domenica 1 marzo 2020
l’Opera di Santa Maria del Fiore punta a celebrare i 600 anni della cupola, iniziata il 7 agosto 1420, con una serie di «accadimenti culturali»
La Cupola del Brunelleschi

La Cupola del Brunelleschi - Pixabay / Samuele Schirò

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Firenze «Non è una cupola, è la Cupola: non ce n’è un’altra al mondo di pari architettura e dimensioni, icona ed emblema di Firenze, memoria e attestato della cultura fiorentina». Parola dello storico dell’arte Antonio Natali, che parla così del monumento umanista di Filippo Brunelleschi, uno dei più celebri al mondo, visitato ogni anno da un milione di persone, la maggior parte delle quali, però, lo considera un feticcio, al pari del David di Michelangelo e della Primavera del Botticelli, meritevole soltanto di un autoscatto.

Ecco allora che l’Opera di Santa Maria del Fiore, di cui Natali è consigliere dopo aver diretto gli Uffizi, punta a celebrare i 600 anni della cupola, iniziata il 7 agosto 1420, con una serie di «accadimenti culturali» (Natali rifiuta, giustamente, l’abusato termine “eventi”) per proporre un approccio nuovo a quest’opera considerata impossibile, ma resa possibile dal genio del grande architetto nato e morto a Firenze (1377–1446).

Le celebrazioni, presentate ieri all’interno del Museo dell’Opera del Duomo che al capolavoro di Brunelleschi dedica un’intera sala, prevedono concerti, spettacoli, proiezioni notturne sulla cupola, convegni, conferenze e libri.

Si parte il 16 aprile con il concerto “La cupola armonica”, con musiche tra gli altri di Salvatore Sciarrino e la direzione artistica di Gabriele Giacomelli, che riproporrà, per la prima volta dopo secoli, l’antica prassi di cantare e suonare dentro la cupola disponendo coro e musicisti anche sul primo ballatoio. Tra le iniziative ospitate in Santa Maria del Fiore anche un’opera inedita di Davide Rondoni, Con il cielo dentro, per la regia di Giancarlo Cauteruccio (8 ottobre), e Oltre l’azzurro. Il sogno di Brunelleschi, dramma in musica di Silvia Colasanti con testo di Maria Grazia Calandrone e la direzione artistica di Francesco Ermini Polacci, che chiuderà le celebrazioni il 20 novembre.

Nel frattempo sarà coinvolto anche il vicino Teatro Niccolini per ospitare la presentazione del volume La Cupola di Brunelleschi, dedicato anche agli affreschi di Vasari e Zuccari che sono parte integrante della fortuna dell’opera architettonica (14 maggio), e per la lettura teatrale dal libro di Sergio Givone Fra terra e cielo. La vera storia della Cupola di Brunelleschi (4 giugno). Prevista anche la ristampa della Vita di Filippo Brunelleschi di Antonio Manetti (edizioni Mandragora).

Tra i convegni c’è attesa e curiosità per L’uovo di Filippo, che sarà ospitato il 19 e 20 novembre nell’Antica canonica di San Giovanni. L’uovo è come quello di Colombo diventato proverbiale, ma Brunelleschi è vissuto prima. Per cui si pone realmente il problema se sia nato prima l’uovo o la gallina. In ogni caso la questione nasce dal fatto che dietro al segreto di far stare in piedi un uovo si cela il segreto stesso di una cupola che ancora oggi si stenta a capire come faccia a stare su e godere di ottima salute come testimoniano i complessi apparecchi installati al suo interno tanto da farne il monumento più monitorato al mondo.

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