente di parcheggiare nelle aree riservate a velocipedi e motorini». Ma il Comune replica che, non trattandosi di multe per violazioni del codice della strada, anche i verbali non sono dovuti. E che, senza l’autorizzazione dell’amministrazione, il noleggio può essere svolto solo in aree private. Netta la sindaca Sara Funaro: «La polizia municipale sta facendo il lavoro come deve. Dall’interruzione della convenzione è ovvio che sul suolo pubblico i mezzi che erano convenzionati non possono sostare».
Di fatto, però, la resistenza di Bird ha fatto sì che a Firenze, fino a ieri, i monopattini elettrici in sharing continuassero a circolare. Nonostante i dubbi dell’amministrazione, che aveva deciso di interrompere la sperimentazione all’indomani dell’obbligo di casco introdotto nel 2024 da una legge nazionale: «Nella pratica questo obbligo si è rivelato impossibile da garantire – commenta il Comune –. Un servizio senza stazioni fisse di prelievo e riconsegna rende molto problematico garantire il rispetto di questo obbligo anche a fronte dei controlli della polizia municipale». L’obiettivo dell’amministrazione è mettere fine ai «comportamenti scorretti degli utenti, sia rispetto all’uso in due persone, al rispetto dei sensi di marcia, e soprattutto in materia di sosta». E, per raggiungerlo, ha imposto lo stop al noleggio dei monopattini, potenziando i servizi di sharing di biciclette. Al momento, Bird ha contestato la delibera del Comune anche davanti al Tar, ma sulla vicenda il tribunale deve ancora pronunciarsi.
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