Dalla Danimarca alla Svezia: come funziona il fermo preventivo nel resto d'Europa

A Stoccolma possono essere trattenute persone fino a 12 ore per rischio di scontri. In Spagna vige l’identificazione preliminare. Anche nel Regno Unito è previsto un ampliamento dei poteri di polizia durante le proteste
February 3, 2026
Scontri tra manifestanti e forze dell'ordine durante il corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna a Torino / ANSA
Scontri tra manifestanti e forze dell'ordine durante il corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna a Torino / ANSA
Il fermo preventivo - diverso dalle varie misure di detenzione cautelare successive ad un capo d’imputazione, di norma decise da un giudice - è uno strumento piuttosto raro in Europa ma presente negli ordinamenti di alcuni Paesi. In Danimarca, per esempio, esiste una forma di arresto preventivo denominato forvaring, riservata agli autori recidivi di reati violenti gravi; inoltre la Polizia danese ha il potere di trattenere le persone per un massimo di 12 ore, senza l’approvazione del tribunale, nei casi che comportano rischi per la sicurezza pubblica, come gli scontri di piazza. Fino al 2009 il limite era di sei ore. Per restare in Scandinavia, anche la Svezia ha una legislazione simile, con un fermo esteso sino a 24 ore. L’esempio della Germania è quello che più sembra avvicinarsi alla misura già vigente in Italia, ma non a quella ipotizzata in queste ore: il polizeiliche vorlaeufige Festnahme (fermo preventivo di polizia o arresto preliminare) è disciplinato dal Codice di procedura penale e consente infatti il fermo di una persona che sia colta in flagranza di reato, quando c’è pericolo di fuga, quando la sua identità non può essere accertata immediatamente o quando sussistono i presupposti per un mandato di arresto. Se non viene rimesso in libertà, l’arrestato deve essere condotto senza indugio, al più tardi il giorno successivo all’arresto, davanti al giudice del tribunale distrettuale nella cui circoscrizione è stato arrestato.
In Spagna, il capitolo III della legge sulla sicurezza cittadina del 2015, nota anche come Ley Mordaza (Legge bavaglio), consente alle forze dell’ordine di richiedere l’identificazione in presenza di indizi di partecipazione a un’infrazione o quando sia ragionevolmente necessario per prevenire un reato. Qualora l’identificazione non sia possibile sul posto o in caso di rifiuto, la persona può essere accompagnata negli uffici di polizia «ai soli effetti dell’identificazione» e per un tempo strettamente necessario, che non può superare le sei ore. Nel Regno Unito, infine, in seguito all’introduzione del Police, Crime, Sentencing and Courts Act (Legge sulla polizia, la criminalità, le sentenze e i tribunali) del 2022 e del Public Order Act (Legge sull’ordine pubblico) del 2023, i corpi di polizia possono intervenire per frenare le tattiche di protesta estreme - come il locking-on, ovvero l’incatenarsi in luoghi pubblici - ampliando i poteri della polizia di intervenire prima che una protesta abbia inizio o si intensifichi, consentendo arresti basati su potenziali disordini piuttosto che su atti criminali attivi.

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