Ex caserme e periferie: a Milano gli studentati sorgono ovunque

È entrata in fase operativa la prima residenza universitaria a Monza. Altri 4mila posti letto dovrebbero arrivare entro i prossimi due anni. Ma i prezzi calmierati non sono sempre accessibili e, in certi casi, “scadono”
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August 29, 2026
Ex caserme e periferie: a Milano gli studentati sorgono ovunque
L'ex villaggio olimpico di Milano, che ospiterà 1.700 posti letto per fuori sede / ANSA
L’ultima volta che li hanno contati, gli studenti fuori sede a Milano erano un esercito di 90mila persone. Il 4,5% circa di tutti gli iscritti alle università italiane. Ma i posti negli studentati, secondo un censimento dello scorso anno, sono appena 13mila. Significa che solo chi può permettersi un affitto sul mercato delle camere, sempre meno accessibile, è ammesso in città. È per questo che negli ultimi due anni, finanziata dal piano del governo per «triplicare i posti letto per gli studenti», è cominciata la corsa agli studentati a Milano. Palazzi che ospitavano multinazionali, ex caserme e persino il villaggio olimpico negli ultimi mesi sono stati convertiti a strutture ricettive non alberghiere per universitari, finanziate perlopiù da investitori privati obbligati, sotto l’occhio dell’amministrazione, a offrire prezzi calmierati. Entro il 2028 Milano dovrebbe avere a disposizione altri quattromila posti letto, ma non tutti i nuovi studentati saranno vicini ai poli universitari della città. Anzi, alcuni studenti dovranno dormire addirittura in un altro Comune.
Si tratta dei 600 universitari che, al termine dei lavori, si insedieranno nel primo grande studentato di Monza, entrato mercoledì scorso in fase operativa. Sorgerà su un terreno da 19mila metri quadrati, appartenente all’ex caserma “IV novembre”, per il quale l’agenzia del Demanio ha da poco pubblicato un avviso di selezione rivolto ai privati. La formula è sempre la stessa: gli investitori finanziano i lavori, ricevono un contributo pubblico fino al 30% del quadro economico (fino a un massimo di 22,8 milioni di euro in questo caso) e, in cambio, si impegnano a soddisfare criteri di sostenibilità ambientale ed economica. In particolare, tutti i posti letto dovranno essere messi sul mercato a prezzi calmierati, con il 30% degli alloggi riservati a studenti meritevoli e meno abbienti. L’obiettivo dell’amministrazione monzese, però, è più ampio: costruire un vero e proprio polo studentesco. Negli spazi del nuovo studentato, infatti, potranno nascere locali turistici, congressuali e foresterie, raggiungibili dal nuovo capolinea della metropolitana milanese M5, da inaugurare nel 2034.
Se i nuovi posti letto a Monza saranno davvero utili ai fuori sede milanesi, lo potrà dire solo il prezzo dei nuovi alloggi. Ancora ignoto. Ma nel capoluogo lombardo, come racconta l’esperienza degli altri studentati, calmierato non è sinonimo di accessibile. I prezzi dei letti affittati a tariffa agevolata – una minoranza anche negli studentati di nuova realizzazione – restano alti: secondo le rilevazioni del gruppo Gabetti, a Milano uno studente in camera singola e iscritto a una università pubblica con Isee superiore a 30mila euro spende per vitto e alloggio fino a 1.600 euro al mese. Per la residenza che nascerà dalle ceneri del Villaggio olimpico (1.700 posti letto previsti), ad esempio, le tariffe pubblicate negli scorsi mesi da Coima parlano di 1.065 euro al mese per le stanze singole e 739 euro per le doppie. Utenze e pulizie comprese.
In alcuni casi, poi, ad avere «priorità di accesso» ai nuovi studentati sono i figli di medici, dentisti, avvocati, ingegneri e architetti. Ovvero gli studenti che possono accedere ai posti bloccati dagli enti previdenziali nelle nuove residenze universitarie. Nell’ex villaggio olimpico sono almeno 372 i letti che quattro casse hanno già messo a disposizione dei propri iscritti e delle loro famiglie.
Spesso, poi, i prezzi calmierati hanno una data di scadenza: è il caso dello studentato milanese che dovrà sorgere nel quartiere periferico di Sesto San Giovanni, al posto di un edificio dismesso già occupato da Wind. Nella residenza la società Castello Sgr offrirà 385 posti letto e, di questi, almeno quaranta saranno affittati con uno sconto del 20% sul prezzo di mercato. Ma solo per dieci anni. Scaduto il termine, le tariffe torneranno a essere regolate dalla concorrenza. Anche in questo caso, la residenza nascerà lontana dai poli universitari. Così, l’investitore ha ipotizzato di riservare il 70% dei posti a fuori sede che studiano oltre 30 chilometri, mentre il Comune ha chiesto l’80% a chi frequente atenei oltre i 50 chilometri. Non sarà l’unica residenza a sorgere in quella periferia, simbolo di un business sempre più redditizio: altri mille alloggi dovrebbero sorgere solo nel palazzo dell’ex ditta di costruzioni Impregilo.

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