Pomi di granito e manici di scopa, sono stati Giochi magici

Il curling metafora di quello che il mondo potrebbe essere: un sasso che metta punti fermi, e una ramazza che spazzi via la polvere delle nostre paure
February 21, 2026
Pomi di granito e manici di scopa, sono stati Giochi magici
La canadese Rachel Homan durante la finale per il bronzo del curling femminile a Cortina/ EPA

Diario dai Giochi/16.

Niente ottone, solo pomi di granito e manici di scopa. Curling, ancora lui. Ha iniziato a giocare quando le Olimpiadi ancora non erano cominciate, ha finito per ultimo, o quasi. Strisciando sulle ginocchia ha segmato questi Giochi di freddo e di neve con i suoi strumenti che sanno di fiaba e di magia.
Pochi sapevano che esistesse, qualcuno sorrideva all’inizio. Ma dai, che sport mai è questo? Eppure, sono bastate una pietra e una ramazza per cambiare idea. Per dare inizio a una partita, e forse per raccontare qualcosa di più.
In questa Olimpiade gioiosa ma su sfondo inquieto – la seconda con più di una guerra all’uscio, e la prima in cui ci scopriamo tutti più fragili – quei cinque cerchi colorati hanno provato a ricucire un’armonia che sembra smarrita. Facendo polvere delle paure che credevamo sepolte e spazzandole vie, mettendoci per 17 giorni una pietra sopra.
Più facile illudersi con sassi e scope come armi bianche, strumenti umili che la fantasia e il cinema hanno trasformato in chiavi di mondi paralleli. Nella pellicola Disney l’apprendista strega vola con i pomi d’ottone, i Bambini Sperduti di Peter Pan usano una ramazza per imitare la famiglia che rimpiangono. Per Cenerentola è il segno della servitù, ma per “Il maestro e Margherita” di Bulgakov diventa veicolo di liberazione, volo notturno che spezza catene sociali e dolore. L’attrezzo destinato a raccogliere lo sporco del mondo si rovescia di significato: consente di guardarlo dall’alto quel mondo, drone moderno per riprendere realtà antiche. Come in “Miracolo a Milano”, con i poveri che volano via sulle scope verso un altrove dove tutto torna ad avere senso. E Miracolo a Milano Cortina è stato un’altra volta adesso, per un’Olimpiade quasi perfetta che è stata pronta in extremis e bella per sempre. Anche qui con realismo magico applicato alla necessità.
Il sasso poi ha messo un punto fermo sullo sport vestito con il suo abito più bello. Chi ha scagliato la prima pietra si è regalato punti e medaglie. Come quella filosofale di Harry Potter, ha scaldato la magia di giorni irripetibili. E come quella di Indiana Jones, ha regalato potere e prosperità. Così questo complesso e immenso giocattolo olimpico, dal curling ha imparato che è possibile inventare una traiettoria calcolata sul ghiaccio mentre tutto intorno sembra instabile. In 17 giorni appena un sasso grigio e una scopa colorata ci hanno fatto credere davvero a quel volo. Il resto bisognerebbe chiederlo alla polvere: bello sarebbe che bastasse un altro tiro per spazzare via la cupezza e restituire a tutti un buongiorno che suoni meno freddo e più sincero.

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