A scuola di accoglienza nei ghetti: l'iniziativa della diocesi di San Severo
Il campo "Insieme ai migranti" si pone l'ambizioso obiettivo di far conoscere ai cittadini le condizioni di vita dei braccianti e promuovere nuove forme di volontariato e supporto

Andare a scuola di ghetti. Per imparare cosa siano le baraccopoli e gli altri insediamenti informali che ospitano migliaia di lavoratori immigrati. Ma anche per viverli direttamente, per condividere coi loro abitanti questo modo indegno di accoglierli. “Insieme ai migranti” è il campo di formazione e lavoro promosso e organizzato da Caritas e Migrantes della diocesi di San Severo in provincia di Foggia, un’esperienza di vita, formazione e contatto diretto nei luoghi dell’accoglienza informale. L’iniziativa, innovativa a livello nazionale, punta a stimolare una conoscenza consapevole, favorire il dialogo e gettare le basi per la progettazione di un volontariato attivo e strutturato a supporto dei fratelli e delle sorelle migranti. Una proposta fortemente voluta dal vescovo, monsignor Giuseppe Mengoli, in un territorio che ospita alcuni dei più grandi e inaccettabili ghetti, come quello di Torretta Antonacci, il “gran ghetto” nella campagna di San Severo che arriva a contenere anche più di 2mila persone, e il “Palazzo Arena”, proprio all’interno della città, a pochi passi dalla stazione e dal cimitero. Realtà da anni seguite concretamente da Migrantes e Caritas, però poco conosciute dagli stessi cittadini, quasi un corpo estraneo.
La risposta che è arrivata alla proposta diocesana è per questo molto importante. Sono infatti una trentina le persone, tra i 18 e 70 anni, che si sono iscritte al corso che si svolgerà dal 31 agosto al 4 settembre presso la sede della Caritas di San Severo, ed è cofinanziato dall’Unione Europea, con il sostegno del Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI), del ministero del Lavoro e della Politiche Sociali e del ministero degli Interni. «Il campo – spiega don Nazareno Galullo, direttore di Migrantes San Severo – per le persone che vi parteciperanno, sarà un’esperienza di vita, formazione e contatto diretto nei luoghi dell’accoglienza informale e rientra nelle attività del progetto “Poli Sociali Integrati”, promosso dalla Regione Puglia per la realizzazione e gestione di un Polo Sociale Integrato sul territorio della provincia di Foggia rivolto ai cittadini dei Paesi Terzi, regolarmente soggiornanti, vittime o potenziali vittime di sfruttamento lavorativo». Il campo prevede al mattino “lezioni d’aula”, su temi come Analisi dei dati e del quadro normativo, Rapporto Migrazioni e rete dei servizi, Caporalato e lavoro agricolo, fino al momento finale con una verifica e progettazione. Il tutto con la guida di esperti, operatori sociali ed esponenti ecclesiali e del Terzo Settore. Il pomeriggio vedrà i partecipanti vivere momenti di forte impatto umano ed esperienziale direttamente nei luoghi del territorio dove i migranti vivono, spesso in situazioni di marginalità. Sono previste attività di ascolto di chi è in difficoltà, sportello legale e medico e uno screening per capire chi ha bisogno di un corso di lingua italiana. «Concepita per coniugare un rigoroso approfondimento sui temi dell’immigrazione con la presenza concreta sul territorio – chiarisce il direttore della Caritas diocesana di San Severo, don Andrea Pupilla – l’iniziativa nasce con l’intento di stimolare una conoscenza consapevole, favorire il dialogo e gettare le basi per la progettazione di un volontariato attivo e strutturato a supporto dei migranti». E questo è possibile solo conoscendo in modo diretto il mondo della migrazione, i problemi, i drammi, vivendo quei luoghi indegni che sono i ghetti. E per conoscersi ancora meglio è previsto anche un torneo di calcetto tra migranti, operatori e partecipanti al corso.
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