Altri cantieri fantasma sotto indagine: sequestrati crediti d'imposta legati al Superbonus per oltre 9,3 milioni di euro
Gli accertamenti investigativi sono coordinati dalla procura di Roma e condotti dalla Tenenza della guardia di finanza di Anagni. Le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, comprendono truffa ai danni dello Stato, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, indebite compensazioni e false attestazioni. Le verifiche avrebbero evidenziato rilevanti difformità tra gli stati di avanzamento dei lavori dichiarati e le opere effettivamente realizzate

Una nuova presunta truffa legata al Superbonus. Crediti d'imposta per oltre 9,3 milioni di euro sono stati sottoposti a sequestro preventivo nell'ambito di un'indagine, coordinata dalla procura di Roma e condotta dalla Tenenza della guardia di finanza di Anagni su presunte irregolarità connesse alla misura di incentivazione edilizia introdotta nel 2020 dal governo Conte II. Il provvedimento, emesso dal gip di Roma e successivamente confermato dal Tribunale del Riesame, riguarda crediti fiscali per un valore complessivo di 9.327.961,10 euro.
Che cosa è emerso dagli accertamenti investigativi
Secondo quanto emerso dagli accertamenti investigativi, sarebbe stato individuato un presunto sistema fraudolento finalizzato all'indebita percezione di incentivi statali nel settore edilizio. Le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, comprendono truffa ai danni dello Stato, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, indebite compensazioni e false attestazioni. Le verifiche, effettuate su numerosi cantieri, avrebbero evidenziato rilevanti difformità tra gli stati di avanzamento dei lavori dichiarati e le opere effettivamente realizzate.
Gli elementi raccolti sarebbero riconducibili a un general contractor con sede a Roma, attivo nella gestione di circa 35 cantieri nell'Italia centro-meridionale sin dall'introduzione del Superbonus 110%. L'indagine, svolta con il supporto del Nucleo Speciale Tutela Entrate e Repressione Frodi Fiscali della guardia di finanza di Roma e del Gruppo della guardia di finanza di Frosinone, ha consentito di accertare che tra il 2021 e il 2024 la società avrebbe maturato crediti d'imposta per oltre 30 milioni di euro, dei quali circa 15 milioni ritenuti dagli investigatori privi dei necessari presupposti.
Gli approfondimenti, basati sull'analisi della documentazione contabile, sopralluoghi, querele e dichiarazioni testimoniali, avrebbero inoltre evidenziato l'emissione di fatture relative a operazioni inesistenti o solo parzialmente eseguite. Perizie tecniche avrebbero confermato la mancata realizzazione di parte delle opere fatturate. Parallelamente sarebbero emersi rapporti finanziari tra il general contractor e un subappaltatore che avrebbe ammesso la fittizietà di fatture per circa 5 milioni di euro. Alla luce del quadro indiziario, il Gip di Roma ha disposto il sequestro preventivo dei crediti fiscali, ritenendo sussistente il rischio di una loro cessione a terzi. Tre persone sono state deferite all’autorità giudiziaria.
Le indagini su altri appalti
L’attività si inserisce in un più ampio filone investigativo sul corretto utilizzo delle agevolazioni fiscali connesse al Superbonus. Secondo la guardia di finanza, il reparto operante ha esaminato oltre 900 appalti, coinvolgendo più di 5 mila beneficiari di crediti d'imposta, per un ammontare complessivo di agevolazioni ritenute indebite pari a circa 213 milioni di euro. Di questi, circa 37 milioni risultano già sottoposti a sequestro, mentre ulteriori 13 milioni sono stati bloccati o cancellati dalle Direzioni provinciali dell'Agenzia delle Entrate.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di Avvenire 





