Scoperta in Grecia la scuola dove Aristotele insegnò ad Alessandro Magno

Presso Emazia, nell'antica Macedonia, individuate aule, palestre, sale da banchetto risalenti a 2300 anni fa
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October 5, 2026
Scoperta in Grecia la scuola dove Aristotele insegnò ad Alessandro Magno
Veduta aerea dell'area archeologica identificata con il ginnasio aristotelico / Ministero della Cultura della Grecia
Quando Filippo II di Macedonia chiese ad Aristotele di diventare il precettore di suo figlio Alessandro, il filosofo non si lasciò subito persuadere con facilità. Il sovrano, convinto della bontà della sua richiesta e della necessità di affidare il giovane alle mani sagge di Aristotele, non si fece scoraggiare dalle sue resistenze e promise al maestro che avrebbe costruito apposta per lui un ginnasio immerso nella natura. La proposta allettò il filosofo che, nella bucolica cornice del ninfeo di Mieza, iniziò a insegnare l'etica e la politica all'uomo che qualche anno dopo avrebbe invaso e conquistato l'Asia centrale. Recenti scavi, iniziati in maniera sistematica nel 2024 grazie a un accordo tra il ministero della Cultura e il comune greco di Naoussa, hanno portato alla luce i resti archeologici del ginnasio dove 2300 anni fa Aristotele plasmò la mente e il cuore di Alessandro il Grande. «Siamo totalmente certi che si tratti della scuola fondata da Filippo II», ha spiegato Angelikí Kottaridi, archeologa responsabile degli scavi nella regione di Emazia. Il ginnasio, che Kottaridi ha definito un «collegio d'élite», era destinato ai figli delle famiglie più importanti della Macedonia e concepito per prepararli sia alla guerra sia alla vita pubblica. 
Un'archeologa al lavoro nel sito di Mieza / Ministero della Cultura della Grecia
Un'archeologa al lavoro nel sito di Mieza / Ministero della Cultura della Grecia
Il sito si estende su circa tre ettari di terreno e custodisce aule scolastiche con banchi in pietra, palestre, un portico lungo circa 200 metri e una pista per le gare di corsa podistica. Di particolare rilievo è il complesso tripartito di oltre 160 metri quadrati nel didaskaleion ("luogo d'insegnamento"), costituito da un vestibolo centrale e da due andrones, sontuose sale per il simposio con pedane rialzate destinate ai letti conviviali. La qualità dei pavimenti a mosaico, scrive il ministero della Cultura greco, ricorda le decorazioni del palazzo di Ege, il più importante edificio della Grecia classica assieme al Partenone. I resti architettonici, tra cui muri con malte di altissima qualità, sono sopravvissuti alla sistematica spoliazione operata dai Romani dopo la seconda battaglia di Pidna nel 148 a.C., anno in cui la Macedonia divenne in via definitiva una provincia della Res publica: gli elementi strutturali, sepolti sotto alcuni strati di detriti, sono stati preservati dalle macerie causate da un vasto incendio successivo alla devastazione romana. Il Ginnasio reale, che risale alla metà del IV secolo a.C., è solo una delle ultime scoperte nel sito archeologico: di recente, a Mieza sono stati restaurati anche la moschea e il bagno ottomani costruiti nel XV secolo, negli anni del dominio turco sulla Grecia. 

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