TikTok, l'Ue contro l'algoritmo: rischio dipendenza e danni alla salute mentale
di Gabriele Rosana
La Commissione europea accusa il social di favorire una spirale di contenuti che può alimentare dipendenza, ansia e disturbi alimentari. TikTok respinge le contestazioni, ma rischia una multa fino al 6% del fatturato globale

- Chi “scrolla” video su TikTok corre il rischio concreto di finire intrappolato nella “tana del Bianconiglio”. Presa in prestito dalla storia di Alice nel Paese delle meraviglie, la metafora indica la condizione per cui chi naviga online si trova “prigioniero” di una girandola senza fine di contenuti simili, raccomandati dalla piattaforma, che tengono incollati allo schermo. E che, per il loro numero e la loro ripetitività, possono porre problemi per la salute mentale se, ad esempio, hanno a che vedere con l’isolamento o con l’immagine corporea. La Commissione europea ha contestato in via preliminare a TikTok la violazione del regolamento Ue sui servizi digitali (Dsa) per il modo in cui sono costruite le sue raccomandazioni ad alto coinvolgimento dell’utente.
«È il primo intervento al mondo per contrastare un sistema di contenuti suggeriti», aggiunge un alto funzionario Ue. «Ogni volta che un utente scorre i video o mette “mi piace” su TikTok, l’algoritmo gli propone altri contenuti dello stesso tipo, trascinandolo in una spirale dalla quale è difficile uscire», ha affermato la commissaria al Digitale, Henna Virkkunen. Bruxelles chiede, in sostanza, al social di proprietà della cinese ByteDance di modificare il funzionamento del feed “Per te”, dando maggior peso alle preferenze esplicite (come il pulsante “non sono interessato”) e smettendo di utilizzare il tempo di visualizzazione dei video (che partono in automatico senza bisogno di un clic) come indicatore per proporre contenuti analoghi. Tra i fenomeni mappati dalla Commissione in un’indagine che è durata oltre due anni e mezzo e ha esaminato più di 20mila video presenti sulla piattaforma portano, ad esempio, al trend virale #SkinnyTok: molti dei post sulla perdita di peso (con tanto di consigli su esercizio fisico e alimentazione) non sono illegali e pertanto non vanno necessariamente rimossi da TikTok, ma se mostrati ripetutamente a minori o adulti vulnerabili rischiano di avere degli effetti collaterali indesiderati, tra cui «aumento dell’ansia, minore autostima o peggioramento di disturbi alimentari esistenti», spiega una nota dell’esecutivo Ue.
Il caso non è chiuso: TikTok potrà adesso esercitare il diritto di difesa, accedendo al dossier dell’inchiesta; se le accuse di Bruxelles saranno confermate, e il social non apporterà le modifiche necessarie per attenuare i rischi della “trappola dell’algoritmo”, potrà incorrere in una multa fino a un massimo del 6% del fatturato mondiale annuo. «La Commissione ha rilasciato una serie di dichiarazioni che sono sostanzialmente inesatte e travisano l’architettura della nostra piattaforma e il nostro impegno per la sicurezza degli utenti», ha commentato un portavoce di TikTok, parlando di «comprovata esperienza nella tutela della nostra “community”, garantendo al tempo stesso agli utenti un controllo diretto e intuitivo sulla loro esperienza di fruizione dei contenuti». Tra febbraio e luglio, Bruxelles aveva già formulato le sue accuse di violazione del Dsa all’indirizzo di TikTok in altri due ambiti, anche se finora non sono arrivate sanzioni: i sistemi che creano dipendenza (costringendo, di fatto, a rimanere sull’app) e le caratteristiche dei profili dei minori, che rischiano di essere esposti a contatti indesiderati di malintenzionati e cyberbullismo. L’esecutivo Ue ha in corso un’inchiesta separata, stavolta sugli algoritmi di raccomandazione di Facebook e Instagram. Un funzionario Ue ha spiegato che i rilievi mossi a TikTok hanno contribuito a definire i paletti del “Kids Act”, con cui la Commissione vuole vietare i social ai minori di 13 anni e imporre alle piattaforme garanzie di sicurezza per gli adolescenti.
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