Ditonellapiaga: «Io cantautrice fuori dai cliché»
In gara a Sanremo con l’irriverente “Che fastidio!”. «Nasce da una crisi di identità musicale. I discografici volevano cambiarmi anche il nome. Ma sono rimasta fedele a me stessa»

Essere cantanti e autrici, fuori dagli schemi dell’industria del pop, oggi non è semplice. Ma Ditonellapiaga, 27 anni, al secolo Margherita Carducci, il suo podio personale al Festival di Sanremo l’ha già ottenuto: il suo brano Che fastidio! è quello che ha ricevuto all’unanimità i voti più alti delle pagelle dei giornalisti musicali al primo ascolto in anteprima. «Una cosa inverosimile, pensavo che il brano fosse divisivo», spiega l’artista, sorpresa, che aveva calcato nel 2022 il palco dell’Ariston accanto a Donatella Rettore con la sua travolgente Chimica.
Travolgente sarà anche questo elenco di cose che le danno fastidio nella società dell’apparire di oggi, snocciolate a tormentone in un brano dagli echi elettrodance anni ’80: la moda di Milano, lo snob romano, il sogno americano, il politico italiano, i tronisti presentati come artisti, i call center, i nasi alla francese in fotocopia e via dicendo. Un catalogo serrato, ritmato, che funziona proprio perché alterna leggerezza e bersaglio polemico.
«Donatella Rettore, a cui l’ho fatta ascoltare per prima, l’ha paragonata a Nuntereggae più di Rino Gaetano - racconta l’artista a Milano - Poi metto alla berlina con ironia delle cose che sono io per prima a fare», precisa Ditonellapiaga.
Il 10 aprile 2026 uscirà il suo terzo album, Miss Italia (BMG/Dischi Belli). Il primo, Camouflage del 2022, vinse la Targa Tenco nella sezione Miglior Opera Prima. Interamente scritto dalla cantautrice insieme ad Alessandro Casagni, il nuovo progetto discografico nasce dopo un momento di smarrimento identitario musicale, come reazione alla necessità di fermarsi e rimettere tutto in ordine per ritrovarsi. Motore creativo dell’album è il desiderio di restare fedele a sé stessa pur vivendo all’interno di un sistema che spesso chiede il contrario, spingendo verso etichette rassicuranti e formule già testate. L’autunno 2026 segnerà il suo ritorno nei club, con in programma il 27 novembre a Roma e il 30 novembre a Milano.
La sorpresa per l’accoglienza di Che fastidio nasce proprio dal fatto che il brano è frutto di una crisi. «Nasce da una discussione con i miei discografici – racconta –. Il futuro mi si prospettava come un percorso difficile, mi sentivo fuori posto. Mi dicevano che ero troppo pop per l’underground e troppo underground per il mainstream. Ero vista come un problema». Anche il suo nome, rivela, volevano cambiarlo: «Ditonellapiaga era troppo respingente, secondo loro, rispetto al mio aspetto di bella ragazza. Addirittura volevano cambiarmelo. Ma cosa dovevo fare? Chiamarmi Margherita Carducci e andare lì con la chitarra da classica cantautrice?». Così ha scelto una terza strada. «Questo brano mi rispecchia al 100 per cento e Carlo Conti ha avuto coraggio a prenderlo».
Il brano funziona eccome: cassa dritta, ironia sulla società e una scrittura che si inserisce in un percorso già segnato in passato da testi graffianti, talora irriverenti, musicalmente sempre originali. Quello di Sanremo farà ballare, e tanto. Ma anche pensare alla nostra epoca di superficialità assoluta, dove però si insinua anche il pericolo, con un riferimento esplicito alla droga dello stupro. «Quando scrivo che mi chiedo “cosa mi hai messo nel bicchiere?”, è perché quando vado a una festa non mi sento sicura: non è bello, come donna, non potersi fidare quando vai semplicemente a divertirti».
Proprio per questo lascia perplessi la scelta di duettare nella serata delle cover sulle note di The Lady Is a Tramp con Toni Pytoni, cantante “mascherato” divenuto virale con canzoni dai testi volgari e sessisti spacciati per ironici. «In realtà volevo cantare, come Lady Gaga e Tony Bennett, uno standard, che è un genere con cui sono cresciuta. Quindi mi è stato proposto Toni Pytoni, che invece ha una grande voce e vi sorprenderà. Capisco le sensibilità diverse, ma lui secondo me fa solo teatro, è come Checco Zalone, si ride di lui e non con lui».
A costo di sembrare i “giornalisti perbenisti” che danno fastidio alla cantante nel pezzo, riteniamo che questa “furbata” suggerita dai discografici per dimostrare che Ditonellapiaga è una “irriverente” non fosse necessaria. La sua cifra artistica non ha bisogno di scorciatoie né di provocazioni di contorno per affermarsi.
Diversa e intelligente è invece l’irriverenza di Ditonellapiaga, che promette anche nel prossimo album Miss Italia, in uscita il 10 aprile. «L’ho scritto in un momento di crisi, in cui ero paralizzata dalle aspettative su di me – spiega –. Parlerà del rapporto con i canoni: il rapporto con sé stessi, con le aspettative e i desideri. Sarà un disco molto energico, a tutta cassa dritta. Mi sento più libera nei fraseggi veloci e sulla musica energica». Margherita rivendica il suo stile «non aderente a un modello “educato” dal punto di vista musicale». Una dichiarazione che suona come un manifesto di autonomia. Come quella di Ornella Vanoni, di cui era stata ospite sul palco. «Quello che mi ha spiazzato è il peso culturale che lei aveva. Era una vera intellettuale. Ecco, la sua scomparsa è un lutto nazionale intellettuale».
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