Salute del cuore, la parola d'ordine è prevenzione

Oggi la giornata mondiale: la malattie cardiovascolari restano prima causa di morte, ma molte patologie sono prevenibili. Il ministero della Salute: ridurre i fattori rischio
Google preferred source
September 29, 2026
Salute del cuore, la parola d'ordine è prevenzione
L'elettrocardiogramma è il primo esame per controllare la salute del cuore/ ANSA
Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte nel mondo, nell’Unione Europea e in Italia. Un dato noto e ripetuto oggi, in occasione della Giornata mondiale del cuore. A livello globale, segnala il ministero della Salute, si stima che nel 2022 circa 19,8 milioni di persone siano morte a causa di queste patologie, pari a circa il 32% di tutti i decessi. E di questi, l’85% è riconducibile a infarto e ictus. In Italia, gli ultimi dati Istat indicano che le malattie del sistema circolatorio nel 2023 hanno causato 206.119 decessi, pari al 30,9% del totale.
Tuttavia gran parte di queste patologie sono prevenibili con stili di vita sani, ricordano le società scientifiche e le autorità sanitarie internazionali. Comportamenti salutari, diagnosi precoce e accesso tempestivo alle cure potrebbero prevenire l’80% dei decessi. Tra i principali fattori di rischio modificabili, segnala il ministero della Salute, figurano il tabagismo (fumo e uso di altri prodotti con nicotina), la sedentarietà o insufficiente attività fisica, la scorretta alimentazione (non equilibrata e ipercalorica; ricca di grassi, zuccheri e sale; povera di frutta e verdure), il sovrappeso e l’obesità, l’ipertensione arteriosa, le dislipidemie (valori aumentati di colesterolemia e/o di trigliceridemia), il diabete mellito.
«Con il nuovo Piano nazionale della Prevenzione 2026-2031 – ha detto il ministro Orazio Schillaci, in un videomessaggio agli Stati generali della salute cardiovascolare – abbiamo consolidato un modello che punta a intervenire sui principali fattori di rischio modificabili e a promuovere la salute in tutte le fasi della vita».
Tra le iniziative per migliorare la prevenzione figura, in particolare, il progetto nazionale coordinato da 17 Irccs afferenti alla Rete cardiologica (finanziato dal Parlamento attraverso il ministero della Salute) denominato Cvrisk-it, che punta a coinvolgere 30mila persone di età compresa tra i 40 e gli 80 anni per rendere sempre più accurata e personalizzata la valutazione del rischio cardiovascolare. A metà percorso sono già stati coinvolti 17mila cittadini, con un’adesione del 92% al protocollo: «La prevenzione cardiovascolare – osserva il presidente della rete cardiologica Lorenzo Menicanti – sta entrando in una fase nuova: non basta più riconoscere i fattori di rischio, occorre comprendere con maggiore precisione come questi incidano sulla singola persona e intervenire prima che la malattia si manifesti». Il progetto Cvrisk-it (che proseguirà anche nel 2027) consiste nell'integrare i tradizionali parametri di valutazione del rischio cardiovascolare – età, sesso, pressione arteriosa, fumo e colesterolo – con tre ulteriori indicatori: il calcio coronarico, lo studio dell'arteria carotidea e la predisposizione genetica, analizzata attraverso i “polygenic risk scores”. L'obiettivo è verificare se queste informazioni consentano di individuare con maggiore precisione le persone maggiormente esposte al rischio cardiovascolare, orientando gli interventi preventivi sulla base delle caratteristiche individuali. I cittadini che volessero partecipare allo studio trovano le informazioni necessarie sul sito cvrisk.it.
Sul piano dell’informazione ai cittadini prosegue la campagna “Non perdere un battito” (Don’t miss a beat), avviata in occasione della Giornata 2025, per sensibilizzare sulle malattie cardiovascolari e sull’importanza di identificarne tempestivamente segni e sintomi.
Ancora dedicata alla prevenzione è la campagna della Unione Europea “Conosci i tuoi valori” lanciata al congresso dell'Associazione europea per lo studio del diabete (Easd), in corso a Milano, durante la prima edizione della Settimana UE di screening (da oggi al 4 ottobre) per incoraggiare i cittadini di tutta Europa a controllare i valori di pressione arteriosa, colesterolo e glicemia. «La prevenzione non può aspettare. Ecco perché – ha spiegato il Commissario europeo per la Salute e il benessere animale, l’ungherese Olivér Várhelyi – stiamo lanciando la prima Settimana europea di screening: per incoraggiare le persone in tutta Europa a conoscere i propri valori e ad agire per la propria salute». L'iniziativa si basa sul Piano “Safe Hearts” della Commissione Europea, che mira a ridurre del 25% le morti cardiovascolari premature entro il 2035.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire