Giovani, preparati e sorridenti: la carica dei 18 mila volontari
di Enrico Lenzi
La coordinatrice Iacone: «Abbiamo dovuto fare una selezione perché sono arrivate 130 mila domande Il 48% sono under 30 ma abbiamo anche un 10% di over 65»

La vera arma “vincente” delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 sono stati loro: i volontari, riconoscibili con le divise d’ordinanza. Ma riconoscibili soprattutto dal sorriso e dall’entusiasmo con il quale dal 6 al 22 febbraio scorsi e dal 6 al 15 marzo hanno - e stanno accogliendo - atleti e paratleti, dirigenti, ospiti e soprattutto le centinai di migliaia di tifosi e turisti provenienti da tutto il mondo per questo evento sportivo.
«Possiamo davvero definirli l’arma vincente e lo sono stati per le Olimpiadi, come lo sono per le Paralimpiadi, grazie anche a un enorme lavoro di preparazione partita sin dalla scorsa estate» commenta Anna Laura Iacone, human capital director, ossia la persona che ha coordinato il complesso lavoro dei volontari e dei dipendenti della Fondazione Milano Cortina. Ma l’opera dei volontari è partita ancora prima con la fase in cui ci si poteva candidare a questo ruolo. «Ci sono arrivate 130mila domande e abbiamo dovuto fare una selezione scendendo a 18mila, il numero richiesto per la gestione dei Giochi». Compito notevole, anche perché queste sono state le prime Olimpiadi diffuse sul territorio, quindi con sedi di gare sparse in ben tre Regioni. Ma quale identikit potremo fare del volontario? «Se la prevalenza di volontari under 30 raggiunge il 48% dell’intero gruppo, abbiamo anche un importante 10% di over 65». E come dimenticare la gioia e l’entusiasmo di Mario Gargiulo, classe 1936 (alla soglia dei 90 anni), già volontario a Cortina 1956, protagonista nella cerimonia di chiusura dei Giochi all’Arena di Verona. «E poi abbiamo avuto ben il 52% dei volontari donne, altro aspetto di non poco conto» sottolinea con soddisfazione la direttrice Iacone. Per tutti una formazione intensa di almeno sedici ore nelle quali ricevere informazioni, indicazioni e modalità per svolgere al meglio il proprio impegno. «Abbiamo ricordato loro come il sorriso sia il primo impatto che atleti e tifosi hanno arrivando alle sedi olimpiche, ma persino già all’aeroporto». E il sorriso - unito a gentilezza e cordialità - è diventato l’emblema del volontario di Milano Cortina 2026. Chiunque abbia avuto la fortuna di poter assistere di persona a una gara lo ha potuto sperimentare. «E non c’è stata differenza tra i volontari italiani (l’80%) e quelli provenienti da ben 98 nazioni diverse (il restante 20%). Oltre il 58% di questi ultimi oltre all’inglese parlava anche italiano» spiega Iacone.
Analoga situazione per i quasi cinquemila componenti dello staff, chiamato a coordinare il lavoro dei volontari, aiutarli a svolgere al meglio il loro compito, affrontare le eventuali criticità. «Il 70% dei loro erano italiani, il resto arrivava da 62 nazioni. Si trattava di uomini e donne che avevano spesso alle spalle già la partecipazione e la gestione di grandi eventi sportivi. In questo è stata importantissima anche la presenza di sportivi olimpici e paralimpici, che ci hanno permesso di comprendere al meglio l’importanza e il ruolo svolto dai volontari nella buona riuscita dei Giochi, grazie proprio alla loro esperienza in altre edizioni olimpiche, a cominciare da Parigi 2024 e tornando indietro». Riferimento tutt’altro che casuale, quello fatto da Anna Laura Iacone. Da Parigi 2024, Milano Cortina 2026 ha saputo trarre indicazioni operative e suggerimenti; ora da Milano Cortina 2026, le prime Olimpiadi diffuse, stanno traendo a loro volta suggerimenti e proposte per le Olimpiadi Invernali delle Alpi Francesi 2030. «Abbiamo creato uomini e donne capaci di una leadership manageriale sportiva, che potranno mettere a disposizione per le prossime Olimpiadi, ma anche per tutti i grandi eventi sportivi, che anche l’Italia si appresta a ospitare o ai quali intende candidarsi». Nasce anche da questa consapevolezza di una eredità rappresentata dai master sportivi attivati presso l’Università statale di Milano per grandi eventi sportivi.
«Una delle eredità che Milano Cortina 2026 lascia al Paese». Ma anche sul fronte dei volontari, i Giochi del 2026 lasceranno una eredità importante: il manifesto dei volontari. Un decalogo a cui anche in futuro guardare preparando nuovi volontari per grandi eventi sportivi. Quelli di Milano Cortina sono pronti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Temi






