Il 10 aprile Gutenberg dà appuntamento nel labirinto

Il labirinto torna come figura centrale del nostro tempo: non più soltanto enigma architettonico o simbolo mitologico, ma esperienza quotidiana
April 9, 2026
Il 10 aprile Gutenberg dà appuntamento nel labirinto
La copertina di Gutenberg n. 67, 10 aprile 2026
Il labirinto torna come figura centrale del nostro tempo: non più soltanto enigma architettonico o simbolo mitologico, ma esperienza quotidiana che attraversa conoscenza, tecnologia, memoria e immaginario. È questo il fuoco del nuovo numero di Gutenberg, in edicola con Avvenire venerdì 10 aprile. Dal calcolo matematico alla letteratura, dalla filosofia all’arte, fino all’intelligenza artificiale, il numero esplora il labirinto come forma della complessità contemporanea: uno spazio in cui l’orientamento non è garantito, la direzione si frammenta e il sapere non coincide più con la soluzione.
Il monografico si apre con Davide Re, che affronta il labirinto dal punto di vista degli algoritmi, dei grafi e dei frattali: strutture razionali che non eliminano l’incertezza ma insegnano ad attraversarla, introducendo il tema decisivo del rapporto tra calcolo e fede come movimento nel tempo finito dell’esperienza umana. Eugenio Giannetta intreccia mito, filosofia e letteratura a partire dai volumi Qui non c’è niente. Immagini dal labirinto di Alessandro Mantovani e Labirinti. Lettura del Canto di Ulisse di Alberto Cristofori, mostrando come il labirinto non sia un ostacolo ma il luogo stesso in cui la conoscenza prende forma per deviazioni e inciampi.
Con Lorenzo Fazzini il labirinto diventa cammino spirituale: quello inciso sul pavimento della cattedrale di Chartres, raccontato attraverso studi e testimonianze storiche che ne illuminano il significato cristiano, rilettura di un simbolo antico come percorso di fede, luce e attesa che sostituisce al pellegrinaggio fisico un viaggio interiore. La cultura pop entra in scena con Alessandro Zaccuri, che rilegge il film cult Labyrinth di Jim Henson con David Bowie come chiave segreta dell’immaginario anni Ottanta e come matrice simbolica di Stranger Things, dimostrando come il labirinto sia una struttura ricorsiva che attraversa epoche e linguaggi. Chiude il monografico Raul Gabriel, che affronta il tema più radicale: l’intelligenza artificiale come labirinto senza centro né uscita, non più enigma da risolvere ma condizione da abitare. Con l’IA, la conoscenza perde la promessa della soluzione e si trasforma in pratica senza destinazione finale.
La copertina di Gutenberg n. 67, 10 aprile 2026
La copertina di Gutenberg n. 67, 10 aprile 2026
La sezione Percorsi amplia lo sguardo sul momento della nascita della celebrità: un doppio affondo sulla costruzione dell’immagine e del nome, dal Rinascimento alla cultura pop: Giancarlo Papi racconta Andy Warhol e la trasformazione dell’artista in icona mediatica, in mostra a Ferrara; Maurizio Schoepflin ripercorre, attraverso il saggio di Christiane Klapisch-Zuber, l’invenzione del “farsi un nome” come identità, ascesa sociale e riconoscimento simbolico. Il secondo tema è "Italia rurale e aree interne": Angela Calvini presenta il documentario Ritorno al tratturo di Francesco Cordio, con Elio Germano, viaggio nei territori marginali del Molise tra spopolamento e possibilità di rinascita; Massimiliano Castellani racconta il romanzo Pregate per Ea di Massimo Zamboni, in cui un delitto ottocentesco diventa ritratto antropologico di una comunità appenninica sospesa tra memoria e trasformazione. Chiude il numero il percorso "Sguardi e segni", dedicato all’arte contemporanea a Brescia. Flavio Arensi mette in dialogo la fotografia frontale e senza mediazioni di Bruce Gilden con le installazioni di Paolo Canevari, componendo una riflessione potente su volto, corpo, violenza simbolica e criticità del presente.

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