Il teatro assoluto di Samuel Beckett per la radio

Nel 1956 l’irlandese seguì le orme di Dylan Thomas, che nel 1953 aveva spopolato con “Sotto la selva lattea”. Ora un volume raccoglie tutti i suoi radiodrammi
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August 6, 2026
Il teatro assoluto di Samuel Beckett per la radio
Samuel Beckett, premio Nobel per la Letteratura 1969, in un ritratto del 1977 / WikiCommons
Un incipit primordiale di un’opera narrativa che è nello stesso tempo racconto e monologo, Company, di Samuel Beckett: «Una voce arriva a qualcuno nel buio. Immagina». Situazione teatralmente assoluta: il buio, e una voce che arriva. C’è qualcuno nel buio, quella voce giunge a lui. Pare un nostro antenato nella caverna, che scopre all’improvviso, nell’oscurità, una voce giungere da non si sa dove. C’è qui e in tutta la scena di Beckett una ferma, tragica resistenza alla scomparsa, al nulla, e lo strumento di questa resistenza è la voce. In L’ultimo nastro di Krapp invece, il protagonista del leggendario monologo ascolta il proprio passato registrato dalla sua stessa voce, a un vecchio registratore. La cerca non in sé, nella memoria, ma nel nastro di un magnetofono. Il tempo tra l’origine e il presente, cioè la sua vita, è quello che gli è sfuggito. Ma lo cerca, il nastro crepita nel registratore scassato, la voce disillude, ma Krapp vi si aggrappa come un naufrago alla tavola e un esule al suo nome. Samuel Beckett, il più grande autore di teatro del Novecento, mettendo in luce, su questa scena, una mancanza, sta invocando una presenza. Non un’assenza ma una mancanza, qualcosa a cui si brama. E invoca una presenza che fu, che è stata e che rimpiange e spera ritorni.
A un certo punto giungerà a cercare e trovare la voce fuori anche dal palcoscenico (per il quale aveva già di fatto abbandonato, o meglio subordinato la pagina): in una scatola magica, detta “radio”.
La radio ebbe un ruolo decisivo nell’evoluzione artistica di Beckett. Ciò non sarebbe avvenuto senza l’involontaria intercessione del più giovane e già famoso poeta Dylan Thomas , che scrisse per la Bbc il radiodramma Sotto la selva lattea. Straordinario successo di quell’opera, andata in onda per la prima volta il 25 gennaio 1953 sul mitico Terzo programma della Bbc, e che fu rappresentata postuma: il già leggendario Dylan Thomas era morto improvvisamente appena terminata la scrittura del radiodramma, che avrebbe anche dovuto interpretare. Era un poeta della voce e una voce congenita al miracolo della radio.
Lo straordinario successo del dramma scritto per la scatola magica convinse i funzionari dell’emittente inglese, non potendo più ricorrere alla genialità di Thomas, a provare a coinvolgere altri scrittori di punta. Beckett, il cui nome conquistava notorietà dalla prima parigina di Godot, ricevette la proposta , estate 1956, e in una notte ebbe una “raccapricciante idea” da cui nacque Tutti quelli che cadono, scritta in tre mesi, da luglio a settembre. Miracolo Bbc: l’autore , oltre a una composizione rapidissima, ispirazione potente, era anche tornato all’inglese, lingua materna abbandonata da una decina d’anni, a favore del francese in cui aveva scritto i suoi capolavori teatrali. Dylan Thomas era una voce, in radio, non solo autore, ma attore. Normale che si spingesse a tanto e che Beckett non ci provasse minimamente, essendo la radio non lo scrigno della voce ruggente, per lui, ma del silenzio enigmatico. Una storia importantissima per la letteratura del Novecento e il destino della Voce in due dei suoi massimi autori. Per merito di un un libro necessario, acutamente concepito e impeccabilmente curato da Gabriele Frasca, Samuel Beckett. Radiodrammi (Einaudi, pagine 148, euro 13,50) . La storia è narrata nel saggio conclusivo di Frasca, “On!”: e la radio fu. Un saggio, ma anche un fascinoso racconto. Beckett il tragico agonista del nulla, Thomas, il nuovo grande romantico del Novecento, incantati dalla radio, la scatola magica, per me, e lo scrigno delle voci, come la definirono gli hawaiani quando videro le piccole transistor dei marinai statunitensi appena sbarcati. Barattando volentieri, e senza alcuna conoscenza o considerazione economica, perle raccolte nel fondo del mare in cambio di una radiolina. La perla dell’immortalità del fondale e la scatola delle voci: due misteriosi oggetti di magia.

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