Carbonara Day, da PizzAut la pasta diventa inclusione
di Antonio Fera
Dal 6 aprile PastAut debutta nei ristoranti fondati da Nico Acampora, in occasione della giornata social dedicata al piatto "più amato dagli italiani"

A PizzAut la cucina non si ferma: cresce e cambia. Dopo la pizza – che ha dato forma e visibilità al progetto – ora arriva la pasta. Il salto è netto, e non solo gastronomico. Il 6 aprile, nel giorno dedicato al Carbonara Day, nei locali di Monza e Cassina de’ Pecchi debutta la “CareBonara”: non un semplice nuovo piatto, ma il segno concreto di un percorso che si allarga. La carbonara, preparata e servita dai ragazzi autistici, diventa così un gesto di cura e condivisione. E proprio questo appuntamento segna l’avvio di PastAut, il progetto sviluppato con Barilla, che introduce in modo stabile la pasta nei menù dei ristoranti PizzAut.
Dietro c’è l’idea, portata avanti sempre dal fondatore Nico Acampora, che il lavoro possa essere davvero uno strumento di inclusione. E che quella inclusione passi anche da qui: da una cucina vera, con ritmi, responsabilità, aspettative. L’arrivo della pasta significa questo: più competenze, più autonomia, più spazio per mettersi alla prova. Non è un dettaglio. È un passo avanti. Uno di quelli che, dentro un progetto come PizzAut – nato in Lombardia e diventato negli anni un punto di riferimento nazionale per l’inclusione lavorativa nella ristorazione –, fanno la differenza.
Dalla formazione al lavoro vero
La pasta entra nel menù in modo stabile, non come esperimento. Dietro c’è un percorso preciso, costruito insieme a Barilla. I ragazzi hanno seguito una formazione dedicata, guidati dallo chef Marcello Zaccaria, lavorando su tecniche, tempi ed equilibri dei piatti. Accanto alla formazione sono arrivate anche attrezzature professionali. Significa lavorare in condizioni reali, con standard veri, per prepararsi a un mestiere. La collaborazione con Barilla si inserisce in un percorso più ampio. «È un impegno concreto per costruire un modello di inclusione capace di generare opportunità reali per le persone e le loro famiglie», spiega Fabrizio Vago, papà di un ragazzo autistico e manager dell’azienda. «Vedere i ragazzi al lavoro in cucina significa dare valore a un percorso fatto di crescita, autonomia e competenze».
Dieci piatti, una palestra quotidiana
Il risultato è un menù di dieci ricette che attraversano la tradizione italiana. Ci sono le lasagne con pesto, fagioli e patate, il timballo alla norma, i tortiglioni all’amatriciana. Piatti conosciuti, ma tutt’altro che banali da eseguire. È qui che il progetto prende forma, giorno dopo giorno. Perché ogni piatto diventa una palestra concreta: gestione dei tempi, coordinamento, attenzione ai dettagli. Non solo cucina, ma lavoro vero, con tutto quello che comporta. PizzAut continua a muoversi su una linea chiara: niente ambienti protetti, ma un ristorante a tutti gli effetti, con ritmi e responsabilità reali.
La carbonara, molto più di un piatto
La scelta di partire dalla carbonara non è casuale. Il debutto di PastAut nei ristoranti di Nico Acampora, il 6 aprile, coincide con la giornata social dedicata "al piatto più amato dagli italiani”. Ed è proprio così, almeno secondo i dati diffusi dagli ideatori del Carbonara Day, la ricorrenza che da dieci anni celebra uno dei piatti più iconici della tradizione italiana. Secondo un’indagine di AstraRicerche presentata a Roma, la carbonara è infatti la ricetta di pasta preferita dagli italiani, con un gradimento del 46%, davanti agli spaghetti alle vongole (42,6%) e alla pasta al ragù (42,5%). Più indietro si collocano amatriciana (29,4%), pomodoro e basilico (29,3%) e pesto (27,5%). Ma non è solo una questione di gusto: per quasi un italiano su due è una ricetta “da 10 e lode” e oltre il 90% dichiara di apprezzarla "molto o abbastanza".
«La pasta non è solo un alimento iconico, ma un valore culturale che unisce milioni di persone nel mondo», sottolinea Paolo Barilla, presidente di Unione Italiana Food. E in effetti la forza della carbonara sta anche qui: in un equilibrio raro tra semplicità e riconoscibilità. Dietro ingredienti essenziali – uova, guanciale, pecorino e pepe – c’è però una preparazione che non perdona. Serve precisione, attenzione, equilibrio. Non è difficile capire perché sia diventata un simbolo così forte della cucina italiana, capace di mettere insieme tradizione, convivialità e identità.
Un successo globale tra social e tradizione
La giornata, promossa da Unione Italiana Food insieme all’International Pasta Organization, festeggia quest’anno il decimo anniversario e continua a crescere anche sui social, dove chef, food blogger e appassionati sono invitati a condividere la propria versione con l’hashtag #Carbonara10eLode. In dieci anni ha raggiunto una platea potenziale di oltre 1,7 miliardi di persone. La carbonara, oltre a essere tra i piatti più apprezzati, resta profondamente legata a Roma: oltre il 94% degli italiani la associa alla Capitale e due su tre sono convinti che la migliore si mangi proprio lì. Non a caso, tra i commensali ideali con cui condividere un piatto di carbonara, emergono volti simbolo della romanità come Carlo Verdone, ma anche Sabrina Ferilli e Francesco Totti. Un segno di quanto questa ricetta continui a rappresentare, oltre che un gusto condiviso, anche un immaginario collettivo.
Quando la tradizione incontra qualcosa di più
Ed è proprio qui che il percorso di PizzAut si inserisce senza forzature. Perché mentre il Carbonara Day celebra una ricetta, nei ristoranti fondati da Acampora quella stessa ricetta diventa anche altro. Resta un piatto di pasta, certo. Ma non solo. In questo caso, una carbonara può dire qualcosa in più: che il lavoro, quando è reale e condiviso, può contribuire a cambiare lo sguardo e a riconoscere il valore di ciascuno.
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