A Palermo una sfida culturale: riapre il teatro Garibaldi

di Redazione romana
Dopo una lunga chiusura, la Fondazione Studio Rizoma allestisce dal 13 novembre un mese di spettacoli, mostre e incontri. La presidente Pozzo: ridiamo vita alla città, vogliamo coniugare sperimentazione artistica e partecipazione
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November 6, 2026
A Palermo una sfida culturale: riapre il teatro Garibaldi
Il Teatro Garibaldi di piazza Magione a Palermo, nel cuore del rione Kalsa, riapre le porte alla città. Dal13 novembre al 13 dicembre 2026 la Fondazione Studio Rizoma, realtà palermitana attiva dal 2020 nel campo della ricerca artistica e dell’innovazione sociale, presenta il "Grand opening": un mese di programmazione che intreccia spettacoli, concerti, proiezioni, mostre, laboratori e incontri pubblici, con artiste e artisti dall’Europa e dall'area del Mediterraneo. Non una semplice riapertura, ma l’inizio di un nuovo progetto culturale stabile: un teatro pensato come casa comune e “terzo spazio” aperto anche di giorno e per tutto l’anno, dove la creazione artistica incontra la città. Dove cultura, comunità e vita quotidiana convivono. «La riapertura del Garibaldi rappresenta una bellissima notizia per Palermo e per l’intero mondo culturale nazionale - dichiara il sottosegretario alla Cultura, Giampiero Cannella -. A questo luogo straordinario mi lega un rapporto speciale, fatto di impegno, passione e lavoro concreto negli anni da assessore alla Cultura e vicesindaco. Ho creduto profondamente nella necessità di restituire il Garibaldi alla città. Perché non è soltanto un palco che si riaccende, ma un pezzo dell’identità culturale di Palermo che viene restituito al popolo. Con l'ambizione di diventare un punto di riferimento stabile per la produzione artistica e la partecipazione della comunità». «Il Teatro Garibaldi è stato uno dei primissimi luoghi che ho visitato dopo il mio insediamento a sindaco. Fin da allora ho pensato che fosse fondamentale ristabilire la sua vocazione di spazio di cultura, incontro e partecipazione. Oggi questo percorso si concretizza, dimostrando quanto la collaborazione tra pubblico e privato possa generare valore per la comunità. Ringrazio la Fondazione Studio Rizoma per aver creduto in questa sfida e per aver contribuito a trasformare una visione in un progetto concreto, aperto alla città e al futuro», afferma il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla.
Inaugurato da Giuseppe Garibaldi in persona nel 1862, il teatro di piazza Magione ha ospitato le commedie popolari, il cinema del dopoguerra e, negli anni Novanta, la stagione leggendaria di Carlo Cecchi, prima di un lungo abbandono. Su o attorno a questo palcoscenico sono passati artisti come Emma Dante, Peter Brook, Antonio Latella, Davide Enia e Wim Wenders, che vi ha girato anche una scena del film del 2008 "Palermo Shooting". Ora la nuova fase: si comincia venerdì 13 novembre con la prima assoluta di "Le principesse", il nuovo testo di Olga Bach diretto da Ersan Mondtag, artista tra teatro, opera e arti visive che nel 2024 ha firmato con Yael Bartana il Padiglione tedesco alla Biennale di Venezia, qui al suo debutto a Palermo. Lo spettacolo intreccia Amleto e Il Principe di Machiavelli in una storia di successione e di potere, e pone una domanda urgente: può una democrazia difendersi senza finire per somigliare ai propri nemici? Sabato 14 poi, dalle 11 alle 17 e 30, European Alternatives, partner strutturale della Fondazione Studio Rizoma, porta al Garibaldi il summit culturale e assemblea transnazionale "Il diritto alla cultura", che riunisce artiste e artisti, professioniste e professionisti della cultura, organizzazioni, spazi indipendenti e istituzioni da vari Paesi.
La Fondazione Studio Rizoma ha avviato con il Comune di Palermo un partenariato speciale pubblico-privato, sostenuto dalla Allianz Foundation, che ha già contribuito ai lavori di restauro e messa in sicurezza dell’edificio. «Contribuiamo a ridare vita alla città. Faremo una programmazione sperimentale - assicura la co-presidente di Rizoma, Patrizia Pozzo -. Vogliamo trasformare il teatro in un luogo di dialogo aperto a tutti e da vivere in ogni spazio. Un progetto duraturo, capace di coniugare sperimentazione artistica, accessibilità e partecipazione».

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