Don Di Noto: «Un mondo di abusi sui bambini. Ma chi li guarda?»

Ieri la trentesima Giornata dedicata di bambini vittime delle violenze. Papa Leone XIV all'Angelus ha salutato l'Associazione Meter: «Grazie per il vostro impegno da trent'anni»
May 4, 2026
«Saluto l’Associazione Meter, che da trent’anni si impegna per difendere i minori dalla piaga degli abusi, coinvolgendo la comunità ecclesiale e quella civile, educando a stare vicino alle vittime e a fare prevenzione. Grazie per il vostro servizio!»: li ha salutati così papa Leone XIV ieri in piazza San Pietro durante l’Angelus e loro erano lì, per la trentesima Giornata bambini vittime delle violenze. Quelle di Prevost, «sono parole che confermano e rafforzano il cammino che da anni portiamo avanti – ha poi detto don Di Noto –, che ci spingono a proseguire con ancora maggiore determinazione nell’impegno accanto alle vittime di abusi, pedofilia e pedopornografia, sia sul fronte dell’ascolto sia su quello della prevenzione».
La lotta contro i pedofili è durissima: «È un fenomeno estremamente criminale, nel quale sono coinvolti milioni di bambini, che vengono abusati e stuprati – racconta il sacerdote -. Questa violenza è aumentata ed è anche più elaborata». Col risultato che «non c’è parte del mondo dove non ci sia la presenza di soggetti che abusano di bambini». Lo scenario è mostruoso: «Immaginate lo sfruttamento di neonati – va avanti il fondatore di Meter -, immaginate la pedomama, aumentata vertiginosamente negli ultimi annui, immaginate l’abuso dei bambini disabili, l’utilizzo di animali per abusare bambini… Situazioni spesso lunghe anni in una schiavitù estrema». Riesce a esserci anche di peggio: «Gli snuff movies non sono una leggenda metropolitana, Meter ne ha denunciati a tantissime forze dell’ordine nel mondo. Si tratta di video e foto veramente agghiaccianti, nei quali i bambini oltre a essere abusati, vengono anche eliminati, totalmente eliminati». Don Di Noto è chiaro: «Pedofilia e pedopornografia devono essere definiti, in maniera chiara e senza mezzi termini, crimini contro l’umanità». E in questo potrebbe giocare un bel ruolo la comunicazione, che «ha il potere di cambiare le cose», però finora «non ha volute cambiarle». Tanto più che «spesso i potenti ci lasciano un po’ soli e questo fa male, molto male». Il dolore è forte. «Io piango di fronte alla sofferenza dei bambini. Non riusciremo a fare tutto, ma noi continuiamo da trent’anni a fare quel che è necessario – conclude don Di Noto -. Dobbiamo continuare a lottare».

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