«Io missionario di strada mi sono sentito compreso da Carlo Casini, missionario per la Vita»

di Redazione "è vita"
La testimonianza di don Gianni Castorani, sacerdote fiorentino che anima la pastorale dei ragazzi là dove si incontrano. E che dal Servo di Dio ha imparato quattro “segreti”, utili per tutti. Eccoli
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September 29, 2026
«Io missionario di strada mi sono sentito compreso da Carlo Casini, missionario per la Vita»
Il Servo di Dio Carlo Casini in una immagine del 2013
Pubblichiamo l'introduzione del mese di settembre al "Rosario del 23", esperienza di preghiera mariana online condivisa da centinaia di persone che hanno conosciuto in vita o dopo la sua morte il Servo di Dio, scomparso il 23 marzo 2020. Per mettersi in contatto con gli organizzatori: rosariodel23concarlo@gmail.com  
Sono don Gianni Castorani, sacerdote della Diocesi di Firenze, al servizio della Fraternità Sentinelle del Mattino di Pasqua. Mi occupo in modo particolare dell'evangelizzazione di strada, delle spiagge e delle discoteche, rivolta ai giovani e vissuta con i giovani: una vera urgenza, oggi, e una grande gioia per me.
Sono davvero lieto di partecipare con voi al “Rosario del 23, con e per Carlo Casini”, Servo di Dio. La preghiera, e in modo particolare la preghiera comunitaria, è una delle vie attraverso le quali possiamo vivere e riconoscere la presenza di Gesù in mezzo a noi. E pregare Maria, sua Madre, è per noi una certezza ancora più grande: attraverso di Lei, il nostro cuore si apre alla presenza viva e reale del Signore.
Oggi contempliamo i Misteri Gloriosi: che gioia! Il Signore è risorto! È veramente risorto. Alleluia! Il peccato e la morte sono stati sconfitti. San Paolo lo proclama con parole che attraversano i secoli: «Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione? […] Siano rese grazie a Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!» (1 Corinzi 15,55). Ma Gesù non soltanto è risorto: ci ha anche promesso di rimanere con noi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. È questa la nostra certezza, è questa la nostra grande speranza.
Per questo la nostra preghiera – e non dimentichiamolo mai: la preghiera è nel cuore di ogni uomo, è un desiderio profondo che abita il cuore di tutti e che può realmente cambiare la vita – deve essere sempre, prima di tutto, una preghiera di lode. Sì, di lode, anche quando attraversiamo il buio, anche quando siamo nella sofferenza e nel dolore. Perché pregare significa aprire tutto il nostro essere al dono della salvezza che Gesù è venuto a portarci. E allora, anche nelle difficoltà, possiamo continuare a dire: grazie, Signore! Perché Tu sei vivo, sei in mezzo a noi e non ci lasci mai soli.
Il Servo di Dio Carlo Casini ha vissuto con questa profonda convinzione. Ho conosciuto Carlo Casini a un incontro diocesano sulla vita. Ricordo che mi fu presentato dal cardinale Ennio Antonelli, che gli parlava di me e della missione di strada; all'epoca non ero ancora sacerdote. Raccontai a Carlo quello che facevo, lui si mostrò molto interessato. Quello che mi colpì di lui, in quel poco tempo a nostra disposizione, fu l'ascolto, l'intelligenza, la curiosità.
Il suo sorriso e la sua gioia mi hanno sempre colpito, così come il suo impegno per la vita e il modo in cui è rimasto uno strumento umile nelle mani di Dio, cosa non scontata per chi entra in politica, dove è facile lasciarsi attirare dal potere e da tante suggestioni. Carlo, invece, è sempre stato coerente, limpido, a servizio dei valori umani e cristiani che lui ha personalmente testimoniato.
Ho sempre visto Carlo come una figura semplice e coraggiosa, ma decisa e determinata nel portare avanti la missione che il Signore gli aveva affidato. La perseveranza convinta è proprio una delle caratteristiche dei santi.
Quattro cose voglio ricordare di lui per quello che ho conosciuto personalmente, ascoltato e letto.
1. L’instancabile difesa della vita umana sin dal momento del concepimento. Con argomenti prima di tutto di ragione, Carlo ha mostrato che anche il più piccolo, fragile e povero degli esseri umani – il bambino concepito e non ancora nato – è un essere umano a pieno titolo, un figlio, un soggetto, una persona, “uno di noi”, portatore della stessa incommensurabile dignità di cui ogni uomo è caratterizzato. Questo, diceva Carlo, è il primo fondamento dell'uguaglianza tra tutti gli uomini.
2. L'impegno civile e politico vissuto come autentico servizio alla persona e al bene comune. Carlo ha vissuto con estrema limpidezza la politica come la forma più alta di carità, mettendo i suoi talenti e le sue capacità al servizio degli altri. È stato tanto intelligente quanto umile e generoso.
3. La benevolenza verso tutti, anche nei confronti dell’avversario politico, di chi non la pensava come lui, di chi lo ostacolava, di chi non comprendeva il suo impegno, di chi lo denigrava. Carlo ha incarnato davvero l’amore evangelico.
4. L'offerta della sofferenza. Gli ultimi anni della sua vita terrena lo hanno visto colpito da una terribile malattia. Ebbene, Carlo si è completamente fidato dell’Amore infinito di Dio e si è affidato a Lui offrendo silenziosamente e intensamente le privazioni, i limiti, le sofferenze al Dio della Vita, in comunione con Gesù e con tutta la Chiesa.
Il Signore ha chiamato Carlo a sé attorno all’ora dell’Angelus, il 23 marzo, data vicina all'Annunciazione, festa della Vita, quasi a volerlo festeggiare in Cielo, insieme a Maria, nel pieno sì alla vita.
E ora raccogliamoci in preghiera attorno a Maria Regina della Pace, Madre della Vita, custode della Famiglia, Stella della Nuova Evangelizzazione affinché ci custodisca in ogni passo e ci doni la gioia di essere amici di suo figlio Gesù. Rivolgiamoci a Lei ricordando anche i nostri cari che sono in Cielo, in particolare Donatella, figlia di Carlo, che ho conosciuto bene perché veniva spesso il venerdì agli incontri di preghiera. Preghiamo per tutti coloro che portiamo nel cuore.

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