Dynamo camp: il divertimento che cura "scende" in piazza

Sabato e domenica banchetti in 100 luoghi nelle città per far conoscere le attività (gratuite) a favore dei bambini con patologie, disabilità o autistici e raccogliere fondi con i "biscotti della felicità"
March 12, 2026
Dynamo camp: il divertimento che cura "scende" in piazza
A volte è solo un sorriso che spunta inatteso, dopo tempi tempestosi. Più spesso è felicità pura, che fa un rumore particolare. Sempre è divertimento che cura. Il Dynamo Camp è questo, una medicina di allegria capace di scacciare la paura dal cuore di bambini che magari hanno passato mesi in ospedale per una malattia oncologica. Ma anche di far ritrovare fiducia in sé stessi e nelle proprie potenzialità a chi ha una disabilità fisica. «Pensavo che mio figlio non potesse fare molte cose, qui le ha fatte tutte», come ha detto un papà. O, ancora, è una compagnia che permette a un adolescente autistico di sentirsi cercato, compreso, protagonista di una relazione di amicizia, a misura sua. È la “Terapia ricreativa” che il Dynamo Camp offre a ragazze e ragazzi fino ai 18 anni, da soli o assieme ai loro familiari, con due ingredienti fondamentali: bellezza e divertimento. Al Camp a san Marcello Piteglio (Pistoia), immersi in un’area verde di 900 ettari, attrezzata con teatro, studios, radio, piscina, maneggio dei cavalli, cani, il tendone da circo e una grande palestra di arrampicata tra gli alberi, in cui si può vedere “volare” tra i rami anche i bambini in carrozzina. A Milano, nel City Camp dal 2021 aperto quasi tutti i giorni o nei camp estivi a Roma, Firenze, Napoli, Genova, Torino o, infine, nelle attività portate direttamente negli ospedali in cui i bambini sono ricoverati.
I giochi nel tendone del circo al Dynamo Camp
Un gruppo di bambini, anche in carrozzina, giocano con attrezzi da circo sotto un tendone al Dynamo Camp

Gli "Abbracci" del Mulino Bianco in confezione speciale

Ospitalità e attività assicurate dallo staff Dynamo e da migliaia di volontari, sempre in maniera completamente gratuita per gli ospiti. Grazie all’impegno del fondatore, Enzo Manes, imprenditore e filantropo e di diverse aziende partner. Ma soprattutto di tanti singoli sostenitori che contribuiscono a regalare percorsi di terapia ricreativa e momenti di spensieratezza a oltre 12mila bambini ogni anno. Quello di Dynamo è dunque un progetto sempre in espansione – come crescente è la domanda di partecipazione delle famiglie (9mila sono quelle in lista d’attesa) – che necessita perciò di essere sostenuto dalle donazioni. Per questo sabato e domenica in più di 100 piazze in tutt’Italia (qui l’elenco: www.dynamocamp.org) sarà possibile contribuire ai programmi di Dynamo Camp acquistando i “Biscotti della felicità”. Si tratta di 40mila confezioni speciali di Abbracci del Mulino Bianco, donati dalla Barilla assieme a una originale biscottiera in latta da collezione. Il gruppo Barilla, infatti, sostiene Dynamo da molti anni e, in questa occasione, intende «trasformare un gesto semplice, come donare e ricevere un biscotto, in un segno concreto di supporto alle famiglie che affrontano ogni giorno la complessità di una patologia grave. Essere al fianco di Dynamo Camp significa stare vicino a queste famiglie con un aiuto reale e tangibile».
Un bambino e un papà al Dynamo camp
Un bambino e un papà abbracciati al Dynamo camp
Oltre alla raccolta di nuovi fondi, che è fondamentale, la scelta di essere presenti nelle piazze in tutt’Italia «ha anche l’obiettivo di spiegare meglio alle persone ciò che facciamo, provando a coinvolgere di più chi magari ha sentito parlare di noi alla radio o ha letto qualcosa sui giornali, ma non conosce a fondo il progetto che sviluppiamo con i ragazzi con disabilità o malattie croniche e i loro familiari», spiega Serena Porcari, Ceo di Dynamo. La gran parte delle quasi 2mila persone che tra sabato e domenica si occuperanno di raccogliere le offerte, vendendo i “Biscotti della felicità”, infatti saranno volontari che al Camp di san Marcello o nei camp estivi accompagnano, aiutano, giocano, e soprattutto si divertono assieme ai bambini. Testimonial essi stessi dei benefici della Terapia ricreativa e del valore di quel tempo prezioso di relazione che si sperimenta al Dynamo. Qualcosa che fa davvero la differenza per le famiglie che scontano o rischiano un certo isolamento sociale e che invece al Dynamo trovano supporto, reti di relazione, mutuo aiuto.

L'isolamento sociale di cui soffrono le famiglie con figli con disabilità  

Le famiglie con figli con gravi disabilità soffrono infatti di una condizione di grave e cronico isolamento, che spesso mina le possibilità di una vita serena. Secondo una ricerca condotta lo scorso anno da Doxa e Paideia, il 24% delle famiglie con bambini con disabilità dichiara che il figlio o la figlia non frequenta “mai” amici al di fuori della scuola; un bambino su tre con disabilità non viene “mai” o “raramente” invitato alle feste di compleanno degli amici o compagni di scuola; il 39% delle famiglie con bambini o ragazzi con disabilità ha sperimentato l’impossibilità di partecipare a una gita scolastica negli ultimi due anni, dato che sale al 50% al Sud e Isole. Dall'altro lato, le principali criticità che condizionano il benessere familiare indicate dai genitori sono la mancanza di tempo per sé (per il 70% nel caso delle famiglie con bambini con disabilità), lo stress da accudimento (64%) e le difficoltà nella conciliazione tra lavoro e vita privata (57%-58%).

Settimane in autonomia e weekend lunghi per tutta la famiglia 

Al Camp di san Marcello, aperto nel 2007, si alternano le settimane solo per bambini in autonomia dai genitori, a weekend lunghi con programmi per tutta la famiglia, con attività dedicate ad ogni componente con un'attenzione specifica come persone, non solo come "genitori di" o "fratelli di". Per questi ultimi, anzi - che spesso sono iper-responsabilizzati fin da piccoli o possono fatalmente ricevere minori attenzioni o essere limitati nella loro autonomia - sono stati messi a punto programmi e periodi di ospitalità speciali. In generale, poi le famiglie sperimentano la possibilità di avere tempo per sé, per divertirsi serenamente in un ambiente sempre protetto (anche dal punto di vista sanitario con il "club Med" a disposizione h24), sviluppando consapevolezza del proprio valore e forza dal confronto e dalla relazione con altri nuclei in situazioni simili.

L’efficacia dei programmi di "Terapia ricreativa"

La "Terapia ricreativa" è davvero una cura, come testimonia una ricerca dell’Università di Yale, realizzata con SeriousFun Children’s Network, il circuito internazionale di Camp nato dall'impegno dell'attore Paul Newman. I genitori coinvolti nei programmi, infatti, hanno rilevato netti miglioramenti nei propri figli con disabilità dopo un periodo al Camp. Il 78% segnala un incremento nella sicurezza in sé stessi; il 73% un incremento di autostima; l’81% una maggiore maturità; il 76% un più alto grado di indipendenza; il 72% un accresciuto interesse a partecipare in attività sociali e il 79% un’apertura a sperimentare nuove attività ed esperienze. La "Terapia ricreativa" prevede che ogni attività sia proposta seguendo sei passi fondamentali: Sfida (proposta di una novità); Scelta (libera, anche di non farlo); Collaborazione (con gli altri); Successo (c'è sempre, anche solo nell'aver osservato ciò che si faceva); Riflessione (su ciò che si è provato); Scoperta (delle proprie potenzialità).

«Al Dynamo non pensi di essere malato»

Ma sempre in maniera divertente, tra giochi e balletti, allegria e risate. La disabilità, le malattie, le difficoltà quelle restano sullo sfondo. Come ha scritto una ragazza alla fine della sua "vacanza": «Quando vivi ogni giorno sapendo di essere malato, poi è difficile tornare a casa e pensare che a Dynamo non ci hai pensato mai un secondo». Perché, come ha scritto un'altra bambina: «Dynamo ti spettina il cuore».

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