L’eredità del Papa: Pavia ha una nuova Culla per la Vita
Benedetta da Leone XIV sul sagrato del Duomo durante la sua visita in città, la struttura per affidare in modo sicuro un neonato quando non ci si sente in grado di accudirlo sarà custodita da una parrocchia

Tra i tanti gesti compiuti durante la visita pastorale a Pavia, Leone XIV ha voluto dedicare un momento speciale anche alla Culla per la Vita promossa dal Centro pavese di Accoglienza alla Vita. Un segno discreto ma dal forte valore simbolico, che richiama l’attenzione sulla tutela della vita nascente e sull’accoglienza delle situazioni più fragili.
La benedizione è avvenuta nel pomeriggio di sabato 20 sul sagrato del Duomo, nel luogo in cui il Pontefice ha incontrato bambini e ragazzi degli oratori. Proprio lì è stata collocata la Culla per la Vita, sotto lo sguardo della Madonna della Colombina di Copiano (Pavia), antica immagine mariana particolarmente cara alle mamme e nota come “Madonna del latte”. La Culla è destinata ad accogliere i neonati che le loro madri, per ragioni di estrema difficoltà, non si sentono in grado di crescere, offrendo comunque loro la possibilità di essere accolti e affidati alle cure necessarie. «La benedizione del Santo Padre rappresenta un incoraggiamento prezioso e un segno di speranza per chi opera quotidianamente a favore della vita» sottolinea Maria Pia Sacchi Mussini, presidente del Centro pavese di Accoglienza alla Vita. Un gesto che acquista ancora più significato alla luce delle parole pronunciate dallo stesso Papa durante la sua giornata pavese, quando ha definito la città lombarda «un grembo che accoglie tutti».
La realizzazione della Culla pavese per la Vita è stata possibile grazie a una rete di collaborazioni che ha coinvolto diverse realtà del territorio. Decisiva è stata la disponibilità di don Roberto Romani, parroco di Sant’Alessandro Sauli, che ha accolto la proposta di ospitare la struttura. Architetti e ingegneri – Luca Alessio, Zofia Kasiñska e Vittorio Cattaneo – hanno messo gratuitamente a disposizione le proprie competenze per la progettazione dell’edificio e degli impianti. Il monitoraggio ventiquattr’ore su ventiquattro è affidato alla Croce Rossa di Pavia, guidata dalla presidente Stefania Serafini, mentre il finanziamento dell’opera è stato reso possibile dalla generosità di Patrizia Fedegari e Antonio Lodola. Al Centro pavese di Accoglienza alla Vita spetta il compito di accompagnare e garantire l’intero progetto. Una presenza che, attraverso la benedizione del Papa, riceve un ulteriore incoraggiamento a proseguire nella missione di custodire e promuovere la vita, soprattutto quando appare più vulnerabile e indifesa.
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