
L'annuncio è arrivato poco fa ed è destinato a diventare la notizia del giorno: il governo porta in Consiglio dei ministri l’abolizione del bollo per le auto di piccola e media potenza e per tutti i motocicli. L’esenzione, secondo quanto riferito da fonti di Palazzo Chigi, interesserà oltre il 70% delle automobili oggi in circolazione e complessivamente circa 14,5 milioni di veicoli. Una misura pensata soprattutto per i mezzi utilizzati dalle famiglie negli spostamenti quotidiani e che prevede però un limite: ogni cittadino potrà beneficiare di una sola agevolazione, anche nel caso in cui sia proprietario di più veicoli. Per le moto, invece, l’esenzione riguarderà l’intera categoria dei motocicli.
Secondo l'articolo 2 della bozza di decreto legge, il beneficio riguarda le autovetture alimentate, anche in combinazione con altra fonte di propulsione, a benzina o gasolio, aventi potenza non superiore a 80 kW. Nel caso in cui il contribuente abbia più autovetture agevolabili, l'esenzione viene riconosciuta per una sola vettura, individuata in quella con la minore potenza. In caso di pari potenza, viene considerata quella per la quale, in assenza dell'agevolazione, sarebbe dovuto il bollo di importo più basso. L'agevolazione viene prevista anche per motocicli e ciclomotori alimentati a benzina o gasolio, ma a condizione che il contribuente non risulti soggetto al pagamento del bollo per un'autovettura con potenza pari o inferiore a 80 kW. Anche in questo caso l'esenzione riguarda un solo mezzo. La norma si applica anche nelle Regioni a statuto speciale e nelle Province autonome, previo accordo con le autonomie interessate. Per compensare la riduzione del gettito viene previsto un trasferimento complessivo alle Regioni pari a 2.3 miliardi.
La misura, sempre secondo la bozza del decreto legge atteso oggi in Cdm, riguarda però il solo 2027. Per quell'anno le persone fisiche in possesso dei requisiti saranno esentate dal pagamento della tassa automobilistica relativa a un solo veicolo regolarmente assicurato. L'esenzione si applicherà ai versamenti il cui termine ordinario di pagamento cade tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2027.
«Oggi il Governo cancella una delle tasse più odiate dagli italiani», ha commentato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, presentando la misura come un intervento di alleggerimento della pressione fiscale. La novità arriva in un quadro nel quale il governo sta mettendo a punto gli interventi economici dei prossimi mesi. Per i cittadini, l'effetto concreto dipenderà naturalmente dalla tipologia del veicolo posseduto e dall'importo del bollo oggi versato: non si tratta infatti di un'abolizione generalizzata per tutte le automobili, ma di un'esenzione circoscritta alle vetture di piccola e media potenza e, senza distinzione di cilindrata secondo le informazioni diffuse da Palazzo Chigi, ai motocicli.
Il provvedimento interviene su una voce fiscale tutt'altro che marginale. Secondo i dati Siope citati da Federcarrozzieri, nel 2025 il bollo auto ha portato nelle casse delle Regioni 7,1 miliardi di euro, con un'incidenza media di 267 euro per famiglia residente. Se al bollo si aggiungono l'imposta di iscrizione al Pra e quella sulle assicurazioni Rc auto, il peso complessivo delle tasse legate al possesso dell'automobile sale a 11,3 miliardi di euro, pari in media a 424 euro per famiglia. Numeri che spiegano anche la rilevanza dell'intervento annunciato dal governo, che per il 2027 prevede dunque di sostituire una parte consistente di quelle entrate regionali con risorse statali.
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