Libri per ragazzi: a Bologna i ragazzi imparano a dire no

La Children’s Book Fair celebra la 63ª edizione mettendo al centro tematiche storiche o figure che hanno saputo ribellarsi a guerre dittature, ingiustizie, razzismo e codici mafiosi
April 12, 2026
Libri per ragazzi: a Bologna i ragazzi imparano a dire no
Un’illustrazione di María Jesús Guarda in mostra a Bologna
Lo stato delle cose impone che nessuno possa guardare al mondo, alle sue violenze, crudeltà e storture, come se non lo riguardassero. È su questo scatto di sensibilità, di responsabilità, di partecipazione, speranza di democrazia che lavora la letteratura rivolta alle ragazze e ai ragazzi, confermandosi custode della memoria storica e sguardo lucido sull’attualità, racconto della possibilità per ciascuno di fare la differenza, di prendere posizione e cambiare il proprio pezzo di mondo. È una sfida che editori e autori continuano a raccogliere come dimostrano le novità - tra le tante che riguardano come sempre molteplici tematiche – sfornate per questa nuova edizione, la numero 63, della Bologna Children’s Book Fair, in corso da domani al 16 aprile a Bologna. Una sfida e una scommessa che, per dirla con Gianrico Carofiglio, al suo primo libro pensato per ragazzi e ragazze, prova ad Accendere fuochi (Mondadori) a spingere i più giovani attraverso l’ascolto, l’uso efficace delle parole e la manutenzione di sé stessi verso quella rivoluzione gentile non violenta, fatta di immaginazione, partecipazione e passione civile, che può cambiare il mondo. Quella stessa passione che ha animato i Giovani, liberi, partigiani di cui racconta la storica Michela Ponzani (DeAgostini) che hanno lottato, fatto politica prima da partigiani in montagna contro i nazifascisti, poi da partigiani della democrazia, contribuendo a immaginare e scrivere la Costituzione nata dalla Resistenza, grazie a cui gli italiani da sudditi sono diventati cittadini liberi. Per onorare la data del 2 giugno 1946 c’è soprattutto una storia da ricostruire per capire cosa sono state ottant’anni fa la nascita della Repubblica e la svolta di un Paese che, dopo venti anni di dittatura fascista e una guerra disastrosa, ha votato (donne comprese) per chiudere con la monarchia e darsi una Costituzione su cui fondare la democrazia. Lo fa Lia Celi con Borgomaggio (DeAgostini) raccontando, attraverso la voce di una quattordicenne, la storia di una famiglia provata dalla guerra che guarda al Referendum del 2 giugno e alle prime elezioni libere per la Costituente come al nuovo inizio di un’Italia finalmente in pace e democratica. Il Paese possibile che la Costituzione delinea con i suoi obiettivi sociali e civili pensati e scritti per tutti i cittadini, anche i più giovani. A decifrarla per loro, rileggendo i primi dodici articoli, principi fondamentali della democrazia, nomi come Walter Veltroni e Francesco Clementi con La più bella del mondo (Feltrinelli Ragazzi), Matteo Saudino con La Costituzione siamo noi (Piemme), Andrea Franzoso con La Costituzione allo specchio (Salani). Tutti una buona occasione per ragionare sul proprio modo di stare nel mondo. E mentre Einaudi Ragazzi inaugura con Daniele Aristarco la collana Io dico no! per far rivivere le grandi battaglie contro razzismi, dittature, discriminazioni e ingiustizie, Lapis pubblica Il ponte di Barbiana raccontando l’esperienza di don Milani che nella piccola scuola di montagna insegna ai figli dei contadini che la difficoltà di uno è la difficoltà di tutti e che per far valere i diritti bisogna studiare e sapere maneggiare bene le parole giuste.
Luisa Mattia racconta in Occhio di fuoco (Lapis) lo sconvolgimento della vita di due giovani donne, Nuccia dilaniata dalla scelta tra giustizia e vendetta dopo aver visto morire sua madre, vittima per errore di un regolamento di conti di camorra, e Valeria la fotografa che per caso scatta l’istante dell’agguato. Quando capisce che le sue foto raccontano un’altra verità rispetto a quella apparente deve a sua volta decidere se tacere o esporsi e rischiare la vita. Che cos’è il coraggio e perché bisogna darselo e mostrarlo come l’esercizio di un diritto di fronte alle ingiustizie è il messaggio che arriva anche dalla Storia di Lia firmata da Daniele Aristarco per Mondadori, che ci restituisce la voce determinata e gentile di Lia Pipitone, figlia del boss mafioso di Cosa Nostra Antonino Pipitone. Ragazza tenace, ribelle, indipendente e gentile, decisa a scegliere la propria vita liberamente e non un futuro preordinato dalla famiglia, ha pagato con la vita la ribellione alle regole dominanti e criminali di casa. Ancora Mondadori pubblica Come radici una storia sulle seconde possibilità scritta da Nicola Gratteri, Procuratore delle Repubblica a Napoli e Antonio Nicaso, storico, uno dei massimi esperti di mafia. Un romanzo che parla di crescita e legalità, di possibilità di chiudere con il passato e le proprie colpe per ricominciare daccapo, attraverso la storia del giovane figlio di un boss con un grave reato sulle spalle, di una comunità di accoglienza per ragazzi in difficoltà e di un giudice in pensione tornato nella campagna calabrese a coltivare la terra di famiglia.
Capire come va il mondo, informarsi, ricordare, uscire dal proprio piccolo mondo per protestare e agire, prestando la propria voce a chi non può farsi sentire è il messaggio che arriva da Francesco D’Adamo, autore di Volevo avere le ali (Giunti), racconto di una inattesa ma provvida corrispondenza via internet tra Jasmine che vive in trappola nella Striscia di Gaza, in una tenda sotto le bombe e Gabriele da un anno chiuso nella propria camera, solo con il computer, volontariamente distaccato dalle ansie del mondo reale. Finché il racconto coraggioso ma disperante di Jasmine finisce per incrinare l’indifferenza di Gabriele come una crepa in un bunker. Dalla guerra reale a quella altrettanto insensata, immaginata in un altrove e in un tempo fuori dal tempo: la storia di Futuro – romanzo di Irene Rossi per Einaudi Ragazzi – diventa il simbolo di tutti i conflitti e del bisogno assoluto di pace. In una città ridotta a macerie dove due eserciti si fronteggiano a suon di bombe, nessuno ricorda più nemmeno perché, quattro bambini cercano di sopravvivere ingegnandosi in mille modi. Un giorno trovano un neonato in una casa abbandonata e se ne prendono cura, lo chiamano Futuro, senza immaginare che proprio lui cambierà la loro vita.
Il richiamo a una cittadinanza consapevole riguarda, non da ultimo, anche il ruolo di ciascuno nella difesa della natura e del territorio, patrimonio e risorsa di tutta la comunità, dall’incuria e dalla speculazione. Timothée de Fombelle firma Il mio mondo è Celeste (Mondadori): in un futuro ipertecnologico dentro un’economia smodata che ha prodotto un inquinamento planetario, un ragazzo lancia la sfida per uno sforzo collettivo a salvare il Pianeta malato che produce malattie misteriose. È un gruppo di bambini invece a mobilitare le famiglie di due condomini confinanti con un vecchio giardino, a difendere dall’ingordigia dei palazzinari questo angolo fantastico di natura incolto e selvaggio, regno di animali, fiori, piante centenarie e giochi infantili. Il cortile selvaggio (Camelozampa) dimostra come una comunità unita può essere decisiva per difendere spazi condivisi e diritti.

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