Opinioni

Non facciamoci demotivare, facciamo un altro mondo. Parola di 16enne

Marco Tarquinio sabato 4 febbraio 2023

Gentile direttore,
ho 16 anni e penso che, ormai archiviata da un mese l’atmosfera magica di festa che, tra Natale e inizio d’anno, ci fa sempre bene, abbiamo ricominciato un po’ tutti a calarci nuovamente nella realtà. Ripercorrendo tutte le ottime prime pagine offerte da “Avvenire” durante l’anno passato, si nota facilmente come il 2022 sia stato anche e soprattutto segnato da guerra, distruzione, morti sul lavoro, corruzione, sfruttamento, inflazione, diseguaglianze internazionali e abolizione di diritti. E il 2023, a quanto abbiamo sinora visto, rischia concretamente di rivelarsi avviato nella stessa direzione. Il nostro mondo continua a essere animato da guerre, soprusi, ingiustizie sociali e disumanità. La nostra Europa prosegue sempre più nel perdere la propria identità in favore di quella statunitense, e ormai sembriamo davvero esserci totalmente assuefatti all’orrore dei conflitti e della violenza a scopo economico. La parola d’ordine della guerra in Ucraina, anche a Occidente è diventata “vittoria”, e non più “pace”, proprio quella in cui le persone ragionevoli sperano nel più breve tempo possibile. Insomma, sembra proprio che nessuno sia disposto a porre fine a questo massacro. Il 2023 potrebbe essere l’anno della verità, del cambiamento, della riscoperta dei princìpi di solidarietà e umanità. Come ogni cosa, però, dipenderà solo da noi e dalla voglia che metteremo nel cercare di riappacificare il luogo meraviglioso ma martoriato nel quale viviamo. Gli auspici e le promesse non sono nulla se non agiamo per quantomeno cercare di mantenerli. Auguro a tutte e tutti per l’anno in cui ci siamo già inoltrati di non farsi demotivare e di lavorare per un mondo migliore. Grazie infinite, davvero, per il lavoro della Redazione di “Avvenire”.

Flavio Maria Coticoni

Caro Flavio, grazie del tuo augurio e della tua appassionata lettura della realtà e del nostro – anche tuo! – “Avvenire”. Siamo felici e orgogliosi di lettori (sedicenni) come te.